Leggi djaredin

Le Leggi

 

ZANYRS

Introduzione
L’ordine è la vita. Dal caos e dall’anarchia non nascono che morte e miseria.
L’ordine ha accompagnato il nostro popolo sin dalla sua nascita, gli ha permesso di prosperare e,
nella nostra ora più buia, seppelliti in quella che un tempo veniva chiamata tomba e oggi chiamiamo casa, tra fame e miseria, ci ha permesso di restare uniti, e, come la roccia che ci circonda, di resistere e sopravvivere.
Djaredin, le leggi nascono dall’ordine e senza leggi non c’è ordine.
Siate degni di chi vi ha preceduto.
Questa è la saggezza di Kard tramandataci dai nostri antenati e benedetta dalla Triade, rispettata nei secoli dalle passate generazioni, di djaredin in djaredin, fino a noi.
Nei secoli sono state arricchite e perfezionate dalla saggezza degli Djare e dei Morgat per poterci guidare nel modo voluto dalla Triade.

  • Il Giudizio:
    Nel caso un cugino venga condotto in giudizio, il suo giudice sia la carica più alta presente al momento o un cugino di provata saggezza scelto dalla maggioranza degli djaredin presenti.
    Il giudice abbia piena capacità di decidere, che Berzale lo aiuti a dividere il falso dal vero.
    La pena sia decisa facendo appello alla massima saggezza, con imparzialità e intelligenza, ricordando i casi passati e non venendone influenzati.
    Il suo giudizio è definitivo e modificabile solo da lui se siano emerse nuove circostanze o modificabile da una carica superiore.
    Solo gli Djaredin che hanno una carica all’interno del regno hanno la possibilità di emettere giudizio, in ordine di importanza queste solo le cariche:Archon, Morgat, Deb-djare/Ankor Norva,
    Barbabianca, Bund, Rodolan
    HazkalIn caso di membro dell’armata portato a giudizio si seguiranno le indicazioni del codice militare.
  • La Pena:
    La pena, se non fosse prevista dalla stessa legge, è scelta a discrezione del giudice, può essere ad esempio una multa in denaro, materiali o oggetti, l’obbligo di compiere un lavoro (anche forzato), una punizione corporale, una punizione dell’onore, il bando, il taglio della barba.
    Queste pene sono solo esemplificative, pena può essere qualsiasi idea del giudice.
    Siano date pene ricordando la saggezza e la severità di chi ci ha preceduto, e in caso di nuovi modi per infrangere la legge, siano date sanzioni esemplari che scoraggino nuovi crimini.
    La legge segue lo djaredin ovunque vada; anche se un giurasse fedeltà ad un altro popolo e venisse bandito, la legge continuerebbe a seguirlo ed ogni sua azione illegale, mentre è lontano, si sommerà ai suoi crimini.

 

ZANYRS AS DJARE (Leggi degli Djare)

Queste sono le leggi emanate dagli Djare da quando il Fiero popolo è stato imprigionato. Fino a quando non verranno abrogate o cambiate avranno valore superiore a qualunque tradizione conosciuta dagli Djaredin. Che la Triade guidi sempre gli Djare che si succederanno nel corso dei secoli.

07/02/0 Per ordine dello Djare Boregor Asciafiamma i clan vengono aboliti. Dopo la calamità che ha colpito il nostro popolo, altre sono le priorità, e le inutili beghe dei Clan portano solo disordine e caos, in un momento ove l’unità sarà l’unica cosa che potrà salvarci.

14/05/3503 Per ordine dello Djare Tikran Torvocipiglio viene ordinato a tutti i cugini che dovessero avvistare particolari scarafaggi, detti Forbicioni, nei cunicoli di abbatterli. Questo in quanto i Bortrox hanno confermato la collusione della specie con un’importante minaccia verso l’integrità del Regno e dei suoi avamposti, i Draghi Serpentini.

19/01/4233 Per ordine dello Djare Thorreg Gridopossente viene proibito insegnare il Kyl a non appartenenti alla razza djaredin.

25/01/4233 La tecnologia djaredin è ambita in tutta Ardania. Il Maestro d’Arme Balin Fireforge proibisce il commercio di tale tecnologia ai genieri.

24/05/4233 Lo Djare Tordek Scuotiferro proclama l’Isola dei Demoni a Nord proprietà del Regno di Djare.

13/09/4233 Lo Djare Tordek Scuotiferro  vieta  l’avventurarsi nei territori degli elfi oscuri.

12/11/4237 Per volere dello Djare Dakkar Felekdum il regno di Djare si stende sulla sacra Kard Dorgast e sui cunicoli che la collegano alla superfice, sull’isola del Varr Nadarunn e sul relativo avamposto, sull’isola che ospita il porto e sull’avamposto dei Crag Grigor. A nessuno che non sia autorizzato è consentito l’accesso in questi luoghi.

21/03/4238 Per volere dello Djare Dakkar Felekdum i clan vengono ripristinati nelle loro antiche funzioni. Che ogni djaredin ricerchi le sue radici e ritorni al Clan da cui la sua famiglia ha avuto origine.

4240 Per volere dello Djare Khorak Kun i Tyn Barak diventano membri effettivi del Tempio agli ordini del Morgat, come devoti della Triade con addestramento alle armi e dimestichezza militare.

ZANYRS AS GROMTHS (leggi degli antenati)

Tradizioni e consuetudini

Tradire lo Djare, e quindi tutto il Regno e tutto il popolo Djaredin, è il più grande abominio che si possa contemplare. A chi abbia compiuto una simile oscenità spetti l’onore dell’elfo, la sua barba venga tagliata, il suo nome venga iscritto nel Dammaz Kron e la vergogna scenda su di lui e sulla sua famiglia.
Giurare fedeltà ad un altro popolo è un atto stupido e incosciente. Lo djaredin che preferisca giurare fedeltà ad un altro sovrano che non sia lo djare venga trattato come egli ha scelto.
Se ha giurato fedeltà ad un regno umano sia considerato come un umano di quel regno, a tutti gli effetti.
Se oserà giurare fedeltà ad un regno elfico il suo nome venga iscritto nel Dammaz Kron e venga bandito in eterno del Regno di Djare, come tutti gli elfi.
In entrambi i casi non conterà più che egli sia uno djaredin, ma che egli abbia scelto di non esserlo.
Codardia e tradimento in battaglia non sono degni di uno djaredin

La vita è il bene più prezioso donatoci dalla Triade. Che nessuno Djaredin provi a ferire o togliere la vita a Djaredin, questo sarebbe un atto degno di un orco e come tale venga giudicato il colpevole.

L’onore sia pari alla vita. Vivere senza onore è come vivere senza respiro; lo Djaredin che offenda l’onore di un altro djaredin, sia esso del passato del presente o del futuro, offende il suo stesso onore, ed in base a questo venga giudicato.

La magia è una bestemmia agli stessi Dei ed è un pericolo per tutto il creato, che non vengano introdotti nel regno in alcun modo oggetti magici, tomi magici, animali magici o qualsiasi cosa legata ai poteri arcani. Il cugino che lo faccia involontariamente e che dimostri la stessa saggezza di chi effettua uno scavo e non rinforzi le pareti, sia giudicato allo stesso modo.
Chi invece porti questi oggetti nel regno volontariamente sia giudicato un traditore e un blasfemo.
Che le armi runiche siano portate entro Kard Dorgast solo dopo l’approvazione di un Rodolan di Dera o di un membro del Tempio in sua assenza; verranno confiscate per qualche rotazione per evitare che siano dannose e poi riconsegnate ai legittimi proprietari.
Il cugino che rifiuti il giudizio, o nel caso le sue azioni siano talmente gravi da indicarne la prigionia, si opponga all’arresto dimostra di non avere onore sufficiente per giustificare le proprie azioni; questi suoi atti vengano ricordati

Fratellanza, collaborazione e lavoro sono le basi della vita di ogni Djaredin e garanzia di sopravvivenza. Il furto è la negazione di tutti questi valori, non c’è onore nel prendere con la forza o l’inganno qualcosa che non si sa o non si vuole creare; non c’è onore nel prender senza dare.
Che la giusta punizione e la vergogna scendano sul colpevole.

Che il sacro Mithryl del regno non cada in mani umane o eliche, che non venga donato, venduto o fatto lavorare da chi non sia djaredin. Chi commetta un tale crimine sarà giudicato in base all’onore che non possiede.

Mentire ad un cugino è come sottrargli la luce e in questo non vi è onore. Su questo venga valutato chi compia un simile atto.

Mentire allo Djare o ad altra carica del regno è menzogna verso tutto il popolo e come tale venga giudicata.

Chi scavi in zone non consone è un pazzo che mette a rischio la sua vita e quella dei suoi cugini; che la sua follia venga corretta

Intralciare le vie e i cunicoli crea disagio ai cugini e pericolo in caso di emergenza. Chi intralci in questo modo la via risponda delle sue azioni. Se l’intralcio sia costituito da animali lasciati in zone non adatte, che questi vengano spostati a suon di bastonate, nel caso l’intralcio sia continuativo vengano considerati proprietà del regno, o in caso di emergenza vengano abbattuti sul posto.
Che le cavalcature siano condotte nei recinti, o, nel caso non sia possibile, le si conduca ove non possano arrecare intralcio.

Non vengano introdotti nel regno stranieri non invitati dalle autorità del regno stesso.

Non vengano portati entro i confini del regno animali dalla natura magica provenienti dalla superficie, che gli animali introdotti non vengano lasciati liberi ma tenuti in apposite stalle e recinti o lasciati nei nostri avamposti di superficie.

Le creature del sottosuolo non vengano lasciate libere in superficie né donate o vendute a stranieri. Che gli animali del nostro regno trovati liberi in superficie vengano abbattuti.

Che nessuno djaredin tradisca i nostri antenati non portando loro il dovuto rispetto, adorando false divinità o arrecando offesa alla Triade.

È fatto divieto di comparire in luoghi pubblici armati, con bavagli, elmi, o altre cose che non permettano l’immediato riconoscimento dello djaredin; è permesso in casi straordinari a tutti i cittadini e sempre ai membri dell’Armata che si facciano riconoscere come tali.

Eventuali leghe, associazioni, enti a vario titolo, possono prendere vita a Kard con l’approvazione dello Djare; tali enti potranno essere dotati di speciali codici di leggi interne, a patto che non violino le leggi e le tradizioni della Gemma.

Che tutta la popolazione contribuisca al benessere di Kard Dorgast pagando le dovute tasse e procurando quanto richiesto in caso di bisogno.

È fatto divieto di sporcare il suolo cittadino o le aree circostanti vista la presenza di numerosi contenitori atti a raccogliere la spazzatura.

È fatto divieto di entrare in edifici con animali di alcun tipo, compresi animali da soma.

 

ZANYRS A THRONG (leggi dell’armata)

L’armata del regno è l’esercito e il corpo di vigilanza del regno.

È costituita da tutti gli djaredin che intraprendano la carriera militare come loro professione abituale, giurando di servire il regno e sacrificarsi per esso fino alla morte.

Norme:

L’Armata è soggetta, oltre alle normali leggi vigenti nel regno di Djare e alle tradizioni del popolo Djaredin, al codice militare.

In caso di infrazioni di tale codice da parte di un membro dell’armata, si farà riferimento a quanto qui previsto.

In caso di giudizio solo un alta carica dell’armata potrà essere scelta come giudice.

  • Codardia e tradimento in battaglia non sono degni di uno djaredin, tanto più di un membro dell’armata. Che la codardia venga giudicata in base alla situazione ed al grado del colpevole, che il tradimento sia punito con la morte.
  • Rompere la formazione senza un giusto motivo è follia, l’anello debole di una solida cotta di maglia, rende inutile gli altri. Che il colpevole venga punito in base al grado e alla situazione, degradato o espulso dall’armata; se la formazione viene rotta per qualche specifico motivo si farà pesare l’accusa più pesante.
  • Non punire un crimine è uguale a commetterne uno. Il membro dell’armata che non sanzioni un crimine sia ritenuto a sua volta colpevole dello stesso crimine.
  • Ogni membro dell’armata è tenuto a conoscere le leggi e saperle applicare in ogni occasione.
  • Ogni membro dell’armata deve avere cura dell’equipaggiamento affidatogli dall’armata, e in caso di smarrimento, danneggiamento o distruzione dovrà sostituirlo prontamente a sue spese. Lo stesso valga per i proiettili usati e la polvere nera.
  • Ogni membro dell’armata deve aver cura della corazza in sacro mithryl affidatagli, non deve smarrirla ne venderla, e deve indossarla in ogni occasione richiesta. Ogni uso improprio di tali cimeli in sacro mithryl verrà punito.
  • Ogni membro dell’armata deve avere con se il necessario per fare ritratti e la lista completa dei nemici dal regno, onde poterli riconoscere e punire come si conviene.
  • La custodia dei cunicoli, degli avamposti e della stessa Kard Dorgast è compito dell’armata.
  • I sacerdoti in forza all’armata sono soggetti alle stesse leggi degli altri membri dell’armata, fatto salvo i precetti emanati dal Morgat che debbono sempre rispettare.
  • In base alla gerarchia dell’armata, gli ordini dei superiori vanno eseguiti in maniera rapida e senza discussioni. Non eseguire e contestare un ordine è una riprovevole mancanza di disciplina e, se non giustificata, verrà punita come tale.
  • In caso di processi ad un membro dell’armata su fatti accaduti mentre era in servizio attivo, in base al grado dovranno essere giudicati dallo Djare, dall’Archon o dai Bund. Eventuali effrazioni saranno giudicate con il massimo della severità.
  • Un membro dell’armata in servizio attivo deve sempre avere un comportamento dignitoso e disciplinato, in funzione della carica e del compito ricoperto. Chiunque infanghi l’onore dell’armata ne subirà le giuste conseguenze. Ogni processo in cui venga coinvolto un membro dell’armata avrà sempre questa aggravante in caso di colpevolezza.
  • Avamposti e sede dell’armata, pur rimanendo proprietà del regno, sono sotto la completa responsabilità dell’armata, che dovrà provvedere alla gestione e al perfetto mantenimento di tali importanti strutture. Rifornimenti di armi, armature, acqua, birra, cibo, e altri beni necessari sono sempre a carico dell’armata.
  • In caso di chiamata alle armi, ogni membro dell’armata dovrà presentarsi con le migliori armi e la miglior armatura a sua disposizione, con la tunica e il manto di Kard Dorgast e i simboli del suo grado nell’armata. In caso di guerra ogni membro dell’armata è tenuto a pattugliare e preservare l’incolumità degli alti djaredin e del Regno.
  • Gli djaredin dell’armata sono autorizzati a portare armi in luoghi pubblici, eccetto durante cerimonie sacre e altri eventi dove sia specificatamente richiesta l’assenza di armi.
  • Le promozioni, i premi per meriti speciali, l’attribuzione di incarichi straordinari, vengano decisi dallo Djare, dall’Archon e dai bund in assemblea dell’armata.

 

ZANYRS AS NOSS, HELGAKEHVAS UT KEVHAS (leggi di uomini, mezzelfi ed elfi)

Questa parte del codice è riservata agli umani, agli impuri mezz’elfi e ai corrotti elfi.
Queste razze hanno bisogno di leggi che le guidino, dato che non possono basarsi sulla saggezza tramandata dagli avi e sulle tradizioni secolari del nostro popolo.
Sarà il più chiaro e semplice possibile, per evitare che venga fraintesa.
Sarà scritta in tutte le lingue degli umani e degli elfi, affinché comprendano tutti, senza distinzione di popolo o razza
Che tutti gli appartenenti ad altre razze leggano quanto sancito dalla legge djaredin nei loro confronti. L’ ignoranza non sarà considerata una scusante, ma un’aggravante.

  • Riguardo la razza e la provenienza
    A nessun umano o mezz’elfo è consentito calcare il sacro suolo della gemma, a meno che non abbia ricevuto il benestare da alte cariche del regno, o indossi le insegne di un popolo con cui vi siano trattati di alleanza.
    In caso di alleati dovranno avere con se il manto del proprio popolo e dovranno esibirlo ogni volta che verrà loro richiesto.
    Che nessun elfo osi varcare i sacri confini del regno. La morte sarà la sola ricompensa. Solo in casi straordinari, con l’approvazione del Morgat e dello Djare sarà concesso questo privilegio.

Sanzioni
Chi non rispetterà questa legge per stoltezza o avventatezza una prima volta verrà condotto fuori dal regno, dopo che sarà stato perquisito e sarà stato fatto un ritratto. Nel caso ripeta tale errore una seconda volta verrà privato di ogni suo bene, cavalcatura compresa e sarà scortato fuori dal regno. Ad un terzo errore non ci sarà altro rimedio che la morte.
Qualora un’umano o un mezz’elfo, che sia stato in precedenza bandito dal regno, osi rimettervi piede, si aspetti solo la morte come ricompensa per la sua avventatezza. Gli elfi tutti si considerino come banditi dal regno in eterno. I figli di Korg avvisano una sola volta e non dimenticano mai.

  • Riguardo la religione
    Kard Dorgast è consacrata dalla prima all’ultima pietra alla Triade, santificata dal sangue degli antenati che la costruirono, combatterono e morirono per essa.
    Ognuno è libero di venerare le divinità che meglio creda, ma nessun insulto, illazione o mancanza di rispetto alla Triade e agli antenati tutti verrà minimamente tollerata.

Sanzioni
Chiunque avrà l’ardire di trasgredire questa legge, insultando la Triade o gli antenati, o anche solo mancando di rispetto, verrà giudicato dai sacerdoti di Kard e dovrà sottostare al verdetto emesso.
Gravi insulti agli Dei e agli antenati, disconoscimento della divinità della Triade o peggio verranno puniti con il bando e la morte del reo.

  • Riguardo la magia
    La magia è un insulto alla memoria degli avi e alla Triade.
    Nella sacra Kard Dorgast è vietata qualunque pratica magica, sia da parte di maghi, sia di druidi, sia di sacerdoti che non venerino la Triade; è vietata la detenzione di qualunque oggetto magico o creatura magica.
    Nei territori sotto il controllo del regno, ma esterni a Kard Dorgast, è consentita la pratica di queste oscure arti da parte degli alleati, ma fortemente sconsigliata.

Sanzioni
Il bando da Kard Dorgast è il minimo che ci si possa aspettare per tali orrendi crimini.
Oggetti di natura magica e animali di siffatta natura verranno sequestrati e consegnati ai sacerdoti del tempio affinché li distruggano.

  • Riguardo le risorse e i beni
    Kard Dorgast è un dono della Triade per il suo popolo, come lo sono le brillanti invenzioni degli djaredin dal fervido ingegno. Nulla che sia vitale per il regno può essere ceduto ad estranei; è pertanto stabilito che:
    È vietato scavare minerali o tagliare funghi senza permesso.
    È vietato catturare animali del regno senza permesso.
    È vietato possedere mithryl in qualunque sua forma.
    È vietato possedere qualunque oggetto di natura ingegneristica.

Sanzioni
Chiunque verrà trovato a scavare nelle miniere o tagliare preziosi funghi verrà arrestato e gli saranno sottratti tutti i suoi beni.
Chiunque venga trovato in possesso di manufatti in mithryl o di natura ingeristica verrà arrestato e gli saranno sottratti tutti i suoi beni.
In entrambi i casi verranno portati a processo e giudicati per i loro reati.

  • Sui comportamenti da tenere
    Per il popolo Fiero le tradizioni sono il legame diretto con gli antenati, e non hanno bisogno di imparare come ci si comporta dinnanzi a chi è più anziano e la sa più lunga.
    A beneficio di chi ha corta memoria, non per sua colpa, è pertanto stabilito per legge che:Ci si fermi dinnanzi a qualunque djaredin chieda di fermarsi
    Si tenga sempre un comportamento degno ed onorevole
    Si porti sempre il dovuto rispetto alle autorità del regno
    Si porti sempre rispetto agli antichi del popolo fiero
    Si attraversino i territori del regno di Djare a capo scoperto e senza brandire alcuna arma
    Se si vede commettere un crimine lo si deve denunciare alle autorità, e se è nelle proprie forze impedirlo.

Sanzioni
Se vedi qualcuno commettere un crimine e non cerchi di fermarlo e non avvisi le autorità verrai considerato complice e punito, anche con la stessa pena.
Se non ci si fermerà quando richiesto si pagherà una multa di 1000 monete.
Se si verrà trovati a girare armati si dovranno deporre le armi e pagare un ammenda di 2000 monete.
Se si verrà trovati a volto coperto lo si dovrà scoprire e pagare un ammenda di 2000 monete.
Tutte le infrazioni verranno portate in giudizio, e la pena sarà comminata in base alle antiche consuetudini, in aggiunta a quella fissata dall’attuale legge.

  • Sui divieti
    Kard Dorgast è da sempre stata ospitale con gli stranieri che hanno rispettato le sue leggi e onorato lo spirito degli djaredin delle epoche passate.
    Secoli di tradimenti, inganni e infamie perpetrate ai danni del popolo fiero ci han reso prudenti con chiunque non sia del nostro popolo.
    Che l’ospite rispetti questi divieti, se non vuole mettere a repentaglio la sua stessa incolumità:è vietato provare a scappare o opporsi con la violenza, qualora venisse intimato di fermarsi da parte di uno djaredin dell’armata
    è vietato resistere ad una perquisizione da parte di un membro dell’armata
    è vietato resistere all’applicazione di una sanzione, qualora si fosse giudicati colpevoli da un giudice, secondo la giusta procedura
    è vietato provare a ferire o uccidere uno djaredin o un altro ospite della Gemma
    è vietato provare a rubare ad uno djaredin o ad un altro ospite della Gemma
    è vietato insultare le autorità del regno
    è vietato mentire alle autorità del regno
    è vietato mettere in alcun modo in pericolo la sicurezza del regno
    è vietato tentare di introdurre elfi all’interno del regno
    è vietato introdurre umani senza permesso all’interno del regno.

Sanzioni
Per tutti questi reati la sanzione è la più grave possibile, dal bando alla morte. Nei casi più gravi, quali opposizioni violente, resistenza all’arresto, tentativi di ferire o uccidere Djaredin o ospiti della gemma, la pena di morte verrà applicata seduta stante dai membri dell’armata presenti, in aggiunta al bando perenne e all’inimicizia di ogni djaredin.
Chi metta in pericolo la sicurezza del regno, venga interrogato e scoperti i mandanti, o le ragioni dell’insensato gesto, prima di giudicarlo come un aggressore del regno.
In caso di giudizio si veda sempre in tali atti la volontà di ledere ai figli della Triade con malevoli e voluti intenti.

ZANYRS A NURAN KAR

Queste sono le leggi del Villaggio di Nuran-Kar e del protettorato Djaredin della Baronia occidentale.

Entrando nelle nostre terre e calcando il nostro suolo tu accetti di onorarle e rispettarle. Qualora non fosse così girati e ritorna sui tuoi passi, poiché avanzando ne pagheresti le conseguenze.

Territorio e Giustizia

1) Spetta allo djaredin più alto in grado di Kard Dorgast presente nei Registri della Gemma far rispettare la leggi esposte e il giudizio spetta sempre ad uno djaredin di alto rango qualora non vi sia una pena univoca stabilita o una pena diventata consuetudine.

2) Il villaggio di Nuran-Kar e il protettorato Djaredin della Baronia occidentale sono parte integrante del Regno di Djare. Durgin Vistacuta è il Capo villaggio nominato dallo Djare.
2a) A Durgin Vistacuta spetta lo svolgimento degli atti di normale amministrazione, la legislazione del villaggio è affidata all’Ankor Norva e la difesa all’Armata Djaredin. Per gli atti di straordinaria amministrazione l’ultima parola spetta allo Djare.
2b) Il Protettorato Djaredin della Baronia occidentale si estende da Nuran-Kar fino ai due passi ad Est ed a Ovest; quindi fino al passo a Sud-Est e al passo montano controllato dalla torre Mingol Beil. Altersì la strada fino al passo dell’Ourus Maer è considerata parte del Protettorato.

3) Gli elfi sono considerati banditi sul suolo di Nuran Kar e dal protettorato della baronia occidentale, qualora siano trovati che le loro orecchie a punta vengano tagliate e le loro teste mozzate.
3a) Solo in casi speciali, valutati dallo Djare e dal suo consiglio, è permesso l’accesso a singoli individui della razza corrotta.

Divieti e Pene

4) È vietato possedere mithryl in qualunque sua forma. È altersì vietato possedere qualunque oggetto di natura ingegneristica. Chiunque venga trovato in possesso di manufatti in mithryl o oggetti di natura ingegneristica verrà arrestato, gli saranno sottratti tutti i suoi beni, sarà inflitta un’ammenda di centomila monete e il bando dai territori djaredin.

5) E’ vietato l’uso della magia nel rispetto della cultura djaredin. La pena prevede un’ammenda di cinquantamila monete e il bando dai territori djaredin.
5a) E’ vietato alterare le proprie sembianze per mezzo della magia. L’ammenda prevista dall’articolo 5 è aumentata di diecimila monete.

6) Sono vietati gli omicidi verso abitanti ed ospiti: la pena consiste nella confisca di ogni bene, l’esecuzione sul posto e il bando dai territori Djaredin.
6a) Sono vietate le aggressioni verso abitanti ed ospiti: la pena consiste nella confisca delle armi e dell’armatura, un’ammenda da cinquantamila scudi e il bando dai territori Djaredin per 6 mesi.
6b) Sono vietati i furti verso abitanti ed ospiti: la pena consiste nella confisca della refurtiva, un’ammenda pari a tre volte il maltolto e il bando dai territori Djaredin per 1 mese.
6c) E’ fatto divieto agli stranieri di girare per il villaggio armati e con il volto coperto. La pena prevista è di un’ammenda, per la contravvenzione di una di queste condizioni, di duemila monete, per entrambe di cinquemila. I bastoni con rune che assistono i manipolatori ad eseguire le formule magiche sono considerati armi.

7) Non viene tollerata nessuna offesa nei confronti del popolo djaredin o verso i suoi ospiti: la pena varia da una multa di un minimo di ventimila monete fino al bando dai territori djaredin, in base alla gravità dei fatti.

Mercato

8)E’ possibile aprire un banco commerciale presso Nuran Kar, ma si vieta la vendita di tomi di magia, Mitrhyl e tecnologia Djaredin; pena il sequestro del banco e delle merci, unitamente al bando dai territori djaredin. E’ altersì vietata la vendita di bastoni con rune che assistono i manipolatori ad eseguire le formule magiche

ZANYRS A RUNN (Leggi del porto)

Nel porto nord di Nuran Kar vi è libero attracco senza limite di tempo a tutti i djaredin, previa comunicazione del nome della propria imbarcazione nei registri delle Barbe Salate. A tutti i forestieri è invece concesso l’attracco non oltre tre giornate consecutive.
Ogni armatore – che sia djaredin o straniero – potrà attraccare una sola imbarcazione di sua proprietà pena il sequestro di tutte le altre imbarcazioni ad eccezione della prima.

Il molo ovest di Nuran Kar è riservato alle sole imbarcazioni del Regno, qualsiasi imbarcazione privata sarà sequestrata.

Qualsiasi imbarcazione che blocchi l’uscita dal porto ad altre navi sarà sequestrata.

Ogni violazione del presente regolamento verrà segnalata con un avviso apposto nella bacheca di Nuran Kar. Scaduti 7 giorni da tale avviso si procederà al sequestro dell’imbarcazione, il proprietario avrà ulteriori 7 giorni per riscattarla pagando un’ammenda di 10000 monete.

ZANYRS A VARR NADARUNN

Per volere dello Djare Thorreg Gridopossente viene revisionata per l’isola di Varr Nadarunn la Zanyrs del 12 di Archon 4237; il Consiglio dello Djare promulga secondo la Sua volontà i seguenti articoli.

Articolo 1°

L’isola più a Nord dell’Arcipelago perduto, nota con il nome di Varr Nadarunn, è un protettorato del Regno di Djare; la custodia dell’isola e dell’avamposto è affidata all’armata Djaredin.

Articolo 2°

A nessun umano o mezz’elfo è consentito lo sbarco all’isola, almeno ché non indossi le insegne e il mantello del regno di Helcaraxe o sia stato formalmente invitato dalle autorità del Regno di Djare. Che gli elfi scovati siano giustiziati sul posto.

Chi non rispetterà questa legge per stoltezza o avventatezza una prima volta verrà condotto fuori dal regno, dopo che sarà stato perquisito, multato per una somma di duemila scudi e sarà stato fatto un ritratto. Nel caso ripeta tale errore una seconda volta verrà privato di ogni suo bene e sarà scortato fuori dal regno. Ad un terzo errore non ci sarà altro rimedio che la morte e il bando dai territori dello djare.

I trasgressori che oltre alla loro avventatezza utilizzano la magia, o portano con se creature magiche, verranno trattati come chi ha violato per la seconda volta l’articolo 2°.

Articolo 3°

Gli Umgii del nord ché indossano le insegne e il mantello del regno di Helcaraxe hanno il permesso di sfruttare le risorse minerarie e boschive, ma non l’utilizzo dei campi che è riservato ai soli Djaredin, così come è loro vietata la pratica del macello delle bestie allevate all’avamposto. In caso di violazione sarà interdetto al responsabile lo sfruttamento delle risorse dell’isola.

Coloro ai quali è stato dato libero accesso all’isola tramite permesso delle autorità del Regno di Djare possono richiedere un permesso per lo sfruttamento delle risorse al pari delle modalità riservate agli alleati del Nord. Il prezzo è di tremila scudi mensili.

Articolo 4°

L’attracco al molo del faro è riservato alle Tulin degli Djaredin e dell’Armata. L’attracco in prossimità del faro è riservato alle Tulin e ai gusci degli djaredin. L’attracco nel resto dell’isola è gratuito per chi ha il permesso di accesso delle autorità del Regno di Djare. I gusci ormeggiati nelle aree vietate verranno sequestrati dalle Barbe Salate.

Articolo 5°

È vietato possedere Mithryl in qualunque sua forma. È altersì vietato possedere qualunque oggetto di natura ingegneristica. Chiunque venga trovato in possesso di manufatti in Mithryl o di natura ingegneristica verrà arrestato e gli saranno sottratti tutti i suoi beni.

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