TREMEC

OASI DI TREMEC

La città di Tremec sorge nel cuore delle Terre Selvagge, circondata dal deserto, in una zona dove la terra è resa fertile ed il clima più accettabile dall'unica fonte nel raggio di miglia e miglia, il lago Tremanraya, o semplicemente Raya, in antico Tremecciano. La nascita dell'Oasi stessa è considerata un dono divino dai Tremecciani, che ritengono la città sacra.
A Nord, poche miglia di dune la separano dalle praterie abitate da orchi e giganti, mentre a Sud, superato il deserto, una fitta foresta segna il confine ideale con la giungla di Qwaylar, territorio Jumba. A Sud-est, sulla costa, sorge il Porto, di recente costruzione.

A dispetto di quello che sembra a prima vista, il deserto è ricco di vita, forgiata dal clima e dalle costrizioni che un simile ambiente comporta; ogni specie è coinvolta in una guerra perenne per la sopravvivenza e questa feroce evoluzione si rivela spesso mortale per chi si addentra nel deserto senza un'adeguata preparazione. La vegetazione, caratterizzata per lo più da piante che resistono alla siccità ed al Kamshin, il vento del deserto che soffia tutto l'anno da Sud ed in alcuni periodi causa disagi alla popolazione, comprende palme da cocco e da dattero, banani e alcune varietà di piante lacustri, oltre ai piccoli arbusti e cespugli. La fauna del deserto è caratterizzata da un gran numero di bestie pericolose e creature ostili, piccoli predatori come linci e sciacalli, lama e ostard.

Dall'architettura stessa di Tremec si evincono caratteristiche tipiche del popolo del Deserto. L'Oasi è circondata da imponenti mura di granito, mentre le abitazioni al suo interno sono per lo più tende. La costruzione più imponente è senz'altro il Palazzo Sultanale, dove lusso e sfarzo sfrenati si contrappongono alle condizioni medie di vita degli altri abitanti dell'Oasi. Esiste infatti un detto popolare secondo cui solo il Sultano avrebbe il diritto di abitare in una dimora di pietra, per simboleggiare il suo potere.
Altro edificio maestoso, che si erge dalle acque stesse del lago sacro, è il Tempio in onore della principale divinità tremecciana, Akkron, che testimonia quanto siano radicate la devozione e la gratitudine del popolo verso il proprio dio.
Non mancano luoghi di notevole interesse culturale, come la Biblioteca, che raccoglie numerosi scritti e testi sacri, dove la storia si mischia alla magia, o l'Arena dei Duelli dedicata a Rashed il Saggio, che durante i giorni di festa rappresenta un notevole punto di aggregazione per la popolazione sia autoctona che straniera per via dei tornei di Jan, la lotta tipica.

Sebbene l'economia di Tremec si basi principalmente sul commercio di prodotti locali derivati dall'allevamento, dalla caccia e da un'agricoltura di sussistenza che sfrutta prevalentemente le varietà vegetali spontanee, grazie alla sua posizione geografica vantaggiosa, il suo Bazar è un vero cuore pulsante, un turbinio di colori, aromi, sensazioni, dove si trovano le merci più incredibili e si incontrano genti di ogni parte di Ardania in cerca di buoni affari.
Generosa è l'ospitalità di Tremec verso lo straniero, un'accogliente locanda e un lussuoso bordello sono di conforto e ristoro per il lungo viaggio intrapreso.
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 GEOGRAFIA

Tratto dai resti di antiche pergamene dell'archivio sultanale.
Tremec e Territori Circostanti
El-Raya è il nostro lago, Raya significa "speranza" ed esso è il nome universalmente accettato, anche se, forse per rispetto, non si pronuncia spesso il suo nom... *illeggibile* ...anche se alcuni antichi tomi ne vergano il nome come el-Tremanraya ossia la "speranza di Treman" quindi la speranza di Tremec... *illeggibile*
A Nord il deserto incontra le montagne, la catena del Kamikush (per elisione da Kamshin kushun "il giaciglio del Kamshin" ossia dove il Kamshin termina la sua corsa e riposa, spirando come tutti sanno da Sud a Nord) dette anche le Zanne del Drago... *illeggibile*
...una leggenda vuole che le anime dei Perfetti ascendano alla Tenda dell'Unico risalendo il sentiero che porta alla sommità di el-Aliman Kalued, ovvero della "Montagna di fuoco"...*illeggibile* Il Tikri è il grande fiume che separa Tremec dalle Terre del popolo inostacolato... *illeggibile* ...da qui il guado per il traghetto verso il continente delle Lunghe Orecchie... *illeggibile*
...il deserto risulta diviso in tre grandi regioni: Sarissa, Surtur, Jumbandia. Sarissa è la zona più settentrionale a ridosso delle Zanne del Drago, prende questo nome poiché antico dominio Ofidiano... *illeggibile* Surtur, che è la zona orientale, prende il nome dallo spettrale abitante che lo ha soggiogato... *illeggibile* nel Budello di Surtur vi è la strada che giunge sino al Tempio dei Dervisci Neri... *illeggibile* ...Jumbandia ha ovvie... *illeggibile* ...ed è la parte meridionale... *illeggibile*
Due grandi passi regolano l'accesso al deserto... *illeggibile* ...la Breccia di Ywul (el-Ywul Kmal), che conduce sino al guado sul Tikri... *illeggibile* ...pare che di qui passarono gli Assid quando fu fondata Tremec... *illeggibile* ... il passo degli Argenti (el-Gulda Kmal), una stretta gola tra le Zanne del Drago, deve il suo nome ad Abdul Xo'Hlar, un mercante ed esploratore appartenente alla Tenda di Xo'Hlar...*illeggibile*
...delle Terre settentrionali, esse sono chiamate tutte e generalmente i Boschi Assid, cioè le terre di Ywul,le terre dei pagani e dei politeisti...*illeggibile*
...la "Città dei Re" (el-Malik Kumaa) è l'epiteto che si usa per quella che gli stranieri chiamano Hammerheim, Amon è invece la "Città Rossa" (el-Rutu Kumaa) mentre le terre del nord vengono identificate come il "Deserto Freddo".
Gli Elfi sono chiamati da i più vecchi con il nome di el-Alamyn ossia "gli appuntiti" generalmente i Tremecciani hanno meno difficoltà con il dare il nome ai popoli che alle città, così Ondolinde diviene la "città del banano bianco" e Rotiniel come Amon per il continente umano diviene el-Azu Kumaa, la città blu.
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GERARCHIA SOCIALE

CASTA DEI MINISTRI

﷼ SULTANO

RUOLO NON GIOCABILE IN QUANTO NPC GESTITO DALLO STAFF]
Al vertice della società tremecciana troviamo Waqih Udeen detto "Il Risoluto", attualmente Sultano ed Ezzedin di Tremec.

In quanto Sultano, è l'Araldo di Akkron, colui che incarna la Volontà dell'Unico Dio: Signore assoluto del Deserto delle Terre Selvagge e dell'oasi di Tremec, possiede ogni cosa e ha potere di vita e di morte su ogni persona e animale fino a dove c'è sabbia.
Dalla nascita dell'oasi si sono succeduti a centinaia sul trono del Sultanato, come naturali discendenti di Tremec alla guida della Stirpe Nera: come tali, vengono profondamente rispettati dal Popolo, che presta loro giuramento di Fedeltà nel momento in cui indossano il tradizionale turbante dorato per la prima volta.
Ogni Sultano è solito scegliere i suoi stessi consiglieri (i Visir) e un Amir che guiderà i suoi Feddhayn; può aggiungere o modificare i precetti della Santa Sunnah attraverso i Taslim e presiedere le riunioni dei Capitenda e della Cerchia dei Visir.
La sua parola è sempre l'ultima e vale indiscutibilmente su ogni decisione all'interno delle Sublimi Porte.

In quanto Infallibile Ezzedin, il Risoluto occupa anche il gradino più alto del Tempio: è infatti colui che porta la Verità di Akkron (da Ezza = Parola e Din = Verità), presiede il Consiglio Tohan e si occupa di officiare tutte le cerimonie più importanti; assieme al Sultano, foriero della Volontà dell'Unico Dio, è erede complementare del Profeta Tremec.
Questo legame indissolubile tra i due ruoli trova espressione nella nomina stessa delle due cariche: il Sultano, pur nominando lui stesso l'Ezzedin su indicazione divina deve comunque ottenere la sua benedizione, per poter guidare la Stirpe Nera secondo la volontà di Akkron.

Non è difficile intuire come mai il Risoluto, dopo la scomparsa dell'ultimo Ezzedin, abbia scelto di "mantenere" il ruolo in attesa di un futuro degno discendente del Profeta...
Ogni Sultano, nel momento in cui diventa tale, con la benedizione dell'Ezzedin in carica, sceglie un appellativo che lo rappresenti (il Giovane, il Forte, il Saggio) e con il quale verrà citato formalmente e ricordato negli Annali.
E' possibile vederlo mentre percorre l'Oasi a cavallo del magnifico Sauro del Deserto, sempre scortato dai suoi fedeli Feddhayn.

VISIR

I territori della Stirpe Nera, oltre alla grande Oasi di Tremec e più a Sud il suo Porto, si estendono da un capo all'altro del grande deserto, fin dove c'è sabbia.
Sarebbe difficile amministrare tale vastità da soli, per questo motivo, il Sultano sceglie tra i suoi sudditi chi si distingue per abilità, intelligenza, astuzia e fedeltà per fregiarli del titolo di Visir, in antico tremecciano "Colui che decide".
I Visir sono i ministri e i giudici dell'Oasi: si occupano degli aspetti culturali, artistici e commerciali, come la gestione della Biblioteca, del Bazaar o l'organizzazione di aste di schiavi, così come di questioni legali, come l'emissione di Taslim Sultanali (variazioni della Sunnah)o l'amministrazione della giustizia dell'Oasi, con l'ausilio del Corpo Feddhayn.
Essi infatti hanno il compito di pronunciare un Ismat  verso chi infrange i precetti della Santa Sunnah, di decidere se graziare l'accusato che richiede il Murshid  o accettare che si combatta un Mujad.
Inoltre è uso che i Visir emettano degli Aimaiman, ovvero raccolte di suggerimenti riguardanti un argomento comune, come la Parsimonia, la condotta da tenere in pubblico, gli accorgimenti nella gestione degli schiavi ed altri aspetti della vita sociale dell'Oasi. Questi tremecciani, uomini fidati del Sultano, si riuniscono in quella che viene definita Cerchia dei Visir, al cui vertice si trova il Gran Visir, che ha il difficile compito di regolare, coordinare e controllare le mansioni dei vari membri della cerchia.
Essere nominato Visir è un grande onore, sia per il tremecciano che per la tenda a cui appartiene, e all'Oasi essi sono presi in grande considerazione, essendo i primi consiglieri del Sultano.

﷼  FEDDHAYN ﷼

[LIMITAZIONI: Skill obbligatoria -> Maneggiare lame Skill consigliata -> Arti Marziali]
Le origini dei Feddhayn risalgono agli albori delle Porte Sublimi. A quel tempo l'Oasi prosperava di vita e di allegria, genti dalle terre di occidente giungevano nel deserto per vedere il lago benedetto da Akkron, il tempo delle pene sembrava essere finalmente giunto a una conclusione. Tremec stesso, primo figlio di Akkron, governava sull'Oasi con saggezza.
Un Antico proverbio dei beduini diceva: “Non fidarti del cane bastonato, potrebbe rivelarsi il più rabbioso degli Sciacalli”. E fu così che l'invidia e l'odio portarono colui che un tempo era fratello a cercare vendetta e con lui gli Assid, i predoni senza dio guidati da Gurion il blasfemo. Si spinsero sino all'ingresso dell'oasi alla ricerca di Tremec. Gli Sciacalli sono astuti, Gurion sapeva che una volta eliminato Tremec tutto il deserto sarebbe caduto nello sconforto e la vendetta sarebbe stata più rapida e più appagante.
Gli Assid passarono le Porte Sublimi e si diressero furiosi verso la tenda di Tremec, falcidiando senza pietà i fratelli con cui un tempo dividevano l'acqua.
Fu a quel punto che due giovani beduini, Yasir Muiz e Umar Waahid si frapposero tra i Predoni e Tremec, incuranti del pericolo si scagliarono contro gli invasori impugnando le tradizionali lame ricurve del deserto.
La furia esplose nei loro cuori, si battevano come due esseri divini con una violenza che travolgeva ogni nemico facendolo crollare a terra esanime. Le loro armi erano il prolungamento del loro braccio, la loro tecnica combattiva una danza letale. Fu così che i due giovani, seppur feriti mortalmente, continuando a combattere misero in fuga gli Assid.
L'estrema devozione che caratterizzava questi beduini li fece conoscere col nome di Feddhayn, “i devoti”, e la loro capacita di sacrificio, spinta fino al suicidio, li fece considerare come i più temibili guerrieri delle terre orientali.
Nascono cosi gli Immortali.
Sotto il sultanato di Rashed il Saggio i Feddhayn divengono un vero e proprio esercito e come recita la Santa Sunnah: “Siano i Feddhayn l’esercito di Tremec a disposizione del Sultano, proteggendo le mura, le donne e i cittadini dell'Oasi”.
Il corpo dei Feddhayn si basa su 3 precetti :
- Il Corpo degli Immortali Feddhayn ha il dovere di proteggere il Sultano anche a costo della propria vita.
- Il corpo degli Immortali Feddhayn è protettore ed esecutore della Santa Sunnah.
- Il corpo degli Immortali Feddhayn è protettore dell'Oasi e dei suoi abitanti.
La gerarchia sociale all'interno degli Immortali è classicamente militare, a capo del corpo si trova l'Amir-El Feddhayn, letteralmente Principe dei Devoti. L'Amir viene eletto direttamente dal Sultano ed ha il compito di guidare i Feddhayn in tempi di guerra e di pace.
I nuovi allievi vengono scelti dall'Amir in base a prove di iniziazione e dimostrazioni di combattimento, l'aspirante Feddhayn dovrà infatti dimostrare di saper maneggiare alla perfezione le grandi Scimitarre Tremecciane, cimentarsi nella tradizionale lotta a mani nude, lo Jan, dimostrare di saper combattere a cavallo e dimostrare di saper combattere in falange. E’ uso comune che vengano indetti grandi tornei nei quali i Feddhayn più esperti selezionano e valutano le reclute.

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CASTA DEI RELIGIOSI

﷼  Sacerdoti di Akkron ﷼ 

[LIMITAZIONI: possono essere soltanto uomini, chi non è di classe chierico/paladino deve avere la skill erboristeria e non può diventare Alto Sacerdote]

I sacerdoti del Tempio di Akkron si occupano dell'aspetto più ritualistico del culto, officiando le cerimonie entro le Porte Sublimi.
E' anche loro usanza emettere i Verdetti (Ismat), ovvero condanne di tipo anche penale laddove esercitano il loro potere religioso.
I membri della casta sacerdotale costituiscono idealmente i Pilastri che reggono il Tempio: essi si occupano, ognuno secondo le sue capacità, di tutte le necessità basilari per la gestione del Tempio, si occupano dell'educazione dei giovani, si prendono cura dei coccodrilli sacri e delle esigenze spirituali e talvolta materiali della popolazione. Inoltre sono costantemente impegnati nell'insegnamento della Via dei Pilastri, della Fede nell'Unico e nelle conversioni degli infedeli.
I giovani che intendono dedicare la propria vita al servizio dell'Unico vengono istruiti presso il Tempio stesso dai Sacerdoti di Akkron: dopo aver acquisito nozioni basilari per un sacerdote, come il saper leggere e scrivere, interpretare correttamente le Scritture ed altri insegnamenti in varie scienze a seconda delle proprie inclinazioni, terminano il periodo di noviziato venendo nominati Sacerdoti da un membro del Consiglio Tohan.

﷼  I Dervisci ﷼ 

[LIMITAZIONE: Classe obbligatoria -> Berserk/Paladino]
I Dervisci furono un antico ordine di monaci combattenti devoti al culto di Akkron, ormai scomparsi in un tempo lontano.
Grazie però all'ultimo Derviscio di quell'antico ordine, Kaled Mu'addh, i Dervisci torneranno forse ad essere un grande istituzione. Questo grande Maestro dalle doti leggendarie, dopo mesi di meditazione e isolamento nell'irraggiungibile tempio di Tremec, prese l'importante decisione di tornare ad addestrare allievi tremecciani.
Il 26 Lithe dell'anno 268, durante la tradizionale festa del Coccodrillo Sacro, fece infatti la sua prima apparizione in pubblico dopo molti anni e annunciò tale decisione.
Tuttavia la selezione è e rimane rigida come un tempo. I giovani che vengono a chiedere di poter essere addestrati devono essere combattenti dotati non solo di forza, ma soprattutto di grande spiritualità. Questo significa essere ciecamente fedeli in Akkron, essere in grado di controllare la propria furia ed esaltazione religiosa e saperla trasformare in un impeto di estasi mistica totalmente fuori dal comune. Anche se la forza donata da questa furia può essere paragonata a quella dei barbari del nord, essa differisce profondamente nella sua origine. Non da rabbbia incontrollata, ma bensì dalla propria spiritualità e dalla fede in Akkron.
Ma anche una volta accettato dal maestro, la vita dell'apprendista Derviscio è tutt'altro che facile. Gli aspettano anni di addestramento durissimo che probabilmente non arriverà mai alla sua conclusione. I Dervisci infatti fin dall'inizio dedicano il loro apprendimento all'antica Arte del Kali. Un'antica arte marziale creata dai nomadi del deserto di Tremec, tecnica di combattimento basata sul corpo a corpo e vari tipi di armi leggere come tirapugni, artigli e più raramente il Kryss. Benchè all'allievo sia permesso lo studio di altre forme di combattimento per allenarsi non gli è assolutamente consentito praticarle nel vero combattimento, pena l'espulsione dall'ordine.
I Dervisci inoltre costituiscono il braccio armato del culto di Akkron e ad esso sono strettamente legati anche nella sua struttura. Abitano e difendono il tempio dove vengono guidati dai sacerdoti nella meditazione e nello sviluppo delle loro doti mistiche.

Leggende e Racconti Dervisci

Tratto caratteristico del sapere dei Dervisci è quello di essere trasmesso oralmente attraverso parabole o racconti, a volte crudi e realistici, altre mistici e favolosi. Ciò che accomuna questi racconti è sempre l'intento di diffondere un insegnamento fondamentale, spesso rintracciabile attraverso diverse chiavi di lettura e interpretazione.
E' quindi usuale che Dervisci e Sacerdoti, ma anche giovani e anziani di ogni classe sociale, magari davanti ad un fuoco o ad una buona pipa piena di Khaab, si raccontino a vicenda tali storie per discuterne e analizzarne, sotto svariati punti di vista, il messaggio di saggezza che celano.

﷼  Vestali di Lostris ﷼ 

[LIMITAZIONE:Solo personaggi di sesso femminile, da bg il personaggio deve essere stato istruito al Giardino di Lostris (vedi pagina Religione, paragrafo Giardino di Lostris)]
Le sacerdotesse, indossano abiti e gemme preziose, hanno voci melodiose, sanno danzare e nuotare. Presso il popolo tremecciano, esse godono di profonda stima e rispetto, quasi fossero loro stesse delle divinità.
Pregano Lostris al tramonto e all’alba, celebrano la festa della fertilità e quella della rinascita, che si tiene nel giorno in cui il livello delle acque, alla fine di un periodo di siccità, finalmente aumenta. Altre feste importantissime sono quelle nuziali e quelle per i nuovi nati. Infatti, secondo i dogmi di questo ordine, l’unico vero scopo di ogni essere vivente è la procreazione. Akkron detta gli eventi del mondo, nel bene e nel male, se si seguono i suoi insegnamenti la morte non deve essere temuta, ma comunque la vita deve essere incoraggiata e difesa dove e quando è possibile.

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ALTRE CASTE

﷼  Gli Ashashin ﷼ 

Le notizie riguardanti quei singolari individui chiamati Ashashin sono piuttosto limitate.
Da quel che si è scoperto dai vecchi tomi della Biblioteca , ogni Sultano a partire da Tremec stesso, poteva contare su una compagnia che si occupava, nella più totale segretezza, degli affari cosiddetti “sporchi”.
Si è riusciti a risalire agli Ashashin quando, durante il periodo Kurosh il Grande, furono uccisi tutti i membri di questa
organizzazione. Pare che il Sultano temesse a tal punto questa squadra e soprattutto il suo Portavoce, che commissionò loro una finta missione per riuscire ad eliminarli tutti in un colpo solo e
non far trapelare alcuna notizia. Grazie ad una pergamena in cui l’Amir dei Feddhayn aveva compilato il suo rapporto, la parola Ashashin venne di nuovo pronunciata dopo centinaia d’anni.
Correva l’anno 270 quando fu ritrovato il diario personale del Portavoce in persona, da un giovane tremecciano. Dopo averlo fatto analizzare dagli scribi personali del Palazzo sultanale, arrivò a
capire che non si trattava di un falso. Dentro quel diario c’era ogni singolo frammento di storia di questa organizzazione.
Ogni spostamento, ogni omicidio che portava a termine era puntualmente trascritto in quel libro. Dopo che ne venne a conoscenza il sultano Abdul l’Eroico, decise che era tempo di rifondare questo ordine, troppi problemi lo stavano assillando..
Chiamò a se Kinim, capofamiglia Kyodrum, una tra le più famose per la scaltreza dei suoi membri. Era l'uomo giusto, poche domande, furtivo,scaltro e letale.
Da un po' il Sultano lo teneva d’occhio e quando fu certo della completezza delle sue abilità capì d'aver trovato il degno erede del Portavoce di Kurosh.
Non si sa come ne per mano di chi ma fu fatto in modo che il giovane Kyodrum trovasse per caso una copia del diario. La prima pagina recitava così:

“Che gli Ashashin siano da maledire e da fuggire. Loro vendono se stessi, sono assetati di sangue umano, per soldi uccidono gli innocenti e non si curano né della vita né della salvezza.
Come Seth'Sariss si travestono da Portatori di luce e imitano i gesti, gli abiti, il linguaggio, i costumi e gli atti delle varie città e dei popoli ; così, travestiti da agnelli, quando sono scoperti trovano la morte.”

Scorrendo la pagina si soffermò su un’immagine, il Portavoce

“Siano i Fawet il paradigma della dedizione più assoluta ad Akkron ed al Sultano. Fanatismo e senso del meraviglioso si uniscano in un'unica persona. Siano Fedeli e Sottomessi al Portavoce ed al Sultano.
Il Portavoce ha potere di vita o di morte su di essi, in cambio prometterà loro un posto nella tenda dell’Unico.
I Fawet obbediranno senza il minimo dubbio o senza esitazione né cercheranno di contraddirlo, anche se chiedesse loro di buttarsi in pasto al Drago rosso del Vulcano.
Il Portavoce ha il dovere di proteggere i suoi uomini, a costo della sua vita, per questo verrà rispettato e stimato.
Immediatamente chiunque abbia ricevuto l’incarico inizia a sua missione senza pensare alle conseguenze che potrebbero ricadere su di lui o senza preparasi una via di fuga.
Infatti i veri devoti all’ordine se catturati, avrebbero sopportato qualsiasi pena per non rivelare il nome della squadra o dei suoi mandanti, convinti dell’eroicità del loro gesto.”

Uno strano titolo a fondo pagina attira la sua attenzione:

Tradizioni:
“Copriranno il loro volto solo quando avrà inizio la missione e non lo toglieranno fin quando essa non verrà portata a termine.
Essendo gli Ashashin il braccio sinistro dell’Unico, non mancheranno di recitare una preghiera dopo aver eliminato la propria vittima,
affinché Akkron purifichi il suo spirito. Dopo aver pugnalato a morte la vittima lasceranno accanto al corpo il coltello che gli ha tolto la vita. La tradizione vuole che si usino soltanto pugnali d’oro.

﷼  I Mercanti ﷼ 

Quella dei mercanti non è una semplice casta. E' il cuore pulsante che infonde energia all'intera società tremecciana, dentro e fuori le Porte Sublimi.
Ogni giorno centinaia di carovane giungono all'Oasi portando prodotti provenienti dalle più disparate e remote regioni di Ardania, pronti ad essere smistati tra le innumerevoli botteghe e bancarelle del Bazaar.
Frutta prelibata, tessuti pregiatissimi dai colori sgargianti, animali esotici, armi di ogni tipo e non solo: il commercio tremecciano è il bacino nel quale confluiscono quasi tutte le attività lavorative entro i confini del Sahra'kbar, coinvolgendo non solo i cittadini dell'Oasi ma anche alcune tribù Assid non ostili.
Essere un mercante significa riuscire a destreggiarsi tra le sottili ma perpetue correnti che governano l'economia tremecciana, mantenendo sempre un'orecchio pronto ad ascoltare nuove occasioni all'orizzonte e l'occhio vigile sulla propria mercanzia. Essere un buon mercante, dentro Tremec, significa fare affari convincendo il prossimo di aver fatto un affare, guadagnare nella giusta misura senza danneggiare irrimediabilmente ed irrispettosamente chi si ha di fronte ed avere sempre consapevolezza delle proprie fortune e di quelle altrui, come recita l'Aimaiman sulla parsimonia:
"Contrattate su ogni merce ed accumulate ricchezze, chi per la propria tenda chi per il Tempio, allo stesso tempo siate generosi con i poveri e fate l’elemosina anche all’ultimo dei pagani se questi ve lo chiede giustamente, ma non offrite il vostro denaro a nessuno, fosse anche il vostro Sultano; il Sultano non chiede mai denaro ricordatevelo!"

﷼  I Sahim ﷼ 

[LIMITAZIONE: Classe obbligatoria -> Mago]
I sahim sono individui molto particolari, visti all'interno dell'Oasi talvolta con ammirazione, talvolta con diffidenza.
Posseggono infatti un'abilità molto preziosa ma allo stesso tempo assai insidiosa: la capacità di percepire e manipolare il Maat, conosciuto tra i bianchi con il termine "Flux".
Questa abilità, come tutti i doni che Akkron concede ai propri figli, si manifesta nei modi più disparati secondo un disegno spesso incomprensibile agli uomini comuni: può essere innata o acquisita nel tempo, può rimanere sopita e latente in individui inconsapevoli o manifestarsi irruenta ed imprevedibile in una persona sprovvista dei giusti insegnamenti per controllarla.
Esistono all'interno del Sahra'kbar e dell'Oasi stessa diverse scuole di pensiero e filosofie sull'utilizzo del Maat e sulle leggi che ne regolano l'utilizzo, figlie di una tradizione orale che nel corso dei millenni si è diramata arricchendosi e frammentandosi sempre più: non sarà quindi inusuale trovare sahim, anche all'interno della stessa Tenda, forieri di idee e supposizioni differenti sulle tecniche di manipolazione del Maat ed un chiaro esempio può esser trovato nella biblioteca cittadina, dove i trattati dei sahim sul Maat arrivano ad essere talvolta addirittura discordanti.

Tutte le teorie sul maat dei sahim tremecciani hanno però un comune punto di partenza: il Maat, ossia il soffio con cui Akkron ha infuso il proprio respiro nel nulla primordiale plasmando il creato, è presente in ogni cosa, come una corrente invisibile e intangibile per chi non è in grado di coglierne il perpetuo fluire.

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RELIGIONE

AKKRON

I fedeli assumono Akkron come unico e possibile dio, non basano la propria morale su bene e su male bensì sulla vicinanza alla perfezione, propria di chi si fregia delle virtù rappresentate dai Sacri Pilastri: Ospitalità, Parsimonia, Vigore e Fedeltà. Attraverso la Via dei Pilastri, insieme di regole ferree che permettono la vita nelle difficili terre desertiche ove il culto è predominante, i fedeli di Akkron aspirano a giungere, dopo la morte, al Grande Banchetto, ristoro sempiterno alla presenza del dio e dei degni.
Chi si allontanerà dalla via dei Pilastri o si macchierà di gravi colpe, alla morte, sarà invece condannato ad una reincarnazione in una creatura inferiore, come un lama o uno schiavo Qwaylar, o alla maledizione della non-morte. Tremec viene considerata la città dono del dio alla stirpe nera ed è d’obbligo per i fedeli tornarci almeno una volta l’anno. I seguaci gli rivolgono quattro preghiere giornaliere, scandite dai cicli del giorno, da soli (le faradh) o insieme ai sacerdoti (le saradh).
All’età di dieci anni, come le dita delle mani, quando nella tradizione nera l’individuo raggiunge la piena padronanza di sé, si riceve il battesimo che sancisce l’iniziazione al culto vero e proprio.

LOSTRIS

Sebbene fedeli ad Akkron ed ai suoi dettami, i devoti a Lostris attribuiscono ad essa la fertilità della terra e la riuscita del loro lavoro. Rappresenta la donna come generatrice di vita ed in virtù di questo i suoi seguaci provano profondo rispetto per la figura femminile della loro stirpe e per la terra, che viene associata all’acqua per fertilità e prosperità. Si prodigano nell’offrire ospitalità agli stranieri e cure amorevoli ai bambini come agli animali e alle coltivazioni ed accettano anche gli eventi più spiacevoli, come un lutto, come parte del ciclo naturale e necessario della vità stessa.

I 4 PILASTRI

"Ospitalità poichè Ospitalità è amore per le persone e per la proprietà, Parsimonia poichè Parsimonia è Amore per la proprietà che verrà e per la proprietà che è stata, Vigore perchè è Amore per ciò che si è stati e per ciò che si sarà in futuro, infine Fedeltà che è Amore per l'Amore e permea l'attimo di tutte le cose, in essa sono contenute tutte le virtù e l'Amore che le rende manifeste!" tratto dall’Aimaiman Santo di Tremec

I Sacri Pilastri sono i dogmi fondamentali che guidano la vita nel deserto, considerata da ogni Tremecciano un percorso obbligatorio per avvicinarsi alla perfezione di Akkron.
Il Tremecciano non basa la propria morale sulla separazione fra bene e male, bensì sulla vicinanza alla perfezione dell’Unico Dio, vincolo imprescindibile per poter essere accettato, al termine della vita terrena, al Grande Banchetto.
I Pilastri, oltre ad essere precetti di carattere spirituale sono però anche consigli materiali, che guidano nella sopravvivenza all’interno dell’inospitale deserto delle Terre Selvagge.

﷼  HAFU ﷼ 

Primo Pilastro di Tremec, racchiude in sè l’amore incondizionato che ogni buon Tremecciano dovrebbe nutrire per l’Oasi: è quella devozione e ammirazione della propria dimora che spinge i cittadini ad accogliere con gioia ogni ospite, prodigandosi affinchè quest’ultimo possa ammirare le meraviglie della Città Dorata con gli stessi occhi con cui ogni figlio della Stirpe Nera la vive nella sua quotidianità.
L’Ospitalità si traduce praticamente nel massimo rispetto verso tutti gli stranieri e i beduini che giungono all’Oasi: spesso si cerca di prevenire i loro bisogni (offrendo da fumare o dell’acqua, oppure della frutta tipica del luogo) salutandoli rispettosamente e apostrofandoli sempre con epiteti quali: “Venerabile Straniero” o “Venerabile Ospite”.
Se gli stranieri si rivelano scontrosi o maleducati, l’Ospitalità e il rispetto devono cercare di non venir meno fin dove possibile, laddove sarà il Vigore a punire i comportamenti sbagliati.
L’Ospitalità in un concetto più allargato implica il comportarsi degnamente all’estero, alla generosità tra fratelli, alla buona disposizione e alla buona volontà nei riguardi di tutti. L’Ospitalità Tremecciana è anche senso di comunione e di comunità, infatti chi viene a Tremec deve poter avvertire l’unità dei suoi figli.
L’Ospitalità è indispensabile affinché giungano e tornino nel deserto gli stranieri, trattenere stranieri vuol dire trattenere commerci, essi generano ricavi e permettono all’Oasi di sopravvivere, di comprare sementi e materie prime.

﷼ DAYAN ﷼

Parsimonia è vivere in modo equilibrato, evitando gli eccessi e conservando l’umiltà figlia della dura ma essenziale vita nel deserto.
Si traduce principalmente nell’evitare qualsiasi tipo di spreco: soprattutto di acqua, ma anche di denaro, di cibo, di energie.
Parsimonia è anche avere cura della propria salute e della propria igiene, ed essere proporzionati nei modi e nei comportamenti.
Parsimonia è anche contrattare ogni cosa che si vende e si commercia, al fine di avere un prezzo migliore, è grande rispetto verso la propria proprietà e verso la proprietà altrui (non esiste che uno schiavo sia malmenato sadicamente).
Vivendo nel deserto lo spreco d’acqua è quello da evitare principalmente: pertanto non è parsimonioso chi gira a cavallo o con animali non adatti, non è parsimonioso chi distilla mosto per fare alcolici, non è parsimonioso chi getta o imputridisce l’acqua, non è parsimonioso chi coltiva frutta e verdura che nel deserto normalmente non cresce.
Anche alle forge sarebbe meglio usare l’orina del lama per le tempre delle armi, l'acqua dei panni per bagnare le piante e l'acqua che si usa per lavarsi, per abbeverare i lama.

ESHKOL

Vigore: Il Vigore è il terzo Pilastro.
Il Vigore è rappresentato prevalentemente dalle cosiddette “vie dei grandi”(descritte anche nel Tremano). Per vie dei Grandi si intende la necessaria ricerca di divenire ammirati e potenti nei campi e nelle arti che scegliamo per noi.
Siano i bardi i più bravi e i più poetici possibile, siano i mercanti i più sfarzosi e opulenti possibile, siano i guerrieri i più temibili e forti possibili, siano i filosofi i più saggi possibile, i ladri più scaltri possibile... Il Vigore è ostentare la propria ricchezza e le proprie proprietà (ad esempio per un Visir) ma è anche dimostrare la propria saggezza (per un Derviscio ad esempio) disinteressandosi magari del denaro.
Il Vigore è il Pilastro che regola l’applicazione della Sunnah; infatti a Tremec chi è considerato Uomo (=soggetto) non viene incarcerato, in quanto la libertà è sacra e non deve essere leso il concetto di Ospitalità allo straniero; in nome del Vigore invece, secondo il Tremecciano, si punisce appunto quasi sempre con la morte chi contravviene alla Sunnah (e quindi ai Pilastri) poiché è necessario per il Tremecciano affermare la propria superiorità totale su chi lo sfida o lo provoca.
Vigore è anche possedere delle proprietà: gli schiavi ad esempio sono proprietà (=oggetti) in quanto sono considerati sub-umani, il Vigore è nel loro numero e nella capacità di educarli a diventare civili più che nelle violenze loro perpetrate. Per una donna di Tremec, Vigore è avere un grande marito, potente e rispettato da tutta la città, figli numerosi e sani, per un uomo è avere tante mogli e soddisfarle tutte.
Senza Vigore e senza grandezza è impossibile sopravvivere nel deserto, anche senza la necessaria spietatezza contro i nemici e contro chi danneggia la proprietà o le risorse a disposizione di tutti. Il Vigore è anche il Pilastro della volontà, della bellezza e della forza fisica.

﷼ MAHAD ﷼

Fedeltà: Le Fedeltà è forse il Pilastro più astratto che racchiude tutti gli altri.
Se bene o male i primi tre sono spesso molto pratici, per Fedeltà Tremecciana si considera la sottomissione all’Unico e quindi anche al deserto.
Il vero Fedele riconosce e accetta quindi che la vita nel deserto, pur dura e rude, paradossalmente lo rende più facilmente perfetto e quindi vicino all’Unico Dio, poiché lo obbliga alla vita secondo i 4 Pilastri. Tutto ciò si riflette nella massima fedeltà al Sultano, che è colui che viene scelto per guidare l’Oasi.
Il tremecciano crede nell’assolutismo illuminato, ritiene che solo un potere forte e centralizzato, senza divisioni, permetta di mandare avanti la baracca nel deserto. La Fedeltà rappresenta anche il limite umano, non vi può essere piena comprensione all’Unico e dei suoi misteri poiché noi non siamo l’Unico. La fedeltà è l’accettazione che vi possa essere un mondo in cui bene e male sono fusi insieme, che nel deserto si debba uccidere animali per sopravvivere senza grossi scandali, che si schiavizzino dei jumba selvaggi per poter mandare avanti la tenda.
L’elevazione che porta al Grande Banchetto Paradisiaco di Akkron quindi non è tanto la bontà delle proprie azioni, una bontà assoluta non esiste per il tremecciano, esiste invece una bontà relativa al contesto in cui si trova, essendo il deserto il contesto più puro per il tremecciano, ecco che l’azione più perfetta è quella che si muove in armonia con esso e all’interno di esso.
Per questo chi lascia il turbante per altre città è considerato un infedele, chi rifiuta l’Unico spesso non è considerato degno agli occhi degli altri beduini, chi disobbedisce ad un Sultano o lo sfida , anche se a ragione il Sultano è un demente maligno, prova comunque un senso di colpa.

[ leggere "cosmogonia tremecciana, akkron, lostris"]

IL TREMANO

“L'insieme di testimonianze riguardanti la vita del Profeta Tremec e le sue predicazioni, testo sacro di questo culto per eccellenza.”

A tutti voi, figli miei e del deserto a voi solo dono queste sacre leggi come mio unico dono.
Che ogni figlio del deserto le rispetti, poiché facendo questo rispetterà me, l' Unico.
Che le rispetti con cieca osservanza, perchè solo così sarà degno della mia approvazione e del mio amore. Siete nati dal mio sangue e morirete nel mio sangue come il mare nel fiume e il fiume nel mare. Ovunque sarete e ovunque sarò.

Le sacre leggi

Amatemi come un padre e non amate nessun altro, io solo sono il vostro signore. Amatevi in eterno perchè da me in eterno venite.
I figli di Akkron devono essere uniti come la sabbia del deserto contro la vita e come il Kamshin contro il nemico.
Travolga il Kamshin lo stolto che si dice figlio di un altro e sia riportata a me la sua anima attraverso la via più breve.
Ogni uomo della Sacra Stirpe deve amare e non abbandonare mai la Sacra Oasi e il sacro Lago, se mai lo farà sarà solo in nome mio e dovrà tornare almeno tre volte l'anno all' interno delle sacre mura.
C'è una sola signora ed è la Signora del Deserto e in nome suo e mio combattete per la gloria sua e mia. Per l'onore suo e mio.

La via dei grandi

Grande è colui che trasforma in oro la fatica. Grande è colui che trasforma la fatica in musica o versi. Grande è colui che sa parlare e comandare. Grande è colui che può ascoltare le parole dell' Unico e custodire il sapere divino, come testimone della mia volontà.
Grane è colui che è abile con la scimitarra e con la mente e Grande è colui che conosce gli arcani segreti della natura o dell' energia degli elementi. Sii grande figlio mio.

Il posto dei grandi

Chi ascolta la Voce di Akkron, chi leva la mano di Akkron contro i suoi nemici o i suoi traditori e chi sacrifica se stesso per Akkron e in suo nome siederà al suo fianco nel Regno dell' Unico.
Gloria alla Sacra Stirpe Nera.
Che il Lago diventi Mare

LA PREGHIERA

Canonizzata dall'Infallibile Ezzedin Hasan Kamal nell'anno I del Sultano Dijon Kamal il Giusto.

Sia detta preghiera quell'insieme di atti volti all'Unico e Misericordioso, dalla genuflessione, all'Atto di Fede sino alla recitazione stessa dei Sacri Versi. Secondo gli usi del Profeta, venga ripetuta ogni giorno, quanti sono i Pilastri che sorreggono la Santa Sunnah:

Faahir, la preghiera del mattino, da recitarsi dall'aurora al sorger del sole

Zuuhir, la preghiera del mezzodì, da recitarsi prima di consumare il pranzo

Maharib, la preghiera del tramonto, da recitarsi durante o subito dopo il calar del sole

Ishaam, la preghiera della notte, da recitarsi prima del riposo o entro l'arrivo del nuovo giorno

Ogni preghiera è divisa in due parti: La prima parte, Farahd, o Atto di Fede, e può esser recitata da chiunque, nei quattro momenti del Profeta, stabiliti per rendere grazie. La seconda parte, sarahd, viene recitata solo quando vi è un sacerdote a guidare la preghiera, ed è lui stesso a pronunciarla a beneficio dei fedeli.

L'Unico nella Sua grandezza è comprensivo verso i fedeli che, impediti da gravi incombenze, sono costretti a rinunciare alla preghiera purchè, appena liberati dall'impegno, pongano rimedio alla mancanza chiedendo la sua benedizione

﷼ FARAHD ﷼

Il Farahd, o Atto di Fede, è la formula con la quale viene ringraziato Akkron per averci scelto come popolo eletto. Dev'esser recitato da ogni buon tremecciano, 4 volte al giorno, in forma privata o pubblica. La forma pubblica viene chiamata Sarahd.

Prima di recitare il Farahd è buona norma ripulirsi mani e volto con la sabbia e genuflettersi rivolti verso il Sacro Tempio dell'Oasi. Per convenzione, quando non è possibile stabilire l'esatta posizione del tempio rispetto a dove ci si trova, ci si rivolgerà a sud.

Sia lode ad Akkron il Signore di tutto,
il Misericordioso, Colui che non è stato generato, Sultano del Grande Banchetto.
Te noi adoriamo, a Te chiediamo aiuto e in Te cerchiamo la Nostra Guida.

﷼ BATTESIMO ﷼

Requisito fondamentale per l'iscrizione ai Registri dell'Oasi, il battesimo viene solitamente impartito ai bambini all'età di dieci anni. I dieci anni rappresentano infatti il momento in cui l'individuo diventa capace di intendere e volere comprendendo appieno le conseguenze delle sue azioni, così come è padrone dei movimenti delle dieci dita delle mani. Impartito dai Sacerdoti dell'Unico come dalle Vestali di Lostris, il battesimo avviene all'interno dei Templi o sulle sponde di el-Raya.

La cerimonia è stata canonizzata dalla Gran Sacerdotessa Rania Udeen nel I anno del Sultano Dijon il Giusto.

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LE TENDE DI TREMEC

La Tenda, nella società Tremecciana, è un nucleo familiare allargato (sia per parentela naturale, che per adozione) che fa capo ad un patriarca detto Capotenda. Il Capotenda, oltre che guida insindacabile dei propri familiari, rappresenta la Tenda nelle trattative commerciali o matrimoniali. Come all'interno di esse vi è una gerarchia di parentele ben definita, allo stesso modo le Tende si dividono tra loro fregiandosi dei titoli di Tende Antiche, che fanno risalire le loro origini alla fondazione di Tremec (Tende Shamal, Kamal e Udeen), Tende Nobili, firmatarie della prima Sunnah e Tende Riconosciute. Molte tende minori si adoperano per venire riconosciute dal Sultano, molto meno sono quelle Nobili o Antiche sopravvissute, ma l'influenza di queste nella politica dell'Oasi è proporzionato alla loro importanza.
La storia, il numero di componenti e il loro contributo alla società determinano l'importanza di una Tenda nella scala sociale. Solo le Tende "maggiori" vengono riconosciute dal Sultano e solo i loro appartenenti possono aspirare a cariche e ruoli di responsabilità.
Non è infatti inusuale che il Sultano stesso consulti i Capitenda prima di prendere decisioni importanti, allo stesso modo della Cerchia dei Visir.

Tende dichiarate chiuse da Waqih il Risoluto:Ibn Mahadi,Al-Mulallah, Mu'addh,Daubhnail,Assad,Htae,El Kamili,Asalar
Ogni tremecciano, come espresso dalla Santa Sunnah, è tenuto ad entrare a far parte di una Tenda riconosciuta dal Sultano.
Vi sono due modi: essere adottati da una Tenda già esistente o fondarne una propria adoperandosi perché venga riconosciuta.

TENDE RICONOSCIUTE

Un pg tremecciano può essere adottato solamente dalle tende: Udeen, Kamal, Al Qadir, Kyodrum.

UDEEN

Le origini della nobile e antica Tenda Udeen risalgono alla fondazione stessa di Tremec. Il termine deen è la forma arcaica di din: verità, pertanto gli appartenenti a questa tenda sono spesso chiamati "i Sinceri” e la ricerca della Verità, nonché l’assoluta Fedeltà all’Unico contraddistinguono da sempre gli Udeen.
Fin dalle loro origini, gli Udeen sono stati una tenda di guerrieri servendo l’Oasi nella difesa dei suoi nemici storici, tale devozione culmina con l’ascesa del Sultano Rashed detto il Saggio e col suo stesso figlio, Ramal, ad oggi il più giovane Ezzedin della storia di Tremec.
Nominato Sultano dal suo predecessore, Kurosh il Grande, Rashed Udeen porta Tremec a grandi cambiamenti impegnandosi nel recupero dell’interpretazione più radicale del culto dell’Unico nei Sacri Papiri che confluirà nella stesura della Santa Sunnah così come oggi la conosciamo. Rashed dà il via ad una riforma che, nel rispetto delle tradizioni e del Tremano, conduce l’Oasi ad una modernità che continua ancora oggi.
Insieme con la sorella Rania, Gran Sacerdotessa del tempio di Lostris, Rashed accolse nella tenda Udeen genti di grande vigore e coraggio che si distingueranno, in guerra come in pace, tra le fila dei più grandi Feddhayn e Amir. Spicca tra questi, colui che diventerà l’attuale Sultano di Tremec, conosciuto come Waqih il Risoluto.
Egli riporterà Tremec allo splendore dopo la sconfitta subita nella guerra del deserto governandola con astuzia e decisione. La grandezza della tenda Udeen non sarebbe forse tale senza l’apporto continuo e decisivo delle sue donne, la grazia e l’amore per la verità e la conoscenza hanno fatto di Rania prima e di Nawal poi, due donne di fondamentale importanza affiancando il lavoro di Rashed e Waqih. A Nawal, Gran Sacerdotessa del Tempio, si deve la nascita dell’erede Alì Kurosh.
Sempre fieri nel portamento e orgogliosi della loro storia, gli Udeen sono consapevoli della loro influenza e del loro potere che gestiscono con estrema accuratezza dedicando la propria vita alla giustizia, allo studio e alla conoscenza. Non tollerano la disonestà, l’ignoranza e le cattive maniere essendo sempre impeccabili nei loro atteggiamenti.

SHAMAL

La tenda di Shamal è antichissima, si narra infatti nei Sacri Papiri che l’accecato Tremec, bramando la morte, affidò il bastone del comando “al giovane Shamal”, prima di fare ritorno a cavallo del Coccodrillo Sacro e guidare il popolo sino all’Oasi.
Non ci è dato di sapere però se il giovane Shamal fosse il figlio di Tremec stesso.
Se la verità stesse a queste descrizioni, ciò potrebbe confermare alcune dicerie che vogliono la tenda Shamal erede in discendenza diretta del Profeta. Tuttavia nella “Storia del Sultani” il giovane Shamal compare sempre senza appellativo, pertanto mi sento di precisare con una certa sicurezza che il Profeta non ebbe discendenza se non femminile, e che dal patriarca Shamal la tenda discende e porta il nome.
Moltissimi tra i Sultani di Tremec sono stati Shamal. Questo la dovrebbe dire lunga sulla potenza e la ricchezza di questa tenda. Addirittura tra i pochi eruditi presenti nelle schiere dei degenerati, c’è chi pensa persino che Usul del Deserto, il capo dei Predoni, sia il figlio bastardo di uno Shamal. Ma la lingua di questi beduini si sa , spesso sostiene il falso, pertanto queste congetture sono da escludere nella maniere più categorica, anche se, ci dimostrano quanto la magnificenza di questa tenda sia riconosciuta e professata anche e oltre la Porta Sublime, addirittura da nemici giurati dell’Oasi.
Gli Shamal che potrebbero definirsi i “Nobili” di Tremec, hanno sempre ricoperto i ruoli di spicco della società tremecciana, le loro ricchezze immense sono dovute perlopiù al commercio dell’oro e alla tratta degli schiavi, anche se molti Shamal sono ricordati dai più anziani per le loro doti nel campo della carpenteria, della coltivazione del lino e del cotone, e dalla sartoria. Tre gli Shamal più brillanri ricordiamo il leggendario Immortale Abdallah Shamal delle 1000 vittorie, famoso per aver guidato i Feddhayn contro Jumba, Ofidiani e Predoni. Colui che edificò il progetto della biblioteca di tremec, lo scomparso Jalil Shamal, eminente studioso e storico.
Poi ancora L’Illustrissimo Visir Jamal Shamal, uomo di grande acume e disinvoltura egli fu tra coloro che organizzarono la resistenza a Tremec durante la dominazione Ofidiana e determinò con il suo peso politico l’ascesa storica di un Udeen al Sultanato. Ricordiamo anche Abu Nasr Shamal, redattore del libro del Tremano, il principale scritto dei Sacri Papiri contenente la rivelazione di Akkron e le sue Leggi Sante introdotte poi nella Sunnah.
Anche su Abu Nasr Ezzedin di Tremec, non basterebbe un libro intero a descriverne la grandezza di spirito e l’intelligenza acurissima.
Senz’altro il più grande Ezzedin fin’ora mai vissuto nei tempi recenti, egli dimostrò con il suo fervore la grandezza dell’Unico. La tenda degli Shamal oggi risulta , nel suo ramo diretto quasi estinta. Per molti questo non è che il segno del cambiamento che tremec sta affrontando da qualche tempo.
Le vecchie tredizioni che per secoli hanno retto l’Oasi, in un misto di dispotismo e retaggi del passato trivale, stanno facendo via via posto alla riscoperta della fede nell’unico, e alla trascrizione del suoi verbo, dei suoi precetti, della sua legge.
Non possiamo che terminare questo breve compendio della storia di questa gloriosa tenda con una preghiera:
Che l’Unico accolga alla sua tenda i figli di Shamal e doni loro la gioia del banchetto eterno assieme al Poderoso dei Poderosi.

KAMAL

Tra le poche tende in grado di scrivere pagine di gloria imperitura, la nobile e antica Tenda Kamal, nacque come tenda di incredibili allevatori di bestiame che hanno selezionato per secoli le migliori cavalcature per i Feddhayn. A loro si deve la selezione del famoso Sauro del Deserto, cavalcatura riservata al solo Sultano.
Abilissimi nel conciare le pelli, trovarono smisurata fortuna nel mercanteggiarle in ogni luogo di Ardahan. Ancora oggi si distinguono come abilissimi mercanti di oggetti preziosissimi e rarità. Ulteriore lustro ha dato alla Tenda Kamal, Dijon Kamal, scrittore e poeta, conosciuto poi col nome di Dijon il Giusto, Sultano di Tremec nel difficile periodo della Guerra del Deserto.
Dapprima Visir e poi Gran Visir sotto il Sultanato di Rashed il Saggio, poi Sultano ed Ezzedin, è stato un eccelso fautore della rinascita voluta dall’Unico per la Stirpe Nera. Sposò la Gran Sacerdotessa del Tempio di Lostris Rania Udeen, che restò prima ed unica moglie.
Numerosi i Kamal che hanno lasciato la loro impronta nella storia della Stirpe Nera, tra cui Hasan, divenuto Ezzedin e morto poco prima della Guerra del Deserto, Nawal, poi Gran Sacerdotessa e sposa Udeen, Amid che fu Amir el Feddhayn, Akilesh, oggi Visir. Da “k’mal”, brillante come l’argento, gli appartenenti alla Tenda Kamal sono anche chiamati “Gli Splendidi”, il loro senso degli affari e le spiccate capacità diplomatiche fanno sì che ogni cosa che passi per le loro mani diventi oggetto di desiderio e pregio. Splendide le loro donne, di bellezza rara e di grande grazia. A volte altezzosi e superbi, i Kamal sono consapevoli e orgogliosi del loro “splendore” pertanto tendono ad evitare la vicinanza con altre tende che non abbiano i fregi di tende Nobili.

AL QADIR

Il primo Al Qadir di cui si hanno notizie è Feisal, fervente e risoluto seguace di Shamal ai tempi della fondazione di Tremec. La progenie che ne ebbe origine tenne fede al loro nome, Al Qadir infatti, nell’accezione di abile, sicuro e destro, significa “i Capaci”. Gli Al Qadir in tutte le epoche si mostrarono infatti "Capaci" in particolare nei campi del sapere militare nel quale contano ben pochi rivali; fu proprio nel periodo dell’occupazione Ophidiana di Tremec che la Tenda divenne nota anche fuori dall’oasi: le gesta di valorosi ed eroici guerrieri ebbero infatti un ruolo di primo piano per la liberazione delle Sublimi Porte. Numerosi sono gli Al Qadir tra le fila degli Immortali Feddhayn tra cui la giovane Suhair, la prima e ad oggi l’unica donna tra gli Immortali. Non sono mancate le menti illuminate, tra le quali spicca quella di Abdul l'Eroico, che fu Sultano delle Sublimi Porte ancor prima di Dijon il Giusto, benedetto da Al Dayan.
Egli viene ricordato anche con il nome di Forte e tra le sue imprese, quella che più spesso viene citata, è la resistenza contro le orde Jumba, quando l' Eroico, rifiutando di scendere a patti con loro, le sfidò nonostante la netta inferiorità numerica. Le orde dei selvaggi da Surtur arrivavano fino a Sarissa ma la paura non era cosa nota per l' Eroico!
Mulay, suo figlio, fu un vigoroso Feddhayn noto per aver sfidato i soprusi e le angherie di Loknar durante la guerra del Deserto, morì proprio per mano del boia di Loknar al termine di essa, decapiatato in pubblica piazza. Ancora vivente è il fratello dell’Eroico Abdul, il Visir Husam Al Qadir, grandissimo studioso appartenente alla cerchia dei Sahim. Egli ha adottato numerosi nipoti tra i quali Kadim, la cui brillante carriera lo ha portato a divenire Amir el Feddhayn e a sposare una delle nipoti del Risoluto.
Si ricordano tuttavia pochi casi di Al Qadir riconosciuti come grandi lavoratori o filosofi. La maggior parte dei membri di questa tenda ritiene, per tradizione ed eredità, poco onorevole dedicarsi a faccende manuali, e se lo fa, è solo per ragioni di puro sostentamento e alle volte per diletto.
Perennemente alla ricerca del giusto mezzo sulla Via dei Sacri Pilastri, i membri dell’antica tenda Al Qadir si fanno notare anche per il loro atteggiamento alle volte poco convenzionale, spesso frutto della loro impulsività o della loro maniera di vedere le cose. Caparbi e tenaci riescono sempre a raggiungere i loro obbiettivi.

KYODRUM

La Tenda Kyodrum non ha mai brillato per quanto riguarda prestigio o ricchezza come le Antiche Tende, ma è sempre stata presente nella storia della Stirpe Nera. Per secoli è stata una tenda molto povera, non avendo alcuna merce particolare da vendere.
“Un Kyodrum riuscirebbe a convincerti persino che il lama sputi fuoco dalla bocca” dicono le vecchie lavandaie mentre sparlano sul lago El Raya.
Caratterizzati infatti da un’ottima parlantina, non hanno eguali per quanto riguarda il raggirare qualcuno e riuscire a farla franca. Come dice il cognome stesso “kyo”, che significa “Illusione”, sono sempre in grado di far credere qualsiasi cosa riuscendo sempre nel loro scopo.
Una tenda molto scaltra dunque, che è riuscita ad accumulare, negli ultimi tempi, enormi ricchezze e a guadagnarsi pertanto un posto tra le Nobili Tende di Tremec.
L’affermazione dei Kyodrum è dovuta a Kinim, Gran Visir ai tempi del Sultano Dijon il Giusto e a suo cugino Tralsim, il fondatore dell’Ordine dei Sahim di Tremec.
La perspicacia e la grande abilità nella manipolazione del maat, hanno fatto di Jasim Kyodrum la più alta carica nella casta dei Sahim, mentre la sua abnegazione e devozione all’Oasi e al Sultano gli sono valse il riconoscimento di Visir, ruolo che ha ricoperto per anni con grande dedizione.
Un po' di pazzia e poca dedizione al lavoro hanno sempre caratterizzato i suoi membri, i quali sono riusciti spesso ad ottenere il massimo risultato col minimo sforzo.
Le malelingue dicono che se si cerca di fare qualche affare non del tutto alla luce del sole all’interno delle Sacre Mura, sarebbe utile rivolgersi a uno di loro. Ma queste sono solo dicerie che servono ad infangare il nome della Nobile Tenda. Molti dei Kyodrum infatti, sono stati mercanti di oggetti di rara fattura e dall’ignota origine, ma anche rinomati erboristi.
Pertanto non è raro imbattersi in un tremecciano nei mercati dell’Ovest in cerca di vendere la propria merce o nelle foreste più intricate per riuscire a scovare qualche nuova erba da vendere a prezzi altissimi.

JASIR

La tenda Jasir varca le Sublimi Porte durante l'anno I del sultano Waqih il Risoluto, prima di allora i Jasir avevano percorso la via dei Beduini nel Sarha’kbar; difatti non vi sono presenti iscritti ai Sacri Registri prima della data citata.
Secondo alcuni scriba , la tenda avrebbe origini ibride, in quanto nata dall’Unione di due tende beduine, i Jaber ( I Rasserenatori), e i Taissir ( I Collaboratori), unione dovuta ad un necessario consolidamento a fronte della allora crescente minaccia Ophidiana.
A rappresentare questo nello stemma della neonata Tenda, viene raffigurata una catena chiusa a simboleggiare l’unione, che racchiude una invocazione all’Unico, il tutto inciso su uno scudo Rotondo. Sin dalle sue origini la tenda ha sempre fatto del commercio la sua fonte di sostentamento e virtù, difatti tutti i Jasir si son sempre pregiati della benedizione dell’Unico nell’amministrare i propri commerci; le carovane dei Jasir son tra le poche di tutto il deserto che poterono vantare una gestione completamente autonoma, difatti la Tenda, soprattutto dopo l’Unione, ha sempre avuto al suo interno abili allevatori di lama e cacciatori esperti del Sarha’kbar .
La migrazione verso l'Oasi e il successivo riconoscimento da parte del Palazzo, come “Tenda Ufficiale”, è dovuto alla consapevolezza di poter intraprendere un cammino di avvicinamento all'Unico, e alla volontà di servire uno scopo superiore.
L’anima commerciale sempre tenuta viva dai fratelli, ha avuto modo di trovare terreno fertile nella ricca Tremec e la tenda Jasir ha quindi vissuto una generazione ricca di prole e soddisfazioni, arrivando a ricoprire in breve tempo cariche importanti; fra tutti spicca la figura di Najib Jasir,il quale fu Amir El Feddhayn e vigoroso guerriero.

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TRADIZIONI

La Stirpe Nera, come usano chiamarsi i Tremecciani, è una razza scura di pelle e capelli e molto resistente fisicamente. Per centinaia di anni dediti alla vita nomade, ne conservano molte usanze ed abitudini. Sia gli uomini che le donne sono soliti adornarsi di gioielli, truccarsi e ungersi con oli profumati, vestire indumenti leggeri e larghi, adatti al clima del deserto. Cavalcano ostard e lama, apprezzati per le loro qualità di resistenza al clima.

La vita all'Oasi non è incentrata sugli stessi valori riconosciuti nelle Terre Verdi; più che un contrapporsi tra bene e male, giusto o sbagliato, la Stirpe Nera vede il mondo intero in ogni suo aspetto come il perfetto disegno di Akkron. Per inserirsi degnamente in questo piano divino, il Tremecciano segue l'ideale di perfezione incarnato dai Quattro Pilastri della Fede. I Sacri Pilastri sono gli attributi di perfezione di Akkron, l’Unico Dio, ergo chi segue i pilastri utilizza uno strumento per avvicinarsi alla perfezione di Akkron. I Pilastri e la loro osservanza sono i principali accorgimenti che consentono la vita nel deserto, ragion per cui esiste un legame diretto tra la vita nel deserto e la vicinanza ad Akkron, tra la perfezione e l'utilità pratica. Un tremecciano che vive, per dire, a Rotiniel, potrà essere devoto, ma vivere a Tremec lo aiuterà maggiormente nella sua vicinanza con l’Unico proprio per la necessarietà dei 4 Pilastri nella vita del Deserto. In conclusione i Pilastri quindi sono attributi divini ma anche regole ferree che consentono di sopravvivere nell’inospitale terra in cui vive il Tremecciano.

Accettata e diffusa all'Oasi è la schiavitù, solitamente praticata a spese delle genti Qwaylar, detti comunemente Jumba. Lo schiavo, proprietà assoluta del padrone, può essere liberato solo dal proprietario o dal Sultano stesso, solitamente svolge i lavori più pesanti o spiacevoli e sebbene sia considerato come un oggetto dalla Sunnah, è comunque ritenuto indegno per un Tremecciano maltrattare fisicamente uno schiavo, ma anzi ne è incoraggiata l'istruzione e addirittura la conversione, che ne segna la liberazione immediata.

Il Culto dei Morti

Per i tremecciani la morte rappresenta innanzitutto una fase transitoria, cioè il mezzo per arrivare ad uno stadio d’esistenza superiore (o inferiore). Tutti gli abitanti di Tremec sono convinti che una volta morti saranno giudicati, in base a numerosi fattori: la loro condotta in vita, la loro devozione al Sultano, ma anche secondo cose più “veniali” come potremmo definirle noi e non meno curiose, come il fiuto negli affari, o la parsimonia nell’utilizzo dell’acqua, fino al rispetto verso il proprio marito, o viceversa alla capacità di guadagnarsi quello di donne o schiavi.
Coloro che in seguito a tale giudizio saranno ritenuti idonei, potranno trascorrere il resto della loro esistenza in una sorta di immensa e fertile oasi, un Eden, come lo chiamano alcuni popoli, sotto la guida di Akkron cui saranno fedeli come lo erano nei confronti del Sultano (la cui anima siederà al fianco di Akkron, ma di questo parlerò più avanti). Colui invece che nel corso del Giudizio, non avrà doti positive da anteporre a quelle negative sarà destinato ad occupare il grado più basso della scala sociale: egli sarà schiavo, o semplice animale da soma.

Le celebrazioni e le tradizioni legate al culto dei morti, non sono eccessivamente elaborate. Il defunto viene seppellito nel deserto, con alcuni oggetti personali legati alla sua professione o ad una particolare caratteristica della sua vita. Non esiste una vera e propria tomba, ma in genere i parenti segnano la posizione della sepoltura con una pietra o un altro oggetto riconoscibile, e ne annotano la posizione su una mappa artigianale.
Com’è facile intuire il sepolcro non riveste una grande importanza nella cultura tremecciana, anche perché l’unica cerimonia ivi celebrata è legata alla tumulazione. Durante quest’ultima i parenti del defunto pronunciano alcune frasi, in cui celebrano le sue virtù, e ne esaltano i comportamenti. Un sacerdote di Akkron vestito dei paramenti funebri, prende atto di queste parole, le sottoscrive e si pone come testimone dinanzi ad Akkron affinché ne tenga conto nel formulare il suo giudizio.

Come è facile intuire le celebrazioni funebri più sfarzose sono quelle legate alla morte del Sultano. Tale evento, raro ma comunque inevitabile, monopolizza per quasi due mesi la vita all’interno dell’oasi. La sepoltura del sovrano, avviene a palazzo, a seguito di un rituale antico e misterioso, di cui nessuno conosce la forma. Non ne esistono descrizioni nei documenti ufficiali della Chiesa di Ardania, e neanche nelle biblioteche elfiche è mai stato trovato nulla a riguardo. Si sa solo che il Sultano viene seppellito con la maggior parte degli oggetti di cui faceva uso in vita, e che è accompagnato nel suo viaggio nell’oltretomba da parte dei suoi schiavi, da una o due delle sue mogli (è lo stesso sovrano a sceglierle quando è ancora in vita) e da due soldati valorosi, che gli facciano da guardie del corpo. Contrariamente a quanto avviene per gli altri Tremecciani, il sovrano non verrà sottoposto al giudizio di Akkron, la sua anima siederà di diritto al fianco di Akkron e ne diventerà consigliere. Non meno misterioso del rituale è il luogo della sepoltura.
La leggenda narra che finiti i sette giorni di lutto, in cui il corpo viene esposto a palazzo a beneficio di tutti, sudditi e forestieri, i sacerdoti trasportino il feretro nei sotterranei, nei quali si troverebbe un labirinto in cui riposano tutti i predecessori del Sultano e con essi, le loro ricchezze. Gli schiavi che trasportano le spoglie, e le guardie che le scortano, saranno poi immolati per seguire il loro Signore, in modo che nessuno possa rivelare la locazione segreta. Le celebrazioni si protraggono per quasi due mesi. Il primo mese è il “mese del ricordo”. Tutti gli abitanti dell’oasi devono digiunare dall’alba al tramonto, in segno di rispetto e di devozione verso il loro defunto sovrano. Durante la notte si tengono veglie di preghiere e si celebrano banchetti. Di giorno invece la vita quotidiana rallenta bruscamente, e vengono portate avanti solo le attività necessarie alla vita comune degli abitanti, senza comunque cercare di eccedere, e mantenendo un atteggiamento di profonda tristezza e dolore.
A questi primi trenta giorni, segue il “mese della rinascita”. In pratica si passa dalla commemorazione del Sultano defunto alla celebrazione dell’ascesa al trono del suo erede, in un’unica grande festa, senza soluzione di continuità. In questi giorni, Tremec torna letteralmente alla vita, si susseguono giochi, banchetti, fiere, ed ogni genere di attività riprende con maggior vigore e frenesia, quasi a recuperare il tempo perduto (e difatti a mio parere il fine politico-economico di tali festeggiamenti è proprio questo). Le botteghe lavorano anche di notte, i mercanti sembrano avere sempre una gran quantità di merci da vendere, le luci ed i profumi avvolgono completamente l’aria del deserto, e notte e giorno sembrano confondersi.

La Benedizione degli sposi

Fra le celebrazioni più importanti per il popolo dell’Oasi vi sono senza dubbio i matrimoni. Ovviamente questo deriva dalla concezione tremecciana della famiglia che, nel suo senso più esteso, riveste un ruolo fondamentale all’interno della società. Inoltre, non solo la poligamia a Tremec è molto diffusa, ma essa è anche incoraggiata e sostenuta sia dalla fede che dal senso pratico.
In generale i matrimoni sono celebrati dai sacerdoti di Akkron e prevedono lo scambio di promesse ed oggetti simbolici, come la scimitarra e l’ampolla d’acqua contenente una moneta d’oro. Tuttavia gli sposi non mancano mai di chiedere alle ancelle di Lostris la benedizione della dea.
Il rito in questione, benché breve, e se vogliamo semplice, è ricco di significato: la sacerdotessa offre agli sposi due calici vuoti invitandoli ad incrociare le braccia in modo che l’uno possa bere dal calice dell’altro; quindi la sacerdotessa lega i polsi degli sposi con un nastro di seta rossa e versa l’acqua della fonte sacra nei calici.
A questo punto invita gli sposi a bere dai calici, pronunciando parole simili a queste: “Che questa acqua sacra possa purificare i vostri corpi e le vostre anime, rendervi fertili e far prosperare la vostra tenda, che le vostre vite e vostri destini possano essere legati per sempre come questo nastro ora cinge i vostri polsi”.
La coppia, dopo aver bevuto, getta a terra i calici in modo che rompendosi essi siano di buon auspicio: come nessun altro potrà bere mai da quegli stessi calici allo stesso modo la loro vita insieme sarà unica.

Una delle cerimonie più belle in Ardania è, a parer mio e di molti, quella con cui a Tremec due individui convogliano a nozze. Anche questo rituale è profondamente caratterizzato dalla simbologia e dal naturalismo. Alla presenza dei due futuri coniugi, un sacerdote di Akkron pronuncia un breve discorso, privo di formule prestabilite, in cui celebra ed esalta le virtù dei due, le vicende delle rispettive famiglie, ne enuncia i pregi e non trascura di ometterne i difetti augurandosi che la vita coniugale serva anche a correggere questi ultimi. Al termine della breve omelia (breve a seconda dei casi, e dell’importanza dei due individui), il sacerdote consegna a ciascuno due doni cerimoniali, e li invita a scambiarseli: la donna riceverà una scimitarra dorata, ed ella la donerà al marito, affinché s’impegni a proteggere lei, la loro casa ed i futuri figli; all’uomo invece sarà data un’ampolla di cristallo contenente acqua benedetta proveniente dalla sorgente dell’oasi, simbolo di purezza ed auspicio di fertilità, sul fondo della quale giace una moneta d’oro, poiché sarà compito della futura moglie amministrare i risparmi e curare l’economia della casa. Conclusosi lo scambio, il sacerdote pronuncia l’unica formula, quasi cantilenante, prevista dal rituale: “Possa lo scambio di questi doni, suggellare la vostra unione. Che Akkron ne sia testimone! Voi siete marito e moglie.” La celebrazione prosegue con un banchetto, che di solito si protrae fino a tarda sera, in cui la neo-moglie inizia a fare “gli onori di casa” offrendo da bere agli invitati ed ascoltando pazientemente i consigli delle donne gia sposate (consigli vari, che spaziano, dalle ricette di cucina, al mantenimento dei figli e della casa, fino a cose più maliziose che in questa sede non sarebbe opportuno citare). Terminata la prima parte del banchetto, gli uomini invitati formano un cerchio al centro del quale sta il marito.
Quest’ultimo darà prova della sua forza e del suo valore sfidando, in duelli simbolici, alcuni degli invitati. A turno l’uomo poserà ai piedi dello sfidante un cuscino di seta, con sopra due scimitarre rituali con le quali i due si affronteranno. L’essere sfidati è considerato un grande onore, poiché di solito lo sposo vuol dare prova di se sfidando i guerrieri più valorosi e le persone più importanti, anche se non mancano le sfide scherzose con i bambini o con gli amici più cari, nei quali spesso volano anche calcioni e prese in giro. Ovviamente trattandosi di un duello rituale i toni sono molto smorzati e l’offesa non è nelle intenzioni di nessuno dei due sfidanti. Danze e giochi concluderanno la cerimonia, e tutti gli invitati accompagneranno i coniugi a casa dove trascorreranno la prima notte di nozze.

Il Ruolo della Donna

Nonostante la simbologia religiosa attinga dalla figura femminile i suoi tratti più affascinanti, la condizione della donna appare, ad occhio estraneo, assai difficile e gravata da pesi e tradizioni ingiuste, o quanto meno discutibili. Le fanciulle, sin da giovani, sono considerate una sorta di proprietà del Capotenda, esse appartengono al capofamiglia fino alla maturità sessuale, o fino al giorno del loro matrimonio, quando con un vero e proprio contratto matrimoniale, suggellato dalla dote, tale “proprietà” passa al marito. Le donne non appartenenti a tende riconosciute, nel caso restino sole, passano sotto la tutela del Sultano stesso, che stabilisce per loro come un Capotenda.

La prassi e la tradizione vogliono che la maggior parte dei matrimoni siano di mero interesse, combinati dalle famiglie stesse, per ragioni economiche e politiche, ma anche per fare rapidi movimenti nello status sociale ed all’interno dell’oligarchia dell’oasi. Essendo contemplata la poligamia, all’interno della tenda la figura femminile più importante resta la prima moglie, anche in quanto scelta dalla famiglia, o eventualmente colei che per prima riesca a dare alla luce un discendente maschio. Essa è responsabile dell’intera “politica” casalinga: educa le figlie, assume ed assegna i servitori, si occupa dell’economia della casa, di consultare esponenti del culto e della magia per quelle che sono le esigenze quotidiane. Solitamente la prima moglie è una persona colta oltre che di ricca estrazione (o quantomeno di una famiglia che ha qualcosa da offrire, magari un titolo), è abile nel gestire gli affari e ha nozioni di base di medicina o farmacologia.

Quanto appena riportato, tuttavia, non esclude che all’interno di molti matrimoni esista un reciproco affetto tra i coniugi, che pur partendo da sentimenti di riverenza e rispetto, di fedeltà ed orgoglio, possa risolversi (o degenerare, a seconda dei punti di vista) in vero e proprio “amore”, o quanto meno alla forma squisitamente Tremecciana di quest’ultimo. In effetti, è molto più semplice saziare i propri appetiti ed appagare i propri sentimenti ricorrendo ad ulteriori nozze. Sono, infatti, quelle successive alla prima ad essere mosse più spesso da reali sentimenti piuttosto che da ragioni utilitaristiche.

Sempre relativamente alle donne dell’Oasi è necessario aggiungere un ulteriore notazione. Sono esseri dal fascino e dalla bellezza spesso irresistibile. La pelle ambrata e resa liscia dalla sabbia del deserto, gli occhi scuri e profondi, il corpo sinuoso, minuto ma perfettamente proporzionato. Ma più di ogni altra cosa, ciò che veramente le distingue è il loro portamento: aggraziato ed impudente al tempo stesso, sensuale e misterioso, quieto ed impaziente. Sono aspetti che lungi dall’essere ignorati, saltano subito all’occhio, e destano immediato interesse negli esponenti di sesso opposto. Tale bellezza ha, come è facile immaginare, i suoi risvolti positivi e negativi. Storicamente, le donne Tremecciane sono molto apprezzate come ballerine e dame di compagnia, ed ovviamente prostitute ben pagate. Di conseguenza, è facile immaginare che una cultura in cui la schiavitù ed il commercio degli schiavi sono pienamente tollerati, abbia fatto si che molte di esse divenissero una “merce” richiestissima, e come tale private della libertà con molta facilità e leggerezza.

Negli ultimi anni però la situazione della donna è mutata notevolmente; l'Oasi, consapevole della forza politica e del valore delle proprie donne, ha iniziato a custodirle gelosamente trattandole con sempre più cura, fino ad arrivare all'apice durante il sultanato di Rashed il Saggio, quando in uno specifico precetto della Sunnah le donne Tremecciane vennero ufficialmente sancite come sacre ed inviolabili. I bordelli vennero ripopolati da schiave Qwaylar, lasciando così l'immane bellezza delle donne Tremecciane come un sogno irragiungibile o un prezioso tesoro lontano dalle pretese o dalle possibilità della gran parte degli stranieri. Durante le reggenze degli ultimi sultani alcune donne sono riuscite a ricoprire importanti ruoli come quello di Gran Visir, una grande conquista per la categoria, basti pensare che per secoli e secoli tale carica fu ricoperta unicamente da soli uomini. Nonostante vi siano ancora tradizioni saldamente radicate, quali quella della poligamia, e sia loro ancora vietato ricoprire i più importanti ruoli di Sultano ed Ezzedin, ad oggi possiamo senz'altro considerare la donna come una privilegiata all'interno dell'Oasi di Tremec.

Giochi Tremecciani

Il clima del deserto impedisce di stare all'aperto nelle ore più calde, se non per questioni urgenti o importanti, così sotto la fresca ombra delle palme come al riparo di una tenda, già in tempi antichissimi nasce l'uso tra i beduini di occupare il tempo raccontandosi storie e leggende oppure giocando a dadi. Ancora oggi a Tremec il gioco dei dadi è molto in voga e lo pratica qualsiasi classe sociale, sesso e fascia di età. Ovviamente le puntate vanno dai pochi datteri dei bambini alle sacche di monete dei ricchi mercanti, ma nessuno si sottrae ad un Cinque Mani. Certo ci sono anche svaghi che richiedono maggiori doti di forza e agilità, che si svolgono nelle ore fresce della sera o del primo mattino, come lo Jan, la lotta tradizionale a mani nude, o le corse dei lama e degli ostard. La più famosa di queste corse, il Gran Palio di Tremec, è la massima espressione dell'orgoglio degli allevatori tremecciani, come dei fantini, considerati esempio di Vigore, più che di follia, nello sfrecciare tra le tende del pericoloso percorso.

Il cinque mani

Il Cinque Mani è un gioco caratterizzato da un'azzardo incredibile e fuori dell'ordinario. Ogni tiro di dadi ha un valore secondo questa graduatoria di punteggi, dal più alto al più basso:

4
8
12
11
10
9
7
6
5
3
2

Il primo giocatore che si aggiudica 5 mani (quindi 5 tiri), vince i soldi del piatto. Qualora vi siano 1 o più giocatori con punteggi uguali questi ultimi effettuano un tiro aggiuntivo, non si tira in caso di parità solamente in caso di uscita del numero 4: in quel caso il primo che lo fa vince la mano. A seconda di chi decide la puntata, i giocatori tirano i dadi in senso antiorario.
Il vincitore dell'ultima mano, è colui che decide l'ammontare della puntata per tutti ed è sempre l'ultimo a tirare. Il gioco si svolge secondo le seguenti fasi.

Contratto:

ovvero i giocatori si accordano sul quanto deve ammontare il "piatto". Spesso questa è una fase lunghissima della partita che si trascina per ore, visto il piacere che il popolo di Tremec trae dal mercanteggiare e dal contrattare. A volte succede che proprio durante la fase del "contratto" i giocatori si scambino merci e khaab. Addirittura c'è chi ha venduto o promesso figlie e schiavi pur di tenere un piatto alto di 5 mani. Non c'è una regola per la contrattazione, di norma comunque si tende ad andare ai voti, ovvero se vi è un gruppo di giocatori concordi su una proposta la si vota e se essi ottengono una maggioranza relativa il piatto sarà quindi quella somma. Molto difficile, tra l'altro, che un Tremecciano che accetti di fare una partita di 5 mani non giochi almeno la Mano Bianca se reputa un piatto troppo alto, questo infatti è da molti considerato come una mancanza di Vigore (uno dei pilastri della fede di Tremec) e fortemente malvisto. Una volta fissato il piatto i giocatori cominciano la partita. A cominciare è il giocatore più giovane o, in caso di Ospiti, parte lo straniero che viene da più lontano.

Mano Bianca:

Dicasi Mano Bianca, la prima mano della partita. La Mano Bianca non costa mai nulla pur essendo conteggiata nel totale per arrivare alle 5 mani, il vincitore (ossia colui che realizza il punteggio più alto tirando due dadi da sei stando alla tabella di sopra) ha il diritto di essere l'"ezzal" ossia il "parlatore" e quindi di decidere quanto deve costare la mano successiva ecc... Una volta decisa la puntata si procede con la seconda mano, anche qui chi vincerà diventerà l'"ezzal" ed andrà a decretare il costo della prossima mano e così via fino a chi non raggiunge per primo le 5 mani vinte.

Puntate:

Per ogni mano successiva alla Mano Bianca colui che vince l'ultima mano disputata ha il diritto di fissare il prezzo alla mano successiva, il prezzo non può mai superare l'importo del piatto di partenza. Si può anche decidere di fare puntate gratis. Se un giocatore intende continuare a giocare deve pagare la somma decretata dal vincitore della mano precedente, se invece si chiama fuori lascia agli eventuali altri giocatori il proseguo della partita. (ma non spenderà più nulla rischiando soldi). Ogniqualvolta si disputa una mano i giocatori che la giocano aggiungono la puntata di quella mano nel piatto centrale, il primo che vince per primo 5 mani vince tutto il piatto.

Mosse:

Grande Sciacallo:

il primo giocatore che vince 3 mani di seguito realizza il Grande Sciacallo, praticamente un cappotto, e vince la partita. Può quindi succedere che se il giocatore A è a 4 mani vinte, B ne ha vinte 2, C possa vincere l'intera partita vincendo le ultime 3 mani in fila pur avendo meno mani vinte di A.

I Due Lama:

se due giocatori arrivano ad essere in una situazione di 4 pari (4 mani vinte a testa) possono patteggiare dividendosi a metà il piatto, questa mossa si chiama Due Lama. Se la loro parità persiste durante più mani possono ugualmente sempre e comunque patteggiare. La mossa dei Due Lama deve essere condivisa da entrambi i giocatori e non è più fattibile se un 3° giocatore raggiunge le 4 mani vinte.

Mercante Bianco:

Il vincitore della Mano Bianca se intenzionato a giocare la mossa del Mercante Bianco può decidere di rendere nulla la partita solo ed esclusivamente alla fine della Mano Bianca, ridistribuendo il denaro del piatto e andando a riportare la partita alla fase di contrattazione del piatto. In questo caso, se dopo un Mercante Bianco i giocatori ritornano a votare una proposta, il voto del Mercante Bianco varrà per due. Il Mercante Bianco è una mossa giocabile sempre ad ogni Mano Bianca, tuttavia non è giocabile dallo stesso giocatore per due volte di fila.

Il Cinque Mani varia da un minimo di 2 a un massimo di una decina di giocatori, il numero migliore è 3, 5 o 7 giocatori (numeri dispari per facilitare le contrattazioni dei piatti iniziali). Si narra che vi siano state partite in cui si è arrivati a giocare fino a mezzo milione di sicli d'oro, tra i cuscini della locanda di Tremec. Pur non avendo il prestigio e la sacralità del Gioco del Coccodrillo, il Cinque Mani è di gran lunga il favorito dei giochi di dadi tremecciani, soprattutto da mercanti, faccendieri, Feddhayn, tagliagole, prostitute e gli altri abituali frequentatori dei bordelli e delle locande cittadine.

Il Grande Palio

Il percorso del Grande Palio di Tremec si snoda all'interno dell'intera città di Tremec. Il punto di partenza viene posto nell'incrocio delle strade poco più a nord della tenda del cerusico. Il percorso in senso destro, prosegue per la strada sino alla tenda del carpentiere dove i fantini dovranno dirigersi a sud costeggiando le antiche mura della città fino alla cancellata che dà sulla miniera da dove i fantini torneranno verso il punto di partenza. I precetti sono i seguenti:

1. Una Tenda o un partecipante che sia, verrà estratto a sorte per essere il Fantino Entrante.

2. Il Fantino Entrante deciderà la partenza della gara: dopo che il Giudice della Corsa posizionerà i partecipanti, quando il Fantino Entrante oltrepasserà, rigorosamente al galoppo, l'apposito spazio, la gara avrà inizio salvo irregolarità.

3. Il Giudice della Corsa, scelto dalla Città di Tremec dovrà, secondo un criterio concordato con la città, decidere la disposizione degli altri fantini sulla zona di partenza. Il Giudice è tenuto a far rispettare nei limiti del possibile le posizioni assegnate. I fantini non sono obbligati a stare fermi ma al rispetto, per quanto possibile anche dall'imprevedibilità delle bestie, delle posizioni.

4. Chi viola il 3° precetto è passibile di Richiamo del Giudice, al 6° richiamo di questo tipo si è esclusi dalla Corsa. I Richiami saranno effettuati dal Giudice a voce alta, che richiamando il fantino farà uscire tutti dalla zona di partenza per richiamare uno ad uno i fantini a seconda delle posizioni di partenza scelte secondo il 3° precetto.

5. Gli altri fantini partiranno solo dopo l'ingresso nella zona di partenza del Fantino Entrante. Chi viola questo precetto viene a voce alta richiamato dal Giudice della Corsa che urlando "FERMI" annullerà la partenza. I Richiami ammessi sono 3 o 4 a decisione del Giudice, al successivo Richiamo si è esclusi dalla corsa.

6. Durante la corsa è consentito frustare gli altri partecipanti. Non è concesso l'uso di armi, magie o altri sistemi per ostacolare gli avversari.

7. La Corsa consiste in 3 o 4 giri dell'Oasi, a scelta del Giudice; chi dopo i giri stabiliti ripasserà per primo nella zona di partenza vince la corsa.

8. Tutte le decisioni del Giudice riguardanti al numero di giri cittadini e numero di violazioni dei precetti vanno prese prima della Corsa e prima di essa esposte ai partecipanti.

9. Chi durante la gara tenta di barare non rispettando il percorso previsto, viene eliminato dalla Corsa. In questo caso lui o la tenda in questione, vengono esclusi dalla successiva Corsa.

Lo Jan

Attualmente considerata la classica lotta Tremecciana, nacque quasi contemporaneamente alla Stessa Oasi. Difatti il Primo Sultano di cui si abbia memoria, Janlym Shamal, creò tale tipologia di lotta, e da lui prese nome, per far si che i suoi Feddhayn potessero sempre tenersi in allenamento.
Inizialmente allo Jan erano ammessi solo i cittadini dell'Oasi, loro si affrontavano a mani nude e privi di qualsiasi armatura fino allo sfinimento, quando poi i sempre più insistenti stranieri vennero ammessi a tale tipologia di lotta, venne introdotta una particolare regola. Codesta regola consisteva nel permettere alle folle presenti di lanciare pericolosissime pozioni esplosive, e così facendo di agevolare il proprio "campione".
Con questa astuta regola il Sultano Shamal conquistò il cuore dei propri sudditi rendendo il gioco popolare grazie al coinvolgimento del popolo stesso, ma non solo poichè così facendo praticamente condannò a sconfitta certa qualunque Straniero osasse sfidare un qualsiasi cittadino della santa Oasi! Non si trova notizia, difatti, che un tremecciano sia mai uscito sconfitto da tale lotta. Col passare delle generazioni si succedettero numerosi Sultani che fecero vanto di codesti tornei in ogni occasione di festa tramandando così la Tradizione dello Jan.
Solo nella recente tradizione di tremec si è assistito ad un progressivo allontanamento delle masse dallo jan, e tale increscioso evento la causa va attribuita, a parer dei saggi Tremecciani all'edificazione dell'Arena. Quest'ultima infatti impediva, ed impedisce tutt'ora un'attiva partecipazione del pubblico ed in più consente, che chissà un giorno, un combattente tremecciano ne esca sconfitto! Lo Jan effettuato in arena ha necessitato di supplementari regole e alle precedenti tre regole storicamente note se ne vide affiancare un'altra.

I regola storica. Si combatte a mani nude.

II regola storica. Vi è divieto di far uso di armi e armature.

III regola storica. E' concesso l'utilizzo delle sole pozioni esplosive e non per mano dei combattenti.

IV regola da Arena. Ogni combattente potrà essere affiancato da un'eventuale accompagnatore, a lui e solo a lui, spetterà il compito di agevolare il proprio compagno scagliando contro il combattente avversario, e non contro il lanciatore avversario, un numero illimitato di pozioni esplosive.

All'inizio del torneo, in base al numero di coppie di combattenti presenti, si stabilivano le modalità di svolgimento del torneo. Vi possono essere due modalità di svolgimento, una nel caso in cui le coppie partecipanti siano dispari ed una nel caso siano pari.
Nel primo caso il torneo ha inizio con due coppie volontarie, e la coppia vincente resta sull'arena finche non viene sconfitta da qualche successiva coppia. Ovviamente in questo caso viene concesso alla coppia vincente di esser soccorsa dai sacerdoti addetti al rimarginare le ferite del precedente incontro.
La coppia che resterà imbattuta potrà fregiarsi del titolo di Campioni dello Jan. Nel secondo caso invece si procede con l'abbinamento delle coppie in modo che si possa avere un'eliminazione diretta e accesso al successivo incontro con la vincente di un altro abbinamento. Finchè non si giungerà allo scontro finale per l'assegnazione del titolo di Campioni dello Jan.
In entrambi i casi gli organizzatori presiedono e gestiscono l'ordine e la modalità del susseguirsi degli incontri, il che vuol dire che nel primo caso sopra esposto saranno loro a decidere il susseguirsi delle coppie contro la cappia vincente; e nel secondo caso che saranno loro a decidere gli abbinamenti delle coppie.

Il Khaab

Si definisce Khaab l’erbapipa che cresce spontanea o coltivata all’interno dell’Oasi di Tremec o nelle immediate vicinanze. Esistono numerosi tipi di Khaab, generalmente ne esiste un tipo che viene masticato, uno che viene fumato ed un altro che serve come foraggio ai lama.
Ovviamente i più utilizzati sono i primi due, soprattutto quello fumato, visto che chi ancora lo mastica generalmente sono persone anziane o comunque appartenenti alle vecchie generazioni di beduini.
Il procedimento per ottenere il khaab da fumo è il seguente: dapprima vi è la raccolta della foglia della pianta, poi la foglia viene “dipinta” ossia cosparsa generalmente di letame di lama o comunque lasciata a riposare qualche giorno. Più la pittura è massiccia più il fumo che ne esce risulta nero. Il letame serve principalmente a far morire i parassiti della foglia in quanto nel deserto è impensabile utilizzare l’acqua per lavare i raccolti di Khaab.
Successivamente avviene la tostatura, ossia la cottura su pietra delle foglie, le quali, ripulite dal letame, vengono immerse in un brodo fortemente speziato con aromi di vario genere. La foglia semi-secca viene quindi messa nell’essiccatoio e da qui fumata, generalmente usando un'altra foglia come involucro.
Il Khaab, a seconda della sua tostatura, mantiene differenti proprietà: generalmente ve n’è per tutti i gusti, dall’utilizzo come medicinale, all’utilizzo come afrodisiaco o calmante, ecc... Generalmente il Khaab prodotto da ogni tenda dell’Oasi prende un nome particolare, per cui ad esempio il Khaab prodotto dalla tenda Ibn Mahadi prendeva il nome di Ibna, quella prodotta dalla tenda Shamal era la Shamalla, così come quella prodotta dagli Al-Mulallah era nota come Mullallera. I procedimenti di tostatura sono variabili e pressoché infiniti, cambiano infatti da tenda a tenda.
Si sa che generalmente il Khaab viene speziato pesantemente, per questo a volte risulta infumabile soprattutto da chi è abituato alle dolci erbepipe del continente occidentale. Il fumo nerissimo del Khaab acceso, ed il forte profumo di spezie che esso sparge in aria, sono oramai qualcosa di caratteristico dell'Oasi di Tremec, chiamata anche da taluni “la città dei fumatori” per l’assiduità con cui questo gesto accompagna la vita quotidiana dei suoi abitanti.

Cenni sulla lingua Tremecciana

L'antico Tremecciano, per definizione la lingua usata nelle sacre scritture come il Tremano, deriva direttamente dalla parlata delle Tende nomadi del passato.
Nei giorni odierni resiste in due diverse sfumature, quella più ruvida ed essenziale degli Assid, e quella più ricercata e melodica delle genti dell'Oasi. Oltre che nei riti e nelle sacre scritture, il Tremecciano resiste alla più moderna tendenza all'uso dell'Ardano (o Comune) solo presso le caste più istruite e le Tende più antiche. Nonostante questo, alcune forme di cortesia resistono nella parlata, come il tipico saluto Salam Aleikun (incontrandosi, Aleikun Salam separandosi), che significa letteralmente Pace su di te/voi.

Altre parole o espressioni che si sono conservate sono:

Tremec: Letteralmente Colui che viene dal cielo nome del Primo Profeta che in seguito diede il nome alla città
Khaab : Tipica erbapipa da masticare o fumare
Sahra'Kbar: Grande Deserto
Simit: Scimitarra
Shamalik: Guerra, battaglia
Jumba: Qwaylar
Maat : Flux o magia
Sahim/a : Mago/a
Djiin: Creatura generata dal Maat
El-Alamyn: Gli elfi, letteralmente gli appuntiti
Drujid: Druido
akh/ukht: Fratello/sorella
habibi/nurì: mio amore / stella mia

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STORIA E ANNALI

Approssimativamente intorno all'anno 2500 C.I., nei pressi di una sorgente nel cuore del deserto delle Terre Selvagge, nasceva la città di Tremec. Quanto annotano gli storici, seppur interessante materia di studio, non è certo affascinante come il racconto che potrete ascoltare dalle genti dell'Oasi.
Infatti, se gli storici possono avere dubbi sullo svolgimento di fatti tanto antichi, i vecchi come i bambini della Stirpe Nera sanno perfettamente quello che accadde, e sanno narrarlo abilmente, così com'è conservato nel prezioso papiro noto come "Genesi di Tremec", parte del Tremano.
La storia che vi racconteranno parla di un popolo stremato e diviso e di una guida saggia e meritevole, che ricevette in dono un'oasi in cui far rinascere la speranza dei suoi fratelli. Un Profeta che, accecato e mutilato, sedeva alla tenda del Dio del Deserto, mostrandosi degno della rivelazione.
Da allora Tremec è enormemente mutata nel suo aspetto, da agglomerato di tende a grande città commerciale, ma la sua gente continua a mantenere intatte le tradizioni antichissime e viva la sua cultura millenaria, considerando sempre l'Oasi un dono di Akkron.

Storia antica

In principio vi era la sabbia e la polvere, la desolazione e lo sfinimento, poichè l'Unico Dio, il Grande e Nobile Creatore Akkron,
attendeva nella sua tenda, aldilà del cielo stellato, in attesa che sorgesse qualcuno degno a cui rivelarsi.
In quel tempo il Popolo Nero era barbaro e senza gloria, esso vagava senza meta nel deserto, adorando falsi dei e sacrificando ad essi poichè l' Unico Dio, ancora non si era mostrato agli occhi di coloro che sono i benedetti custodi della Santa Sunnah.Nutrendosi di locuste e
formicaleoni, enorme era la tribolazione del Popolo Nero, costretto a razziare oltre il limitare della Grande Giungla pur di sopravvivere e garantirsi la sopravvivenza.
Vi erano allora nella cerchia dei guerrieri che comandavano la tribù due fratelli: Tremec e Gurion, il primo era Maestro nell'arte della parola, il secondo Maestro nell'arte della scimmitarra.
Essi giudicavano secondo l'antico codice e scambiavano il khaab con i mercanti settentrionali e con le lunghe orecchie. Con unica mano essi guidavano le carovane del Popolo Nero attraverso le sabbie del deserto.Venne però un mattino della stagione secca, e Gurion fece trovare sellati i lama del sacrificio al fratello dicendo:

"Muoviamo verso Nord fratello, oltre le montagne, abbandoniamo questa distesa di ciottoli e sale, cosa conta sacrificare agli dei del deserto se essi non s'interessano a noi? 400 soli ho contato nel cielo senza che la pioggia bagnasse la mia tenda!"
Allora Tremec lo biasimò e si rivolse a lui esclamando di fronte a tutti:
"Fratello che dici? se noi ora lasciamo la nostra tenda noi saremo profughi e dispersi oltre le montagne, tra le città ed i regni degli uomini vagabondi, come calderai girovaghi e senza meta saremo nelle città del Re d’Occidente! Così come senza la sua terra conta ben poco questa gente, rispondimi ora: cosa conta la vita del Popolo Nero senza il deserto che lo ammaestra alla fatica e all’onore?"
A quel punto Gurion,folle di rabbia,si stracciò le vesti, chiamò i guerrieri in gran parte a lui fedeli e disse:
"Mio fratello è divenuto cieco da non vedere la fame dei suoi figli e sordo per non udire i lamenti delle sue mogli! Sia punito secondo l’usanza!"
Pieno d'ira fece bastonare il fratello dai servi:gli fece cavare gli occhi e spuntare le orecchie, dopodichè chiese alla tribù chi volesse restare con Tremec a morire nel deserto, oppure migrare verso Nord con lui e vivere nelle pianure; dopodichè sellò i lama, i sauri del deserto, gli armenti e i carri e partì con coloro che volevano seguirlo non facendo mai più ritorno nella terra del Popolo Nero.
Molti tra i loro discendenti ritornarono col passare degli anni alla Porta Sublime, ma non trovarono che sterpi e sciacalli, essi sono gli “Assid” i predoni senza Dio che vivono nelle caverne e mangiano i topi. Intanto nel deserto passarono le lune e non appena tornò in grado di camminare, Tremec oramai cieco, cedette il bastone del comando al giovane Shamal affinché lo sostituisse alla guida dei pochi beduini che gli erano rimasti fedeli.
Tremec si fece ripudiare da tutte le sue mogli e vendette tutti i suoi lama,poi una notte si fece condurre oltre gli accampamenti, inoltrandosi nel deserto,poiché oramai egli desiderava solamente morire come era morto suo padre.
Camminava oramai da tre soli e tre notti verso la morte, quando gli parve di udire una voce più potente di ogni altra mai udita in tutta la sua vita, la voce tonante sembrava venire dal basso come dall'alto, da ponente come da levante, chiamandolo ripetutamente la voce gli domandò:
"Da dove sei venuto Straniero? chi ti ha portato sino al mio Santuario? Chi ti ha portato innanzi ad Akkron il Signore del Vento? Siedi alla mia tenda ed io ti rifocillerò!"
Allora Akkron preparò un infuso di foglie di palma e offrì pregiata erba per fumare a Tremec, che giacque assieme a lui nella tenda.Akkron intanto interrogava Tremec sulle virtù e sui 4 Pilastri che rendono tale un Uomo. Finito di fumare Tremec si alzò in ginocchio con grande fatica,tremando, poi disse:
"Il Dio del deserto ti protegga! Sono venuto solo per morire come un beduino merita e come il beduino che mi ha generato ha meritato prima di me! Oh mio Signore; afferrami per i capelli se vuoi poichè sono cieco e non posso vedere la strada dinnanzi a me, mettimi sulla pista Signore ed io me ne andrò di nuovo scalzo per il deserto senza profittare più della tua ospitalità!"
Allora Tremec fu sollevato da terra come se 4 angeli lo sostennessero, si sentì afferrare per le scapole, fintantochè la sua testa non fu immersa completamente in una fonte d’acqua.Quando la stretta lo liberò si trovò innanzi ad una sorgente, egli
imediatamente si tocco le palpebre, ove un tempo vi erano stati gli occhi. Toccò ripetutamente le orbite vuote, senza capacitarsi di ciò che gli accadeva emise come un lamento, ma ben presto il lamento si trasformò in un grido di miracolo poichè nuovamente egli vedeva, aveva così riacquistato la vista per mezzo dell’Unico Dio.
Mise a fuoco lentamente una figura eretta di uomo profilarsi dal centro del lago che scaturiva dalla sorgente miracolosa: indossava un armatura scintillante di bianco avorio e acciaio, un turbante d'oro e sotto il turbante grandi orecchini di pietra nera, i suoi occhi erano del colore del bronzo, la sua pelle era completamente bianca e
risplendeva fortissima come se fosse il sole stesso a splendere di fronte al beduino che lo ammirava. Brandiva, con una mano sola, una grande scimmitarra di fuoco che nemmeno dieci uomini avrebbero potuto sollevare, la mano aveva solo 4 dita poichè l’anulare era mozzato,per ogni dito rimasto portava un anello d’argento ed un anello d’oro.Nel frattempo dal lago iniziarono ad uscire dozzine e dozzine di grossi coccodrilli. La figura riprese a parlare:

"Salam Aleikun nobile Tremec, le tue parole e la tua saggezza mi hanno risvegliato! Tu sia benedetto e benedetti siano i figli ed i figli dei tuo figli fino al giorno dell'Ultima Battaglia! Akkron, L'Unico Dio, il Poderoso, Custode dell'Oasi e dell'Eden oltre la vita che viene su questa terra ti riconosce e ti consegna il suo Santo Nome!D'ora innanzi non avrai sacrifici che per Lui, Il tuo incenso brucerà tutto per onorarlo, poichè Egli ti dona Speranza e Forza! Solo Lui tra tutti gli Dei del Deserto, poichè è l'Unico, il Solo, il Vero, si è commosso guardandoti, il tuo pianto gli ha riempito il cuore, la tua devozione lo ha rallegrato fino alle viscere! Vai ora! Cavalca il Coccodrillo Sacro e conduci il tuo popolo all'Oasi! io ti dono un bastone che non si spezza ed un fuoco che non si consuma! più numeroso della Sabbia del deserto sarà il tuo popolo, più grande della montagna di Lava sarà la tua gloria! Onore ad Akkron, l'Unico Dio!, poichè egli vede senza occhi ed ascolta e serba generoso il silenzio di ogni anima che abita il deserto!"

Fu così che Tremec ritornò a cavallo del coccodrillo presso le sue genti e li condusse all'Oasi dove fece ergere un accampamento stabile, chiamò Raya (la speranza) il lago dell'Oasi, e proibì a chiunque di nuocere ai coccodrilli che la abitavano.
In ogni città ed in ogni regno si seppe della città di Tremec, le carovane presero a giungere alla città del deserto, oro e argento affluivano alle casse della città, con l'acqua del lago si coltivarono i campi e tutta la tribù prosperò e si moltiplicò perchè questa era la volontà e la benedizione di Akkron.A tutti coloro che lo interrogavano Tremec rispondeva:
"Sia Gloria ad Akkron l'Unico Dio, Custode di Lostris, Amico di Tremec, Padrone e Signore del Deserto! Tremino gli dei della Terra al suo cospetto, si inginocchino gli Increduli e i Re delle Lunghe Orecchie, poichè Egli ha donato la speranza al suo popolo assetato, egli ha ridato la vista quando la vista era corrotta! Il suo popolo umiliato ora si fregia del suo Santo nome!"

La Versione degli storici

Tra gli anni 15333 - 9569 C.I. gli storici pongono l’era dell’assestamento, possiamo certamente dire che le popolazioni elfiche e naniche possedevano già imperi avanzati rispetto alla razza umana che invece, cominciava solo in questo periodo a formare i primi insediamenti stabili.
Attraverso racconti uditi tra le strade dell’Oasi da anziani signori e numerosi papiri storici trovati tra gli innumerevoli archivi Tremecciani, gli studiosi riuscirono a collocare attorno all’anno 10000 C.I secondo il calendario umano i primi insediamenti umani nel deserto.
Tali gruppi, sicuramente di razza conosciuta oggi come Tremecciana, vivevano per l’immenso deserto come agglomerati di popolazioni nomadi, sostentate grazie allo sviluppo di una grezza pastorizia e della caccia dei magri animali che popolavano il deserto.
La scarsità d’acqua sembra aver condizionato lo stile di vita di questa popolazione, costretta al nomadismo a causa degli spostamenti obbligati alla sua ricerca. L’organizzazione delle scure popolazioni desertiche doveva essere molto simile a quella tutt’oggi presente nella città di Tremec, ovvero un sistema basato su famiglie di tipo patriarcale.
Da un punto di vista religioso è ormai appurato che l’adorazione era riferita ai così detti “Dei del Deserto” che possono essere ricondotti a semplici riti rivolti a vari elementi naturali come il Sole, il Vento, l’Acqua, la Sabbia, il Fuoco e l’ Aria venerati come forze sovrannaturali, in una maniera probabilmente molto simile a quella delle attuali popolazioni Qwaylar che si trovano tutt’oggi nelle vicinanze del deserto di Tremec. Per svariati millenni non si hanno rilevanti notizie su eventuali fatti accaduti nel deserto, i Tremecciani infatti sembrano aver vissuto isolati per quasi 8 millenni nella loro condizione nomade, completamente separati e sconosciuti dal resto d’Ardania.
La situazione belligerante storicamente creatasi tra popolazioni umane e popolazioni orchesche ha creato un muro che ha permesso agli abitanti del deserto di vivere attraverso il tempo in maniera sconosciuta e indipendente rispetto ad altre zone, dove erano da parecchi millenni presenti le ormai progredite razze elfiche e naniche alle quali era già nota la comune razza umana.
Il primo resoconto scritto e attendibile della fuoriuscita di un Tremecciano dal Deserto cita l'anno 2777 C.I. definito come “Anno del Conflitto dei Saggi” uno dei quali pareva esser proprio un Tremecciano, non abbiamo notizia se costui fosse proprio Abdlin Semreth. Dopo tali fatti il saggio tremecciano sembra poi aver fatto ritorno nel deserto dove si è poi ritirato a vita eremitica, il che porta a supporre che già negli anni precedenti ci fossero stati dei contatti, sebbene molto rari e certo elitari fra i tremecciani e i popoli bianchi.
Questo momento storico sembra essere cruciale per Tremec, dai papiri storici Tremecciani sembra infatti collocabile attorno all’anno 2500 C.I la fondazione nel deserto dell’omonima città, da parte di un uomo di nome Tremec. Non sono riuscito ad avere notizie scritte a riguardo, sembra infatti che l’attuale popolazione tremecciana tenga gelosamente custodito uno scritto da loro denominato “Genesi di Tremec” che viene, per motivi a loro sacri , celato agli occhi degli stranieri, i quali possono avere la fortuna di sentire la storia narrata solo oralmente.
Tale scritto comunque sembra narrare dettagliatamente gli accadimenti che hanno portato alla fondazione della città, l'anziano tremecciano che mi ha raccontato tale storia parlava talmente veloce e infervorato che a malapena sono riuscito a stargli dietro con la penna, purtroppo non sono riuscito a trascrivere tutto alla precisione.
Secondo tale storia pare che al tempo tra le popolazioni nomadi vennero a formarsi due fazioni contrapposte l’una decisa a restare nel deserto conosciuto e capeggiata da un uomo di nome Tremec l’altra invece, capeggiata da Gurion, fratello di Tremec, voleva invece spingersi verso la parte ignota del deserto che avrebbe portato secondo loro verso zone verdi e ben più fertili della calda e arida sabbia. Personalmente ipotizzo che il ritorno nel deserto del saggio tremecciano possa aver portato alla popolazione nomade, informazioni su altre zone d'Ardania che hanno spinto alcuni gruppi a tentare l’avventura nella speranza di raggiungerle.
Purtroppo la bellezza della storia narrata da quel vecchio mi ha portato a fermare la penna per stare ad ascoltare con maggior attenzione, pertanto rimando i più curiosi a Tremec dove facilmente e personalmente, potranno trovare informazioni a riguardo, vi saranno sicuramente Tremecciani veementi e desiderosi di raccontare la Genesi della propria città, non oso pertanto rovinare con la mia penna e i miei ricordi tale storia.
Da un punto di vista storico però sono ormai certo di poter collocare la fondazione della città di Tremec attorno all’anno 2500 C.I e assieme ad esso datare la nascita dell’ odierna religione Tremecciana, del culto di Akkron, fondazione della città e nascita del culto sembrano infatti essere strettamente e direttamente collegate. La città venne fondata dall’uomo di nome Tremec il quale divenne il primo Sultano della cosiddetta Oasi, egli pose le prime pietre attorno al lago che i tremecciani chiamano ancora oggi El-Raya, esso è collocato nel perfetto centro geografico del deserto, e resta ancora oggi un mistero del perché in migliaia di anni queste popolazioni non siano mai riuscite a trovare questa, apparentemente inesauribile, fonte d’acqua nel deserto. L’acqua di El-Raya sembra essere stata la base per il complesso e repentino sviluppo della città e civiltà tremecciana, benché la vita nel deserto rimanesse dura e ostica l’abbondante presenza di questo elemento ha infatti permesso uno stile di vita sempre più agiato, grazie ad un miglior sviluppo della pastorizia e dello sviluppo di particolari tecniche agricole che permettevano la crescita di particolari tipi di piante nel deserto. Agricoltura probabilmente loro sconosciuta in precedenza. Dopo la fondazione della città, la popolazione terminò lo stile di vita nomade, sviluppando l’intensivo allevamento di lama assieme a colture di particolari frutti oggi conosciuti come banane, palme da dattero e cocco, più una strana pianta chiamata da loro Khaab e oggi più conosciuta nelle terre umane con il nome di erbapipa. La civiltà tremecciana pare abbia continuato a vivere isolata nel deserto per ancora 2000 anni circa, i mancati rapporti ed influenze di altre popolazioni e culture è sicuramente stato uno, se non il principale fattore che ha permesso loro lo sviluppo di un’organizzazione politica e civile molto particolare assieme all’affascinante cultura religiosa che possiamo oggi definire per svariati aspetti unica e atipica su tutta Ardania, la sua particolarità pare infatti derivare proprio dall’evoluzione indipendente che è riuscita a sviluppare nel corso dei secoli. La sconfitta delle popolazioni orchesche attorno agli anni 415 C.I permise agli umani un più sicuro accesso ai passaggi che portavano verso le terre selvagge, non vi sono notizie certe sulla data della scoperta della città di Tremec ma essa pare risalire all’incirca intorno all’anno 312 C.I durante il cosiddetto “Anno del Viaggio” molto probabilmente ad opera di viaggiatori e mercanti Eracliani, i quali sicuramente al tempo scoprirono una città già perfettamente organizzata e molto probabilmente già simile a quella tutt’oggi conosciuta, la quale tra l’altro utilizza come i nani, un proprio calendario separato da quello convenzionalmente usato oggi dalla razza umana.
I Tremecciani infatti sembrano datare i loro anni in base al periodo di reggenza del proprio Sultano (che viene adorato quasi come un Dio ) o in alternativa riferito al giorno della fondazione della città da parte di Tremec. Questa seconda datazione sembra essere usata in particolari situazioni, quando i tremecciani necessitano di datare qualcosa accaduto durante il regno di un Sultano che per particolari motivi non può esser nominato. L’incontro tra questi due differenti mondi sembra altresì essere stato l’inizio della grande fama di commercianti che detiene ancora oggi la razza Tremecciana, gli Eracliani infatti, a seguito della scoperta riportarono e commerciarono dall’oriente merci come banane, datteri, pelli di ofidiano, lama, il Khaab (oggi comunemente diffuso ) assieme ad altre tipiche spezie locali ancora sconosciute ai continenti umani ed elfici dove riscossero grande successo portando così a un intensificazione dei rapporti con la nuova città. Con la scoperta delle popolazioni nomadi nordiche, la geografia ardana attorno agli albori dell’impero di Hammerheim era ormai quasi completa, i Tremecciani sembravano essere straordinariamente portati per il commercio di qualsiasi oggetto e la ormai la fama di grandi commercianti era già associata al loro nome, la scoperta dell’esistenza della razza e del regno elfico, in previsione di futuri scambi commerciali pare abbia portato la città di Tremec a degli immani sforzi soprattutto di tipo economico, per la costruzione di un enorme passaggio sotterraneo che ancora oggi collega il continente elfico con la giungla al limite del deserto di Tremec. Pare che già da tempo vi fosse tra i tremecciani, benché raro, l'utilizzo di schiavi di prevalenza razza Qwaylar, le cui motivazioni sembrano risedere in conflittuali motivi storici tra le due razze, pare comunque che per la costruzione del passaggio prima citato vi siano stati i primi veri massicci rastrellamenti della popolazione Qwaylar la quale fu il vero braccio lavorativo che ne permise la costruzione. Non ho notizie precise o sicure né in merito alle motivazioni dello schiavismo né riguardo alla costruzione del passaggio, ma sembra essere proprio questo il momento di totale frattura tra le due popolazioni, frattura che perdura ancora oggi. Tutto ciò non è databile con precisione ma con molta probabilità riconducibile attorno agli anni stessi della fondazione dell'Impero di Hammerheim che secondo il calendario Tremecciano si collocherebbe attorno all’anno 2500 dalla fondazione di Tremec. Ad oggi alle soglie del suo terzo millennio di storia Tremec è una delle più conosciute città commerciali d’Ardania, dove sopravvivono ancora culture e tradizioni forgiate dal deserto, dalla storia millenaria.

Ultimi anni

1° Anno di Abdoul l'eroico 270 a.i.

Sul finire del mese di Forense nell'anno 270, Iaga l'illuminato fu indicato come successore alla guida del popolo di Tremec dall' Ezzedin Ramal Udeen, al Sultano deposto per volontà divina venne concesso il lungo cammino fra le dune, siamo certi che ora sia lì seduto al grande banchetto a vedere i frutti del suo operato.
Il sultanato di Iaga Ibn Shadi verrà ricordato non solo per la sua breve durata (da forense a solfeggiante), ma per le strane congetture e malefizi che accaddero in sua presenza.

Nel mese di Macinale un accordo con gli esuli dei regni, gli abitanti di Loknar, sancì l'inizio di un periodo scuro, in cui parve vedere l'occhio di Akkron chiuder la propria veduta su Tremec come il sole vien coperto dalle nubi nere di una tempesta.

Il mese di Granaio Tremec accorse in sostegno dei suoi alleati sfoggiando tutta la sua potenza bellica, oltre 40 uomini marciarono quel giorno sotto i Vessilli della Santa Oasi, i nemici fuggirono alla sola vista di tale schieramento di forze.
Solo una nota stonò nel trionfo.... a guidare l'esercito di Tremec non vi era il suo Sultano, bensì il Maestro dei dervisci Al Dayan....

A Lithe, mese che sancisce l'inizio della stagione calda, il Sultano Ibn Shadi partì, come era solito fare, ma di lui si persero le tracce, inutilmente i feddhayn cercarono le sue spoglie fra le dune del deserto, egli era scomparso e con se portò la Grande Scimitarra d'Oro da sempre passata fra le mani dei Sultani, Vento del Deserto..... Con grande disappunto accolse questa notizia l'infallibile Ezzedin Al Dayan, difatti succeduto a Ramal Udeen accorso in aiuto al figlio e perito nel proficuo tentativo.

Nel mese di Solfeggiante, Abdul l'Eroico fu posto alla guida del popolo prescelto ed il sole tornò a baciare con la sua benevolenza le dune dell'Oasi, promettendo continuità e rinnovata prosperità. L'infallibile Ezzedin nel mese di Orifoglia, rese noti al suo popolo i frutti dei suoi studi, stabilì che Iaga ibn Shadi sarebbe passato ai posteri come il Sultano Oscuro e che una Fatwa perenne sarebbe pesa sul suo capo, se vi fosse trovata traccia della sua esistenza.
Ma il lavoro oscuro dell'Oscuro Sultano aveva ormai segnato in maniera indelebile l'Oasi e le sue genti, come sparpagliati dal Kamshin si dispersero i figli di Tremec per le terre di Ardania e quei semi malvagi seminati nel segreto non tardarono a germogliare, Abdul l'Eroico li estirpò uno dopo l'altro dando prova di vigore e fedeltà al suo popolo, ed esso cominciò a rinascere col suo Sultano ma poi.....

Il mese di Nembonume i reietti dell'Unico, i condannati a dormire con le bestie e a convivere con le muffe, i Selvaggi Qwaylar, commisero lo scempio, non si sa bene quale fu la causa scatenante tale profanazione, non si sa chi organizzò tale atto vile e oltraggioso, ma il seme dell'Oltraggio crebbe forte sotto gli occhi dei figli di Tremec e compì quel che verrà narrato ai posteri come L'Eccidio Dei Sacri Coccodrilli. Ira sollevò tale atto, una profonda sete di vendetta si insediò nei cuori di ogni tremecciano, mai più sarebbe stata concessa Ospitalità a tali genti ma solo Morte!

1° Anno di Dijon il Giusto 271 a.i.

Con l'inizio del nuovo anno il gran Maestro dei Dervisci Monys Veleynt Daubnahil avvia le ricerche dei Sacri Pilastri, reliquie religiose che in origine erano poste all'Oasi a simboleggiare i quattro fondamenti della religione Tremecciana: Ospitalità, Parsimonia, Vigore, Fedeltà. Nel contempo, come molte altre città ardane, l'Oasi viene attaccata da Minotauri e Uomini Bestia che poi si ritirano in un fortino di legno eretto nel deserto. L'offensiva dell'Oasi è però efficace e, dopo aver eliminato i nemici, il forte viene dato alle fiamme e distrutto completamente. Una strana gemma viene recuperata dopo l'attacco.

Durante il mese di Forense, per l'età e l'uso eccessivo di khaab, ascende al banchetto dell'Unico l' Ezzedin Al Dayan della Tenda Al Mulallah. Gli succede, su indicazione dello stesso Al Dayan, l' Ezzedin Hasan della tenda Kamal. Il Sultano Abdoul "l'Eroico" abdica su indicazione dell'Unico, viene così nominato e benedetto dall' Ezzedin il nuovo Sultano: Dijon "il Giusto" della tenda Kamal[6]. Alla fine di Adulain vengono ultimati i lavori di costruzione del Porto di Tremec, iniziati sotto Abdoul "l'Eroico". Con l'arrivo di Madrigale, dopo un periodo di nuove schermaglie e la cattura di un Qwaylar affetto da licantropia, un esercito dei selvaggi attacca Tremec ma i Feddhayn dell'Oasi respingono e sterminano gli avversari. Ristabilita la pace il Sultano Dijon "il Giusto" prende in moglie la Gran Sacerdotessa di Lostris Rania della Tenda Udeen.

Alla metà di Granaio si conclude la ricerca dei Sacri Pilastri con il ritrovamento dell'Ultimo mancante. Viene indetta dal Tempio una settimana di festeggiamenti e dichiarato il 271 "anno del coccodrillo". Tremec ospita una serata delle Ardaniadi organizzando il palio dell'Oasi.

L'estate passa tranquilla sino alla venuta della "lunga notte" di quel Solfeggiante. L'Ezzedin Hasan Kamal lascia l'Oasi per non farvi più ritorno. Appena risollevatasi dagli attacchi dei demoni e dal lungo buio, dopo varie tensioni Loknar dichiara guerra all'Oasi dando inizio ala Guerra del Deserto.

Nella prima parte di Nembonume, mentre Loknar inizia ad avanzare sul deserto, il Sultano Dijon abdica in favore del nipote, Radish Udeen che si autoproclamerà "il Devoto". Nello stesso periodo viene ritrovato quello che pare essere un testamento dell'Ezzedin Hasan che indica il suo successore alla carica di Ezzedin.
Il nuovo Ezzedin nominato è Rayhan della Tenda al Mansur, che tuttavia non benedice il sultanato di Radish Udeen non legittimandolo. Con la fine del mese ha termine la guerra del deserto con la resa e la deposizione de "il Devoto" e la stipulazione del Trattato del Deserto. Tremec diventa un protettorato di Loknar.

2° Anno di Dijon il Giusto 272 a.i.

Postapritore
L'Oasi, divenuta un protettorato Loknariano, vede un periodo difficile, che si protrarrà per tutta l'annata, dovuto anche alle moltissime perdite subite nella Guerra del Deserto. Il Sultano deposto, Radish “il Devoto” Udeen, che verrà ricordato come “il mai Benedetto”, si dilegua nel nulla poco dopo aver firmato il Trattato del Deserto.

Forense
Sul finire di Forense, per mantenere vive le tradizioni dell'Oasi, la Gran Sacerdotessa Rania Udeen invita il Gerofante Ro' O'Ryan e la sua Cerchia ad una tradizionale serata di racconti a Tremec; svariati narratori si cimentano accompagnati dai musici accorsi. Nel mentre, scopertesi voci sulla falsa abdicazione a favore di Radish Udeen, si riafferma segretamente la figura di Dijon “il Giusto” come legittimo Sultano.

Macinale
Visti i gravi problemi di amministrazione e mantenimento dell'Oasi, dovuti al disinteresse Loknariano per il proprio Protettorato, la gente di Tremec propone a Waqih Udeen di farsi promotore delle loro rimostranze presso il Connestabile e i Consiglieri.

Adulain - Madrigale
Dopo un lungo periodo di valutazione, Loknar assegna a Waqih Udeen la carica di Amir. Il Sultano Dijon premia Waqih nominandolo segretamente Gran Visir.

Granaio
A seguito della sua sparizione, l' Ezzedin Rayhan al Mansur viene deposto ad opera del Tempio di Lostris e con l'approvazione del Sultano e delle tende Antiche. Mancando l'indicazione divina necessaria, il ruolo di Ezzedin resta vacante, e i suoi poteri concentrati nella figura del Sultano. Schiere di cavalieri non-morti marciano su Tremec, che li respinge prontamente a più riprese. In una sortita con l'esercito di Loknar viene distrutto un portale apertosi nel deserto, dal quale fuoriuscivano le orde maledette.

Lithe
Una donna misteriosa semina il panico tra Tremec e Loknar, si fa chiamare Sospiro di Luna e vuole sollevare il popolo tremecciano contro l'oppressore. Dopo svariati misfatti e tentativi, braccata, sparisce nel nulla rinunciando ai suoi intenti, il popolo dell'Oasi la sospettava di essere una Assid della Harais di Usul.

Antedain
Loknar richiede una scorta tremecciana esperta del deserto per portare al villaggio dei lingotti provenienti dal sequestro di merce presso il bazaar dell'Oasi. Presso il fiume Tikri, a ridosso del guado, numerose Harais fedeli ad Usul e guidate da un cantore Assid, bloccano il passo alla carovana, che si trova a lottare per la vita stessa respingendo con successo i predoni, anche se in numero soverchiante.

Solfeggiante
Gli allevatori tremecciani organizzano un'asta di cavalcature pregiate per liberarsi delle bestie inadatte al deserto, frutto di baratti o commerci. I mercanti carovanieri iniziano grandi preparativi per partecipare alla fiera Djaredin di Orifoglia.

Orifoglia
Sul finire di Orifoglia Loknar sequestra tre tende all'Oasi, passate di proprietà in trattative private, sostenendo fossero nuove assegnazioni irregolari dell' Amir Waqih Udeen. Pochi giorni dopo, con questo pretesto, l' Amir viene sospeso dal suo incarico.

Nembonume
A seguito di presunte prove schiaccianti rinvenute nelle tende sequestrate il mese precedente, Loknar accusa le cariche e i capitenda di Tremec di aver violato il Trattato del Deserto. Il consiglio decide quindi l'annessione di Tremec, sospendendo le sue leggi millenarie, sciogliendo gli ordini sacerdotali e vietando la preghiera pubblica e i riti. Decisi a continuare a seguire le loro tradizioni, i tremecciani raccolgono in fretta e furia i loro averi, i papiri più preziosi della biblioteca e i Sacri Pilastri, nascondendoli fuori dall'Oasi, presso depositi in svariate città.
In questo frangente la Vestale Nawal incontra ad Amon Zenithar Almasy, che, discretamente, la mette in guardia dall'imperatore Sharendar e dalle sue amicizie con Loknar. Il nono di Nembonume la Stirpe Nera lascia l'Oasi di Tremec diretta al rifugio dei Raminghi, che la accoglie generosamente per diversi giorni. A seguito di una rivolta, Loknar decima la popolazione rimasta all'Oasi, in quella che verrà ricordata come “Notte del Sangue”. Nei giorni successivi giungono alcuni esploratori Loknariani sino al Rifugio, e tra la paura che la strage si ripeta e quella di coinvolgere i Ramjalar, il Sultano decide di accettare la proposta dello Djare, muovendo quindi con la sua gente per stabilirsi a Kard Dorgast.

Dodecabrullo
Una volta messo al sicuro ogni beduino presso la Gemma, le Vestali di Lostris officiano un antichissimo rito per “rendere” l'Oasi alla protezione dell'Unico, essendo esse impossibilitate a mantenere la loro influenza sulla natura del luogo sacro. Aiutato dai Druidi Anyndel e Holcolleth, il popolo Tremecciano ottiene dal Grande Rosso il permesso di officiare il rito sulla vetta della Montagna Sacra.

1° Anno di Waqih il Risoluto 273 a.i.

Postapritore
I Tremecciani, accolti alla Gemma, si integrano presto, impegnandosi a rispettare le usanze e le leggi naniche. Allo stesso tempo, però, non dimenticano le proprie tradizioni, festeggiando l'annuale Festa della Fertilità e celebrando diversi battesimi, per concessione dello Djare, sull'isola di Varr Nadarun.

Forense
Giunge a Kard Dorgast, dopo il bando da Amon, Zenithar Almasy, che svela allo Djare Dakkar e al Sultano Dijon il Giusto di avere le prove dell' appartenenza dell'Imperatore Sharendar e del Primo Consigliere di Loknar, Mirgal, alla setta di eretici nota come Torre Nera.

Macinale
Con l'arrivo della primavera, sempre sull'isola di Varr Nadarun, i Tremecciani si riuniscono per la Cerimonia della Rinascita; gli ospiti numerosi e gli spettacoli strabilianti rivaleggeranno con le feste tenutesi a Tremec. Durante la cerimonia, la Gran Sacerdotessa Rania Udeen annuncia il suo ritiro a Sacerdotessa Anziana, lasciando la guida del Tempio di Lostris a Nawal al Sabah. Una delegazione tremecciana partecipa a diversi incontri riservati con i rappresentanti dei regni umani e dell'Ordine delle Ombre, che via via permettono di delineare le trame dei seguaci di Vashnar, insinuatisi in ruoli di potere.

Adulain
Grazie alle prove e alle testimonianze ottenute, i Cavalieri dell'Alba processano l'Imperatore di Amon, Sharendar, alla presenza di una delegazione Tremecciana tra svariate altre. In seguito a questo procedimento verrà intimato a Loknar un ultimatum, che comprende il rientro nei confini originari e quindi la restituzione di Tremec.

Madrigale
La città di Loknar accetta l'ultimatum e quindi di ritirarsi dall'Oasi, rendendole l'autonomia. L'11 Madrigale la Stirpe Nera in festa rientra all'Oasi accompagnata dagli amici Djaredin e Amoniani.

Granaio
Dopo un periodo di purificazione rituale, che culmina con il riposizionamento dei Pilastri autentici nei diversi punti dell'Oasi, le Sublimi Porte vengono riaperte agli ospiti, che arrivano su invito da ogni parte di Ardania. Il Sultano Dijon il Giusto abdica in favore del suo Gran Visir, Waqih Udeen, che prende il turbante dorato con l'appellativo di “il Risoluto”.
Dopo anni di amicizia, i rapporti con l'Aracnomante Zarathos e il suo Ordine vengono sanciti per la prima volta per iscritto, con un accordo commerciale e di reciproca difesa. L'ufficializzazione di questo patto fa infuriare gli Djaredin, che decidono di troncare ogni rapporto con l'Oasi.

Lithe
Avuta notizia degli accordi stipulati tra Tremec e l'Ordine delle Ombre, le città elfiche di Ondolinde, Tiond e Rotiniel insieme al villaggio di Loknar instaurano un embargo commerciale sull'Oasi e i suoi cittadini.

Antedain
Tremec organizza svariate battute di caccia per rinfondere le casse dell'Oasi.

Solfeggiante
Giunge voce a Tremec del morbo noto come Mano Nera; subito l'ingresso all'Oasi viene regolato, ma i controlli non riesco ad impedire l'accesso ad un untore. Presto il Sultano stesso si ammala, come gran parte della popolazione. Dopo giorni di agonia, tutti i malati di Tremec si sentono inspiegabilmente meglio. A Palazzo giunge il Saggio Gartax che spiega agli astanti stupefatti di aver versato il giorno precedente una potente cura nelle acque del Raya, che tutti avevano bevuto, ignari.

Orifoglia
Superato il terribile momento della Mano Nera, Tremec torna a festeggiare in occasione del matrimonio tra l' Amir al-Feddhayn Ach'mesh Udeen e la Gran Sacerdotessa Nawal al Sabah. Da tutta Ardania giungono invitati illustri a presenziare alla cerimonia tradizionale, al banchetto e all'antico uso della “messa in tenda”.
Nembonume
A seguito di diverse aggressioni, anche fatali, a scapito di Tremecciani nel Doriath da parte di cittadini di Tiond e Ondolinde, il Sultano scrive ai firmatari elfici dell'embargo, chiedendo spiegazioni a riguardo.

Dodecabrullo
Come stabilito in Adulain con l'ultimatum a Loknar, Tremec concede il controllo dal Surtur ad Amon, unica delle altre parti ancora interessata a stabilirvisi per vigilare sui movimenti degli eretici. Notabili dell'Oasi e di Hammerheim si incontrano per individuare possibili interessi comuni ti tipo commerciale.

2° Anno di Waqih il Risoluto 274 a.i.

Postapritore
Il primo mese dell'anno è per i tremecciani un mese di accordi con i popoli delle Terre verdi.
Viene infatti firmato un trattato con Hammerheim per favorire i commerci tra i due regni mentre si concretizza il patto fatto con le genti di Amon per un accampamento che limiti e protegga l'ingresso delle gole del Surtur affinché niente fugga dalle quella terra maledetta e nulla di sospetto vi entri.
Solo negli ultimi giorni del mese la quiete è turbata da un'incursione notturna da parte di alcuni Dracolich mentre una misteriosa voce si ode provenire dal lago.

Forense
Per svelare i misteri dell'attacco le genti dell'Oasi organizzano un'escursione nel maledetto tempio del Surtur, accompagnati dagli alleati di Luughnasad. Arrivati all'ingresso delle gole si unisce a loro un manipolo di Amoniani del presidio guidati dall'imperatrice Xandra e dal Prefetto Ikarson, presenti sul luogo per un'ispezione. Esplorando le gole colme di non morti viene ritrovato un misterioso altare; si decide di ritornare in seguito dopo attente ricerche.
Dopo dieci giorni le tre città ritornano nelle gole e liberano un tomo dall'altare, facendo ciò vengono attaccati da orde di spettri e nella confusione il tomo viene trafugato.

Macinale
Un'ambasciata di Ondolindelore si reca a Tremec per discutere di alleanze e politiche a cui si accodano emissari non invitati di Tiond. Qualche giorno dopo, come già successo nel continente umano ed elfico, degli spettri, simili a quelli apparsi durante l'incursione al Surtur, invadono il deserto e minacciano l'Oasi. Le porte della città vengono chiuse e il Concilio delle Tende Nobili si riunisce col Sultano e i Visir per discutere della risoluzione.
Aiutati dall'Ordine delle Ombre i tremecciani gettano un misterioso fluido alchemico, preparato dai fedeli di Luugh, nella Grande montagna di Fuoco e spargendo i suoi vapori in tutte le terre selvagge con l'aiuto dei canti delle Vestali di Lostris: all'alba del giorno seguente nessuno spettro vaga in quelle terre, felici i tremecciani festeggiano partecipando anche alle celebrazioni svoltesi ad Amon. Una nuova Oasi, Murahjad viene scoperta nel deserto e benedetta dal nuovo Ezzedin: Kim'Hamm, capotenda degli Jasir.
Durante un'escursione all'Isola dei Draghi le genti dell'Oasi si scontrano duramente coi Druidi dell'Ordine della Quercia, scaramucce continuano nei giorni seguenti sia in quella stessa isola che in altre terre; il Sultano revoca ogni diritto di ospitalità per gli appartenenti a quell'Ordine.
Il 28° giorno del mese, su indicazioni delle Vestali di Lostris, viene celebrata la Festa della Rinascita; i lieti festeggiamenti vengono interrotti da una nefasta tempesta di sabbia. Il tremendo evento scuote fortemente i coccodrilli sacri difensori di El-Raya che si rivoltano contro i tremecciani. Indagini dei giorni seguenti da parte dei Sahim individuano resti di un mistico rituale di natura non arcana che ha causato ciò; i colpevoli non verranno trovati.

Adulain
Nei primi giorni di Adulain una missiva giunge all'Oasi da Loknar: i loknariani chiedono il controllo degli accessi al Surtur e lo scioglimento del patto di reciproca difesa tra l'Oasi e l'Ordine delle Ombre. Il Sultano rifiuta le richieste, ma chiede un chiarimento a Loknar sulla missiva però è costretto, a seguito delle varie ostilità dimostrate, a vietare ai cittadini di recarsi al Villaggio di Loknar.
A metà mese si tiene ad Hammerheim un'importante riunione con presenti quasi tutti i vertici dei maggiori regni di Ardania; sono assenti messi di Helcaraxe (lasciati alla porta) e Luughnasad. Si discute dell'invasione dei non morti, con l'intenzione di accusare Amon, Tremec e l'Ordine delle Ombre degli avvenimenti, senza prove e con testimoni non presenti. Il secondo incontro previsto per chiarire la situazione non si terrà mai.
Dopo degli incontri chiarificatori coi Druidi viene revocato il Taslim che pendeva sul loro ordine.
Negli ultimi giorni l'Alleanza Elfica fa un Ultimatum all'Oasi con le stesse richieste fatte ad inizio mese da Loknar: sciogliere il patto di mutua difesa con l'Ordine delle Ombre ed il controllo degli accessi a Surtur.

Madrigale
Dopo tese Riunioni, grandi discussioni ed attente riflessioni il Sultano risponde all'Alleanza Elfica sospendendo la propria alleanza difensiva con l'Ordine delle Ombre e chiedendo un incontro per discutere più approfonditamente della questione.
L'Undicesimo giorno del mese con una piccola ma solenne e gioiosa celebrazione viene festeggiato il ritorno all'Oasi, avvenuto un anno prima, dopo l'esilio causato dalle decisioni di Loknar.
Il Sultano decide che è necessario catturare nuovi schiavi per ricostruire le mura della città e per rinnovare le disponibilità cittadine. Per questo motivo vengono inviate degli esploratori su Ankor Drek dove vengono trovati due villaggi adatti, il primo poco difeso e facilmente espugnabile mentre il secondo molto più grande e difeso. Subito viene organizzata una spedizione qualche giorno dopo con ottimi risultati.
Sul finire del mese, i più Vigorosi dell'Oasi, si piazzano al secondo posto al Torneo di Hoodimper, organizzato dalla città di Amon.

Granaio
Il nono del mese si tiene presso l'arena dell'Oasi un Torneo Feddhayn per verificare la preparazione del corpo d'élite e valutare eventuali nuovi reclutamenti o promozioni.
L'Oasi, allertata dai religiosi bianchi delle Fenici, partecipa insieme ad altri gruppi alle azioni volte a sgominare un gruppo di fanatici intenti ad evocare un potentissimo djinn di fuoco per scatenarlo su Ardania.
La coalizione sbaraglia gli adoratori e distrugge il djinn, ristabilendo la sicurezza.

Lithe
Una delegazione Tremecciana viene invitata a Rotiniel per discutere, con rappresentanti delle città elfiche, di un’ eventuale estinzione del trattato tra Stirpe Nera e Ordine delle Ombre, dopo la sospensione dello stesso in Madrigale, come atto di disponibilità al dialogo da parte del Sultano.
Le offerte presentate dagli alamyn di superficie non sono però assolutamente adeguate a compensare i benefici e la fiducia oramai ricevuti dall'Ordine, e si limitano, di fatto, a minacce ulteriori.

Antedain
La Cerchia dei Visir, dietro ordine del Sultano, emana un suo Taslim che vieta l'allevamento di bestie delle terre verdi e ne limita la circolazione all'interno dell'Oasi, per preservare le scorte d'acqua. Taslim Sultanale

Solfeggiante
Dopo le fruttuose spedizioni su Ankor Drek per la cattura di schiavi da fatica, i lavori di rifacimento dell'Oasi procedono spediti e necessitano di grandi quantità di materiali.
La Stirpe Nera organizza delle sortite di lavoratori esperti, seguiti da una scorta e da carovane di lama da carico, per la raccolta di pietra lungo il Kamikush e legna nelle terre di Ywul.
L'Amir di Tremec, in accordo con il Generale Oscuro, organizza incontri di allenamento fra l'Oasi e l'Ordine. Vengono scelti luoghi sicuri e distanti dalle città in cui si sperimentano tattiche e strategie diverse, schemi difensivi ed offensivi del sottosuolo vengono appresi per la prima volta dai tremecciani.

Orifoglia
Il decimo giorno del mese si tiene un Grande Torneo di Jan, al quale partecipano molti alleati di Luughnasad e genti da tutta Ardania, sia come concorrenti che come spettatori. L'esperienza della Stirpe Nera nella sua lotta tradizionale, però, permette ad una delle squadre di casa di spuntarla sugli altri, seppur vigorosi, contendenti, aggiudicandosi il titolo di Campioni di Jan.
Il 12 di Orifoglia, la Cerchia dei Visir emana un Taslim su ordine del Sultano, che stabilisce che i suoi Feddhayn non possano essere sottoposti a Ismat (giudizio), se non dal Sultano stesso. Taslim sui Feddhayn
I Tremecciani assistono al Torneo del Campione Oscuro, invitati presso Luughnasad, godendo dello spettacolo e dell'ospitalità.
Negli ultimi giorni del mese l'Oasi è invitata alle celebrazioni per il Rito del Sangue tra il Generale oscuro Sheireen e il Primogenito di Luugh, Thyral. La cerimonia si svolge su un’isola non distante da quella drow, dove viene allestito un sontuoso banchetto.

Nembonume
Si tiene all'Oasi uno dei periodici Tornei Feddhayn, per tenere in allenamento la guardia personale del Sultano e verificare la preparazione degli allievi.
Nella seconda metà del mese, le tenebre discendono su Ardania e con esse temperature rigide e orribili creature mai viste prima. L'Oasi si dispone ad affrontare l'emergenza con misure particolari che riguarderanno la difesa di Tremec, i rifornimenti di cibo e la raccolta di informazioni in tutta Ardania.
Mentre i coccodrilli sacri vengono raccolti nella miniera, per preservarli dalle rigide temperature, storie di una lanterna che può illuminare un'intera città e scacciare le creature dell'ombra giungono all'Oasi.
Durante delle ricerche sulla situazione, un gruppo di Tremecciani ed elfi dell'Ordine delle Ombre scopre un antico portale in una caverna. Esso è collegato con un portale più complesso, situato su un asteroide terroso dal quale è possibile vedere Ardania.
La Cerchia dei Sahim (maghi), si adopera ad evocare un djinn della luce, per carpirgli notizie dal regno dell'invisibile e tentare di risolvere la situazione, anche se i suoi consigli risulteranno molto criptici.
Saputo di un terribile attacco subito dal villaggio di Loknar ad opera di enormi creature umanoidi, i grimlock, il Sultano offre il suo aiuto al Consiglio.
Dopo molti giorni di allerta, e qualche debole attacco respinto dai tremecciani, la luce torna su tutta Ardania. Marinai della Tortuga annunciano nella piazza di Tremec di aver riportato la luce gettando la lanterna nel vulcano a nord e si proclamano salvatori di Ardania.

Dodecabrullo
Nuovi allenamenti al combattimento si svolgono tra l'Oasi e gli alleati di Luughnasad, per essere preparati a difendersi reciprocamente, onorando i patti stipulati.
Alla metà del mese, uno strano e macabro avvenimento scuote l'Oasi: un beduino dà in escandescenze presso la piazza, gremita come sempre nelle ore serali. Tra i farfugliamenti inconsulti viene scosso da forti tremori, finché tra atroci urla di dolore, la sua testa si squarcia e ne fuoriesce una larva di Gazer. Subito i più sapienti si interessano al fenomeno compiendo ricerche.
Il 18 del mese la Cerchia dei Visir, su ordine del Sultano, emana un Taslim che concede ai bianchi ed agli infedeli di giurare fedeltà all'Oasi, ottenendo così alcuni dei diritti dei cittadini.
Come tradizione, il 21esimo del mese si celebra la Festa della Fertilità. L'oasi brilla delle luci delle lanterne e del grande falò, accesi tutta la notte, mentre cittadini e ospiti festeggiano mangiando e bevendo cioccolata e le Vestali del Tempio di Lostris si dedicano ai rituali sacri di rinnovamento della fertilità dell'Oasi. Il ventottesimo giorno, un fragore sveglia i tremecciani in prima mattina. La sabbia trema, ma per fortuna le poche strutture in pietra reggono il violento terremoto.
Non è così per le terre che delimitano il deserto, che si coprono di smottamenti e colline troppo ripide da superare; il Sultano dispone quindi che squadre di esploratori traccino nuove mappe e stabiliscano nuovi percorsi sicuri per le carovane.

3° Anno di Waqih il Risoluto 275 a.i.

Postapritore
Nei primi giorni dell’anno, l’Oasi si riprende dalla paura del violento terremoto e si adopera per rinnovare le mappe dei territori circostanti, adeguando le rotte commerciali alle nuove condizioni. Nel frattempo, i primi bianchi rispondono al Taslim Sultanale sulle Genti dei Djinn http://forum.igz.it/showthread.php?t=456685 , stabilendo un piccolo gruppo di tende fuori le mura.
A seguito degli infruttuosi incontri del Lithe 274 con le città del Dortiat e del loro rinnovo del bando da quele terre dei cittadini dell’Oasi, il Sultano dà ufficialmente disposizioni di limitare gli spostamenti su quelle rotte commerciali all’indispensabile.
http://forum.igz.it/showthread.php?t=457665
Il 21 del mese una delegazione Tremecciana presenzia all'investitura dell'Imperatrice Aris Tescal ad Amon
http://forum.igz.it/showthread.php?t=457771 ricevendo un trattamento degno di un alleato.
Il 24 la gente dell’Oasi si reca ad Helcaraxe per le celebrazioni dello Jol, la squadra tremecciana si distingue nei tipici giochi, vincendo il rinomato torneo Testa di Troll.
Nel corso del mese, altri casi di beduini posseduti si verificano all’Oasi, finchè non ne viene catturato uno ancora in vita, che nasconde una stana pozione.
Dall’interrogatorio dell’uomo e dall’analisi della pozione, si comincia a delineare una storia. Un potente Djiin ha corrotto diversi Assid, inducendoli ad adorarlo come una divinità e legandolì a sè con una sostanza che, una volta assunta, è letale se non si continua a bere costantemente.
Mirkul Jasir, analizzando il liquido con altri Sahim, l’ha scioccamente assaggiato. L’unica speranza per lui è ora uccidere il Djiin. http://forum.igz.it/showthread.php?t=458241

Forense
Nei primi del mese, dopo alcuni scontri con i cultisti del Djiin e coraggiose infiltrazioni tra essi dei fratelli ormai contagiati dal fluido, si è certi di un attacco all’Oasi.
Delle visioni inviate dal potente Djinn, mostrano l’orribile creatura e i suoi adepti celebrare un rito nel tempio di Akkron, in occasione della promessa “Riconciliazione”. L’oasi, con l’aiuto dell’Accademia delle Arti Arcane, attende i cultisti al varco e li respinge, inseguendoli fino nel loro covo, dove pone fine all’esistenza della misteriosa creatura, un Gazer molto antico e potente.
http://forum.igz.it/showthread.php?t=458241
La Cerchia dei Visir indice il semestrale censimento di cittadini e schiavi.
L’Oasi viene invitata dagli alleati dell’Ordine delle Ombre ad assistere ad uno spettacolare torneo di magia e bestie a Luughnasad. I Tremecciani si uniscono al cordoglio per la caduta, durante gli scontri, di Marjal I, il prode gorilla guerriero.

Macinale
Il 16 del mese una delegazione tremeccciana partecipa all’inaugurazione di Forte Agravain, sorto sulle macerie della vecchia Amon.

Adulain
Il 4 le Vestali del Tempio di Lostris tengono nel giardino del gineceo la tradizionale Cerimonia della Rinascita
http://forum.igz.it/showthread.php?t=459714
Dall’inizio del mese, gli alleati dell’Ordine delle Ombre informano il Sultano delle crescenti tensioni nei territori del Treiw Kulg, il quale invia, secondo i patti, aiuti e rinforzi per pattugliare la regione.
E’ durante una di queste ronde congiunte che da Rotiniel, dove si sta svolgendo una cerimonia, uno schieramento dei tre regni elfici appoggiato dai Cavalieri dell’Alba, marcia fuori le mura e si scontra duramente con la compagine di Tremec e dell’Ordine.
Vista la situazione di stallo e la disparità numerica, il Generale Oscuro ordina la ritirata.
Gli scontri, a causa dell’avanzata dell’alleanza elfica, si fanno sempre più serrati, estendendosi in alcuni casi con aggressioni fino alle porte dell’Oasi. La guerra è inevitabile.

Madrigale
E’ nel giorno del 4 madrigale che gli scontri giungono all’apice. Durante l’arco della giornata, la valle di Kelthra è scenario di continue incursioni da parte dell’alleanza elfica, prontamente respinte dai difensori. Dopo il tramonto, fallite le azioni del pomeriggio, l’alleanza elfica decide un attacco in forze.
I difensori resistono a lungo, nonostante la superiorità numerica, e metodicamente decimano gli invasori, riporando minime perdite e infine costringendoli in rotta. http://forum.igz.it/showthread.php?t=460760
A Loknar viene eletto Connestabile Agrares Von Zack, l’Oasi si premura di rimuovere il bando che grava sul suo nome, per agevolare i rapporti diplomatici e distendere i rapporti. http://forum.igz.it/showthread.php?t=460855
Nei giorni 18, 19 e 31 del mese, gli abitanti dell’Oasi vengono invitati ad Amon, in occasione delle celebrazioni del Madrigale http://forum.igz.it/showthread.php?t=460852
Il 23 Loknar revoca l'embargo commerciale che grava sulle merci e le carovane di Tremec. http://forum.igz.it/showthread.php?t=461120 Il 29 si rinnova a Tremec la tradizione antichissima del Palio, indetto dal Sultano Waqih il Risoluto per festeggiare la vittoria al fianco degli alleati nella Valle di Keltra. In questa occasione il Sultano concede alla Tende che hanno partecipato alla battaglia, di fregiarsi del tittolo di Rashu-el Shadiyya (Scudo dei Fratelli). Da diversi luoghi giungono esperti cavallerizzi con le loro bestie migliori, il percorso si snoda fuori le mura e dentro le vie dell’Oasi e sebbene l’altissima qualità di ogni coppia di destriero e fantino, è Ach’mesh Udeen, forte del ruolo di fantino entrante, a sfruttare una partenza improvvisa per aggiudicarsi il trofeo.
http://forum.igz.it/showthread.php?t=461041

Granaio
Il 9 di Granaio, per la prima volta nella storia di Tremec, una donna, Suhair Al Qadir, entra nelle file degli Immortali Feddhayn.http://forum.igz.it/showpost.php?p=6387874&postcount=4 Durante il mese, grazie all’Ordine delle Ombre, alcuni Sahim dell’Oasi vengono a conoscenza di una città magica, chiamata Falil Garil, dove si recano a più riprese per accrescere le loro conoscenze.

Lithe
A seguito dell’elezione a Connestabile di Maluan, Loknar cambia ancora politica nei confronti dell’Oasi, rinnovando l'embargo commeciale. http://forum.igz.it/showthread.php?t=462436 Il Sultano risponde con un editto http://forum.igz.it/showthread.php?t=462540 , nell’intento di non esacerbare inutilmente i rapporti con la casa di Elok.
Nel mentre, i lavori di rinnovo e risistemazione dell’Oasi giungono al termine, vengono rimosse le impalcature e Tremec si mostra in tutto il suo splendore. Il 10 viene ufficialmente riaperta la locanda Ombra del Sole nella sua nuova sede.
I Tremecciani vengono nvitati a Luughnasad ad assistere alla sfida lanciata al Campione Oscuro da parte di uno dei Flagelli.

Antedain
A seguito della lunga collaborazione e dell’amicizia che si protrae dai tempi della caduta dell’Imperatore Sharendar, finalmente il 1° di Antedain Amon e Tremec firmano ufficialmente un Trattato di Alleanza, che regola i rapporti politici, commerciali e amministrativi dei due regni.http://forum.igz.it/showthread.php?p...30#post6409230 I più Vigorosi dell’Oasi partecipano ad una battuta di caccia sull’isola di Samsara insieme agli alleati dell’Ordine delle Ombre.

Solfeggiante
La stagione secca pare non voler terminare, anzi, mostra proprio in questo mese il suo volto più crudele. La vita all’Oasi rallenta i suoi ritmi, in attesa delle prime piogge.
Orifoglia
Il 21 del mese il Sultano con la sua scorta, rientrando all’Oasi, viene attaccato da un orribile mostro tentacoluto, simile ad un gazer. I Feddhayn riescono a respingerlo ed eliminarlo. La notte stessa nasce il nipote del Sultano, Alì Kurosh, figlio dell’Amir Ach’mesh degli Udeen e della sua prima moglie Nawal, Gran Sacerdotessa di Lostris.
Il Sultano ed il suo seguito vengono invitati ad Amon per presenziare alla nomina ad Imperatore del Proconsole Darkbane. Durante il banchetto, il Sultano ed il nuovo Imperatore informalmente rinnovano l’amicizia tra le loro genti ed i patti di Antedain.

Nembonume
Il Purissimo Gineceo del Tempio di Lostris è testimone di un nuovo dono. Dopo secoli di silenzio, torna alla luce uno dei più antichi canti insegnati dalla Prediletta alle sue figlie.
http://forum.igz.it/showthread.php?t...=vento+deserto Gli alleati Amoniani mettono al corrente il Sultano dei crescenti dissidi tra la Guerriera e il Monastero, preannunciando l’intento di intervenire militarmente. L’Oasi offre agli alleati il suo aiuto, supportandoli nell’organizzazione di allenamenti mirati.
Le genti dell’Oasi vengono invitate ad assistere al Torneo del Campione Oscuro a Luughnasad.

Dodecabrullo
Come ogni anno, al culmine dell’Inverno, a Tremec si tiene la Festa della Fertilità, momento di devozione religiosa e grandi festeggiamenti.

4° Anno di Waqih il Risoluto 276 a.i.

Postapritore

Il Sultano di Tremec Waqih Udeen riceve privatamente alcuni rappresentanti della famiglia dei mercanti Quendell, provenienti dalla città di Vessa su Ankor Drek. Presto le due parti trovano proficui accordi comuni, stabilendo una rotta commerciale da Vessa al Porto di Tremec, con spedizioni regolari.
Verso la fine del mese, nel periodo propizio, si tiene la Festa della Fertilità con grandi festeggiamenti per tutta l'Oasi.
Negli ultimi giorni di Postapritore, giungono dal deserto voci di avvistamenti di strane creature simili ad enormi serpenti in grado di muoversi rapidamente sotto le sabbie ed inghiottire un uomo intero.

Forense

I Serpenti delle Sabbie attaccano carovane e viaggiatori nel deserto, terrorizzano i nomadi Assid e si spingono fino alle mura dell'Oasi. Dopo accurati studi svolti dalla Cerchia dei Sahim su campioni recuperati da esemplari abbattuti, i Tremecciani riescono con uno stratagemma a seguire un esemplare fino al suo covo, situato sotto la Piramide e difeso dagli ofidiani stessi.
Verso la fine del mese viene indetto il periodico censimento navale per il porto di Tremec.

Macinale

Vengono pubblicizzati per Ardania i servizi di spedizione dei Quendell, che toccano sempre più porti partendo da Tremec; una giovane della famiglia di mercanti, Ateri, si ferma stabilmente al Bazaar dell'Oasi.
Si decide una spedizione per raggiungere le profondità della piramide ed eliminare il pericolo dei Serpenti delle Sabbie, ma il gruppo non riuscirà a raggiungere lo scopo.

Adulain

Dopo ulteriori ricerche, questa volta con l'aiuto Ordine delle Ombre, i Tremecciani fanno irruzione nella tana degli Ofidiani per stanare gli ultimi esemplari dei Serpenti delle Sabbie. Trovandosi di fronte ad oscure pratiche delle Matriarche Ofidiane sulle loro stesse uova, il gruppo si trova a doverle affrontare prima di poter distruggere ogni uovo rimasto.
Dopo l'impresa, nel deserto non si sono più verificati eventi simili e le creature sembrano essersi estinte definitivamente.

Orifoglia

Per volere del Sultano Waqih il Risoluto, a Tremec viene annullato l'embargo nei confronti di Loknar, atto che aprirà un periodo di nuovi rapporti commerciali fra le due città.

Nembonume

Verso metà di Nembonume, a Tremec viene rinnovato nuovamente il bando di raccolta delle pelli Ofidiane, secondo il quale l'Oasi avrebbe acquistato pelli ofidiane a 6 sicli l'una, per incentivare lo sterminio dei figli di Seth'Ssariss.
Qualche giorno dopo, per volere del Sultano, il Sahim Jasim dei Kyodrum viene nominato Visir dell'Oasi.

Dodecabrullo

Dopo una lunga riflessione a riguardo, il Sultano Waqih Udeen, concede il monopolio della vendita della varietà di Khaab "Raya", dalle miracolose proprietà, alla Tenda Kamal.
Come da tradizione, nel cuore della stagione secca, viene celebrata la Festa della Fertilità che porta all'interno dell'Oasi un periodo di felicità e allo stesso tempo di devozione per tutto il popolo del deserto.

5° Anno di Waqih il Risoluto 277 a.i.

Postapritore

I tremecciani si riconfermano per il secondo anno consecutivo vincitori del torneo Testa di Troll, svolto ad Helcaraxe in occasione della festa dello Jol: la squadra "I lama pazzi" è formata quest'anno dal Capotenda Vashim Kyodrum, l'Amir Najib Jasir ed Armon Farid, delle Genti dei Djinn.
18 PostApritore dell'Anno Imperiale 277:
Il Console Amoniano Alexandros Joriin, dopo aver ricevuto il rifiuto del Sultano Waqih il Risoluto ad appoggiarlo nell'attacco ai territori Hammin, dichiara l'immediato scioglimento dell'alleanza di reciproca difesa stipulata dal popolo delle sabbie con l'impero amoniano nel 275, sotto la guida dell'Imperatrice Aris Tescal.

Forense

Si tiene lo Jan, il tradizionale torneo di lotta tremecciana: viene eccezionalmente vinto dal nordico Neir
Censimento cittadino: quest'anno oltre al classico censimento i Capitenda dovranno dichiarare i rapporti di parentela e gli eredi. A censimento terminato, durante la successiva Riunione delle Tende il Sultano Waqih Udeen dichiara chiuse le tende Ibn Mahadi, Al-Mulallah, Mu'addh, Daubhnail, Assad, Htae, El Kamili e Asalar.

Macinale

A seguito della rottura dei rapporti con Amon, il Sultano impone ai suoi Visir di rivedere tutti i progetti di ampliamento e di ristrutturazione del porto, vista l'impossibilità di far saltare in aria una delle isole dell'arcipelago Magister, come inizialmente pensato.
Gli iniziali studi svolti dai Visir vengono pertanto accantonati ed il progetto completamente rivisto dal nuovo Gran Visir Jasim dei Kyodrum, nell'ottica di ridisegnare la costa ad ovest del Porto, in modo da permettere alle imbarcazioni più grandi di manovrare attorno all'Arcipelago.
Adulain
Il Feddhayn Kadim Al Qadir prende in moglie Kami'la Udeen, giovane nipote del Sultano Waqih: al termine della cerimonia il vecchio Husam Al Qadir, Visir dell'Oasi e zio acquisito di Kadim, cede come dono di nozze il "capotendato" al nipote.
Madrigale
I resti di Yussuf Udeen, nipote del Sultano sparito da diverse settimane dopo esser partito alla ricerca del djinn conosciuto come Incubo, vengono ritrovati nel covo degli Odic situato sotto l'albero degli impiccati nelle colline orchesche.
Nel mentre la Cerchia dei Visir, aiutata dal giovane Yerash Kyodrum, studia la costa a ovest del porto e dopo aver valutato l'ampiezza della porzione da eliminare a favore dell'ampliamento della tratta navigabile, stabilisce come necessari addiruttura 200 mila unità di polvere nera (accidenti al vostro dio minore ).

Granaio

La cerchia dei Visir pubblica il bando di raccolta di minerali grezzi per i lavori di ristrutturazione del porto e produzione della polvere nera, spronando cittadini ed ospiti al lavoro in miniera mentre le giovani donne dell'Oasi si spingono nei piu disparati mercati ardani alla ricerca di minerali comuni; parallelamente, iniziano le prime ricerche per contattare i maggiori maestri nell'arte della produzione di polvere nera: i Djaredin.

Lithe-Antedain
Nei mesi più caldi della stagione secca le attività all'Oasi si riducono al minimo, continua però lentamente l'accumulo di materie prima per i grandi lavori del Porto.

Solfeggiante
Tremec contatta i Djaredin di Kard Dorgast e stipula con loro accordi per la produzione della polvere nera necessaria ai lavori di sbancamento presso il Porto.
I materiali raccolti all'Oasi vengono trasferiti in nave presso il porto Djaredin dell'Arcipelago dei Demoni per la lavorazione.

Orifoglia

Muore il capotenda Vashim dei Kyodrum, durante il tradizionale rito funebre con lettura del testamento, Jasim Kyodrum gli succede alla guida della Tenda.
In attesa della consegna della polvere da parte dei Nani, i tremecciani procedono a disboscare e ripulire la zona di costa ad Est del Porto, che verrà interessata dall'esplosione.
Il Pretore William Leintart, ricevuta dall'Imperatore di Amon Valorium Darkbane la guida della città e dell'impero, a seguito della deposizione del Console Joriin, si reca a Tremec ed incontra il Gran Visir Jasim Kyodrum, porgendo ufficiali scuse all'Oasi per gli errori commessi. La notizia si diffonde rapidamente per le vie dell'Oasi.

Nembonume

17 Nembonume: L'Oasi di Tremec, aiutata dai sapienti Genieri della Gemma, per la seconda volta nella sua storia millenaria dà sfoggio della sua magnificenza, dopo la costruzione del passaggio che separa i due deserti: 200 mila unità di polvere nera vengono fatte esplodere per rimodellare letteralmente la costa delle terre selvagge,
allargando il canale che permetterà alle navi di transitare da ovest attraverso l'arcipelago Magister, fino al nuovo porto di Tremec. Per far fronte all'immenso impatto che tale detonazione provocherà, con conseguente riflusso delle acque sulla terraferma, l'Amir Najib Jasir, i suoi Feddhayn ed altri volontari si adoperano per erigere un enorme barriera di sacchi di sabbia, impalcature di legno e rocce ideata dal Califfo Akilesh Kamal su ordine del Gran Visir Jasim Kyodrum.
Con immensa gioia e soddisfazione, ad esplosione avvenuta, ci si rende conto che le difese hanno retto ed i maggiori danni sono stati evitati.
Nei giorni seguenti l'Oasi si inoltra nella giungla per catturare nuovi schiavi qwaylar da assegnare ai lavori del porto: si imbattono in una feroce tribù, differente da quella di Waka Nui, spintasi incautamente fin quasi ai confini con il deserto Sahra; i Tremecciani catturano diversi schiavi, ma rimangono colpiti dalla ferocia e strenua tenacia con cui questi qwaylar si oppongono, anche a costo delle loro stesse vite, alla cattura.
Hanno inizio i lavori di ristrutturazione del Porto.

Dodecabrullo

Da tutta Ardania si sono mosse delegazioni in visita presso l’ospitale Oasi per prendere parte al rito e ai festeggiamenti per la Festa della Fertilità.
Allo scoccare della ventiduesima ora tutti si recano presso il tempio di Lostris davanti al quale un enorme falò arde ininterrottamente.

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LEGGENDE E CURIOSITA'

Vento del Deserto

Vi è un oggetto che è patrimonio del popolo Tremecciano da quando questo esiste. Tutti i Sultani, dal primo fino all'ultimo, si sono tramandati per secoli un prezioso artefatto come simbolo della loro sovranità.
Si tratta di "Vento del Deserto", o anche Kamshin, nella antica lingua dei nomadi del deserto. Appare come una raffinata scimitarra a due mani, interamente fatta di mithril e con preziose decorazioni in oro. Le sue origini si perdono nella storia antica, al tempo delle piramidi.
Il materiale di cui è fatto, il mithril, potrebbe lasciare supporre che nella sua creazione siano coinvolti persino i nani, prima della loro caduta nelle profondità della terra. Ma di questo non viene fatta parola in nessuno dei vecchi papiri giunti fino a noi, conservati nella biblioteca di Tremec.
Tuttavia la fattura sopraffina e lo stato di conservazione sorprendentemente buono (seppur non perfetto), considerata l'antichità, non sono le uniche peculiarità dell'arma. E' noto, anche se in pochi hanno avuto il privilegio di constatarlo con i propri occhi, che l'arma sia dotata di volontà propria pur non essendo ricettacolo di un particolare spirito incatenato (per quanto se ne sappia).
Sembra avere la capacità di comunicare empaticamente con il proprio padrone e ad un suo comando volteggiare in aria e attaccare indipendentemente con velocità e forza spaventose, divenendo così un arma letale e un avversario praticamente imbattibile. Si dice però che questo potere sia ottenibile (o per meglio dire, la spada stessa "acconsente") solo quando è in gioco la sicurezza dell'intera Oasi e in occasioni veramente importanti. Come se l'arma abbia una coscienza che la spinga ad agire solo in difesa del popolo dell'Oasi.
La tradizione però è stata di recente rotta da uno degli ultimi Sultani. La spada è stata vista infatti l'ultima volta in mano a Iaga Ibn Shadi "l'illuminato", prima della sua misteriosa scomparsa. Egli sosteneva di proteggerla ed utilizzarla per espiare le colpe del proprio popolo, tutt'ora però non si conoscono le sorti né della spada né dell'ex Sultano.

Il Sauro del Deserto

Il Sauro del Deserto è una delle creature più rare che le sabbie del deserto custodiscono. Quasi nessuno della nuova generazione di beduini ne conosce la vera storia, ma se i tuoi impegni te lo concedono, puoi imbatterti nel vecchio Talib, che è solito narrare di leggende che descrivono come quest'essere arrivò a servire la Stirpe Nera. Si tramanda che Akkron un giorno prese una manciata di Kamshin (vento caldo del deserto) e da questo, facendolo condensare, creò un cavallo dalle proprietà strabilianti; Tremec stesso, come è narrato dai testi, parlerà di lui come “Dono del volo senz'ali”.
Le caratteristiche del Sauro del Deserto sono rimaste nel tempo invariate, nonostante le difficoltà dovute alla quasi totale estinzione della sua specie. Ha un'altezza poco inferiore ad un cavallo selvaggio che si può trovare nelle Terre Verdi ed un peso altrettanto inferiore. Presenta una fisiologia unica nel suo genere, tra cui una corporatura più snella, dovuta anche alla mancanza di alcune ossa vertebrali; queste caratteristiche attribuiscono al Sauro una postura meno “rigida”, che gli permette un andatura senza rivali nel deserto. Fisicamente un Sauro si presenta con un fulvo manto a cui si associa una fitta e scura criniera.
Inoltre il Sauro, risulta pensato e creato proprio secondo i principi stessi del Tremano. Quest'ultimo riesce a galoppare con un andatura due volte superiore ad un Lama o un Ostard dei Deserti, e necessita della metà dell'acqua che serve ad uno di questi due animali per sopravvivere. E sappiamo bene tutti quanto l’acqua sia importante in queste zone di Ardania. Quest'essere un tempo popolava le calde dune presso l'Oasi, ma per motivi ancora sconosciuti cominciò a farsi sempre più raro, fino a quando un Sultano, mosso dalla compassione nel veder scomparire una creatura così bella e forte, impegnò la famiglia dei Kamal (nota per le innate abilità con gli animali) nell'arduo compito di far procreare questi esemplari e di non far perdere così il loro sangue puro nel corso degli anni. Ci è ignoto ancora quanto tempo fu necessario, ma da allora i segreti allevamenti Sultanali riuscirono ad offrire ad ogni Sultano uno di questi Sauri. Attualmente, l'unico esemplare che si può ammirare è affidato a Waqih il Risoluto, Sultano dell'Oasi.

Il Grande Rosso

Sulla sommità della catena del Kamikush, tra le infuocate spire di lava del vulcano che sovrasta il deserto Sahra ha posto la propria tana una delle creature più feroci e potenti di tutta Ardania: il Grande Dragone Rosso, noto agli avventurieri delle Terre Selvagge con il nome di Rutu Akbar, Grande Rosso. Nonostante il suo abituale territorio di caccia si estenda sulle terre a nord ovest del Kamikush, popolate dalle tribù dei giganti, comune fonte di sostentamento per la sua mole immane, è capitato in passato che l'attenzione dell'enorme drago si rivolgesse al grande deserto tremecciano, spingendolo ad abbandonare la propria dimora infuocata per volteggiare irrequieto sopra l'intero mare di sabbia che circonda Tremec.

Una leggenda diffusa tra le tribù Assid e raccontate la sera davanti al focolare narra che il Grande Rosso stia in realtà attendendo il ritorno di un antichissimo dragone d'ombra, suo millenario antagonista per il dominio delle vette del Kamikush, sconfitto dopo un terribile scontro la cui potenza devastò i territori circostanti cambiandone letteralmente la conformazione...

Il Coccodrillo Sacro

Tratto da una pergamena del Maestro Al Dayan, proprietà della Biblioteca di Tremec

Il coccodrillo Sacro di Tremec è un animale maestoso. Solitamente lunghi il doppio di un uomo, alcuni esemplari sono arrivati a misurarne anche 3 o 4. Il Coccodrillo è considerato Sacro in quanto, secondo il Santo Tremano, Tremec avrebbe raggiunto il suo popolo per condurlo all'Oasi cavalcandone uno. Generalmente i coccodrilli sono animali pacifici, in media si accoppiano una volta all’anno verso la fine dell’estate. Una femmina depone dalle due alle cinque uova, che generalmente si schiudono durante il mese di Madrigale, quando l’acqua del lago è più alta. Il principale cibo dei Coccodrilli Sacri sono i condannati a morte, un tempo anche gli schiavi Jumba che si macchiavano di reati venivano dati in pasto ai coccodrilli, ma generalmente si nutrono di carne di lama, cavallo e non disdegnano anche altri animali più piccoli come i volatili ed i pappagalli dell’Oasi. Si dice che quando i Coccodrilli Sacri attaccano il Popolo Nero, il Sultano abbia perso la benevolenza di Akkron. Due sole volte successe un fenomeno simile. Durante le Guerre Jumba e durante il Sultanato di Medivh il Fiero. Speriamo non capiti mai più.

Usul

Detto anche Sahra Khawf (lett. terrore del deserto)è l'attuale capo indiscusso dei predoni del deserto, o Assid.
E' un grandioso combattente ma ama muovere le fila sempre ben nascosto, non ama le luci della ribalta e preferisce stare da dietro le quinte.
E' astuto, calcolatore e dalla lingua velenosa, è considerato la maledizione del deserto.
Molte sono le storie su di lui, ma la sua abilità nel nascondersi agli occhi, fa in modo di non avere mai conferme su quali siano vere o false. La principale storia che si racconta è una storia d'onore.

Si dice che circa 16 anni fa il Sultano di Tremec inviò una spedizione dei suoi migliori guerrieri per stanare questa piaga sociale. Usul non fu trovato, ma alcuni dei suoi guerrieri sacrificarono la vita per coprirgli il ritiro, dandogli il tempo di sparire di nuovo. Oltre ai morti, il Sultano riusci a fregiarsi di ben 31 tra feriti e prigionieri. Questi vennero portati a Tremec, per mostrare il segno visibile della vittoria.
Appena due giorni più tardi un esercito di Ophidian, attacco violentemente l'oasi, ed il vecchio Sultano armò i prigionieri, facendoli chiudere fuori dalle porte cittadine.
Non si conosce il perché, fosse appostato nei pressi dell'oasi, ma in aiuto dei suoi uomini morenti, accorse proprio Usul, al comando di un piccolissimo drappello di uomini.
Si racconta che combatterono come demoni e che dopo aver ucciso tutti gli Ophidian, erano tanto esausti da cadere a terra ansimanti. Il sultano fu così colpito dall'ardone dei predoni che non fece uscire nessuno a catturarli, bensì mandò donne con acqua e cibo, prima di lasciarli sparire di nuovo nel deserto.

Usul è anche ritenuto da molti l'unico Al Hashas rivelatosi: gli al Hashas, letteralmente "i sedici", nel dialetto dei predoni, sono un mito diffuso tra gli Assid, ma conosciuto e raccontato anche presso l'Oasi. La leggenda Assid vuole che quando vi saranno 16 guerrieri degni di essere chiamati tali, il loro capo guiderà gli Assid affinchè facciano ritorno all'Oasi per combattere (non si sa se con o contro Tremec) l'Ultima Battaglia. Essi sono venerati quasi come divinità dai beduini del deserto.
Il suo nome ha ripreso a circolare freneticamente tra le carovane e le bancarelle dell'Oasi a seguito del ritrovamento, nei cunicoli Assid che si diramano all'interno della catena montuosa del Kamikush, di monete d'oro recanti incisa la sua effige.

Seth'Sariss

La leggenda vuole che Seth'Sariis fosse una potente e bellissima Sahima punita da Akkron per la sua presunzione di voler guidare una Harahis soggiogandone gli uomini con le arti magiche.
Venne tramutata assieme ai suoi più fedeli seguaci in una orrenda creatura metà umanoide e metà serpente, finendo perseguitata e allontanata da tutte le altre Harahis che finalmente ne
videro la natura infida portata alla luce dalla punizione dell'Unico.
Rifugiatasi nelle profondità della piramide a nord ovest di Tremec, da quel giorno si pensa regni sui suoi simili covando perfidi intenti e piani sinistri per guadagnare altro potere, condannata all'immortalità sotto mostruose sembianze: si dice che tutte le volte che muoia dal suo cadavere si schiuda un uovo contenente la sua nuova essenza, rinata.

Il primo segno di questa setta si mostrò in seguito ad uno strano arrivo al Palazzo di Tremec; un beduino si presentò farneticando, preannunciando la fine di chiunque non si fosse convertito al credo di Seth'Sariss, vecchia conoscenza del popolo di Tremec. La città santa non era l'unico obiettivo della setta, altri nuclei tentarono di insediarsi altrove: a Loknar, nel villaggio Jumba, anche se con scarsi risultati. L'opera di conversione rimase comunque un pretesto, un diversivo per distrarre l'attenzione sulla vera minaccia: tramite una serie di esperimenti i Cultisti erano riusciti a creare una nuova razza di Ofidiani, molto più temibile della razza comune. Fu Mombata uno dei primi a scovare le uova ofidiane e a scoprire le trame della setta. Ovunque i cultisti avevano messo piede, si rinvennero uova, non risparmiando nemmeno il deserto stesso. Vennero però in aiuto al popolo tremecciano i tempi di schiusa delle uova, piuttosto lunghi. Questo permise a un drappello di esploratori di rintracciare un passaggio angusto nei pressi della piramide e, dopo aver vinto la tenace resistenza dei pagani, i servi di Akkron si scontrarono contro alcuni ofidiani nati da una manciata di uova dischiuse. Le bestie avevano una forza immane e un abilità nella lotta di gran lunga superiore agli ofidiani comuni, ciò li rendeva dei perfetti combattenti, tuttavia non riuscirono ad arginare la volontà di Akkron che, per mano del suo popolo prediletto, scelse per loro il riposo eterno. Nonostante questo duro colpo alla setta, non è stata rinvenuta prova certa della loro totale sconfitta, nulla che assicuri un duraturo periodo di pace.

Il Popolo del Lago

" Pesce! Pesce fresco! Visir volete del pesce?!

Così iniziò quella serata Tremecciana.
Vanish con il suo carretto di pesce iniziò la contrattazione dei prodotti col Visir Dijon

" Sapete prima ne ho pescato uno grande così! Dovreste stare attenti, aveva certi denti! "

Disse la donna indicando il lago di Tremec.
Il Visir non dette alcun peso a quelle parole, esagerazioni di una comune pescatrice pensò.
I due si diressero verso il lago Raya affinchè fosse mostrato a Dijon il fantomatico punto dell'esagerata pescata, quando da sotto il pelo dell'acqua strane ombre sembravano offoscare la luce che dalle lanterne notturne si rifletteva sul lago.
Ad un tratto uno strano vortice si formò al centro di Raya scaraventando fuori dall'acqua piccoli e strani uomini pesce cominciarono a invadere le rige del lago.
L'allarme rieccheggiò presto tra le vie della città, accorsero in aiuto Hasan e Nawal Kamal assieme a Baahir Assad supportati da Garlink Turesu ospite dell' Oasi.
Iniziò una feroce battaglia, apparentemente per il controllo dello stesso del lago, i piccoli esserini blu sembravano non finire mai, saltavano fuori dal lago a decine a centinaia..
Quando i tremecciani sembravano ormai avere la meglio un enorme pesce alto quanto tre tende, e largo quanto due lentamente si fece strada fuori dal lago.
Non fu facile abbatterlo ma grazie al coraggio degli uomini del deserto anche quell'ultimo bestione stramazzò al suolo privo di vita. Mentre il Visir si feceva strada tra i cadaveri sparsi sulle sponde del lago un piccolo uomo pesce dal colore verdastro, spaventato alzò le mani in segno di resa.
Dijon rimase profondamente stupito dalla scena e dopo le prime titubanze risparmiò la vita al piccolo essere.
Lo sbigottimento aumentò quando la bestiolina cercò di comunicare con gli umani, dei versi scomposti e incomprensibili accompagnavano i movimenti della strana bocca e nonostante gli sforzi i tremecciani non riuscirono a comprendere quei suoni...quando tra lo stupore generale con una specie di mano iniziò con maestria a disegnare sulla sabbia.
Qualcosa era sicuramente successo al popolo delle acque...mentre il suo dito ricoperto di scaglie scorreva tra la sabbia ripeteva parole sconosciute alla lingua umana ma l'interpretazione dei disegni raccontava una storia al popolo di Tremec...

I solchi raccontavano distintamente la storia...
Un ofidiano dalla pelle blu rubò qualcosa alla tribù del lago..una piccola gemma molto importante per lo strano popolo, fu sotratta dagli ophidiani e portata gelosamente verso la piramide insabbiata.
E lui..da quel che riuscirono a capire, era lo sciamano della colonia deputato alla protezione e adorazione della gemma.

Gli occhi dell' uomo pesce sembravano chiedere aiuto..aiuto che tra lo stupore dei presenti il Visir gli concesse.
Saltellante e apparentemente contento si tuffò nascondendosi tra le profonde acque del lago.
I Tremecciani si prepararono..scimitarre..martelli e coraggio li condussero come tante altre volte tra il buio della piramide insabbiata.
I rumori delle armi rimbombavano tra le pareti di pietra e ad ogni ofidiano morto i tremecciani mangiavano strada avanzando sempre più. Il secondo piano appareva diverso dal solito..una strana sensazione accompagnata da visioni dell' ofidiano blu li colse di sorpresa quando proprio al centro dell'enorme spiazzo centrale fece la sua comparsa un enorme matriarca dalla pelle blu che nel pugno stringeva qualcosa.
La battaglia fu faticosa, numerosi serpenti proteggevano la matriarca, ma ancora una volta come in secoli di storia una scimitarra dorata colpì a morte l' ofidianio.
Mozzatone il braccio e apertone la mano si mostrò agli uomini l'oggetto narrato nei disegni:
era un piccolo e forse semplice rubino dai grezzi contorni ma di un colore rosso intenso come pochi il Visir aveva visto. Infilato in saccoccia tornarono di gran carriera a Tremec stravolti dalla battaglia.
Lo trovarono lì in riva al lago con l'aria disorientata, forse dalle parole di alcuni ospiti che cercavano di spiegargli quacolsa..ma la vista della gemma nella mano del Visir riportò l'eccitazione nel suo volto.
Saltellando bramava la gemma dalla mano del Visir il quale si rifiutò di consegnargliela.

"Cosa sei...tu...bestia?

" Fhydhyas! Fhydhyas !

Urlò la bestiolina osservando la gemma, probabilmente non capì nemmeno cosa il tremecciano gli stesse chiedendo, e Dijon stesso non capì il significato di quella parola...ma fu così che decise di battezzarlo:

Fhydhyas

Fhydhyas offrì al tremecciano una strana scimitarra dalla lama blu, forse preparata per combattere l'ofidiano, lama blu come le scaglie che ricoprivano il corpo dei suoi compagni morti poco prima e la pelle della matriarca...un dono apparentemente offerto in cambio della gemma.
Il Visir aprì i palmi delle mani afferrando la scimitarra con una e offrendo la gemma con l'altra.
La gioia era evidente nello strambo viso di Fhydhyas, con aria interrogativa fece un ultimo disegno sulla sabbia raffigurante la città...

" Tremec "

Gli rispose... Il piccolo Fhydhyas sembrò questa volta capire...e dopo un cenno di consenso si tuffò nuovamente nel lago scomparendo tra le profonde acque...
Il Visir stringeva tra le mani la scimitarra..dono del popolo delle acque del lago alla città Tremec, il popolo di Fhydhyas, forse, per la prima volta nella storia conobbero l'esistenza di quella popolazione...proprio nel giorno in cui il Sultano Abdul abbassò la sua di scimitarra, lasciando il trono della città.
Dijon strinse quel prezioso dono tra le mani, sancendo il divieto di pesca nella parte del lago ove il piccolo essere si era tuffato..

Fu così che a Tremec iniziò la leggenda di Fhydhyas, Popolo delle Acque di el-Raya.

Jalabar Xò'Hlar

Si può dire il più grande mercante conosciuto e che non c'è cosa che non possa vendere o scambiare. Dopo aver passato un lungo periodo a vendere gingilli di vario tipo nell'oasi di Tremec, si è ritrovato in un grande pericolo nella trattazione del libro del Jugghernout. Lui era il possessore di tale libro dal prezzo astronomico di 30 milioni di monete. Dopo aver rischiato la vita per questo libro, si è goduto una lunga vancanza in una sua residenza di villeggiatura (in un isoletta tropicale) godendosi le sue ricchezze. Quindi è tornato in piena attività, lasciando la sua bancarella per trattare soltanto grossi affari (che gli capitano sotto mano di sovente) tra cui la vendita di una boccetta di cura della draconite.
Ha la piu' grande faccia tosta di Ardania ed è materialista fino all'osso. Molti lo considerano però un benefattore. Sembra che sia in grado di padroneggiare il Flux, ma di questo non si è certi. Poco prima dello scatenarsi della Guerra del Deserto, Jalabar Xo'Hlar ha abbandonato Tremec senza lasciare tracce, negandosi ai richiami del Sultano.

La Vestale Offesa

Un racconto che si tramanda di generazione in generazione fra gli abitanti dell’Oasi rende più chiare le motivazioni della particolare venerazione di questo popolo verso le sue sacerdotesse. Si narra, infatti, che molte lune or sono il figlio di un mercante di schiavi, convinto di poter comprare ogni cosa con le sue ricchezze, chiese la mano di una Vestale, ma essa gli fu negata. Egli allora, mosso da rabbia e desiderio, decise di prendere la fanciulla contro la sua volontà. Le sacerdotesse anziane, venute a sapere dell’intollerabile gesto, decisero di punire tutto il popolo dell’Oasi, affinché fosse loro di monito. Le donne si riunirono nel tempio, pregarono la dea ed intonarono uno dei 3 canti “proibiti”.
Nel giro di poche ore il livello dell' acqua del Raya scese vertiginosamente e le piante iniziarono ad appassire. Il Sultano allora, resosi conto che il suo popolo non avrebbe potuto sopravvivere a lungo in tali condizioni, fece catturare il giovane e lo condannò a pubblica decapitazione.
Le sacerdotesse, allora, ritenendosi soddisfatte, intonarono uno dei “canti della vita”, che ridiede vigore alle piante e fece sgorgare nuovamente le acque dalla sorgente sotterranea di Tremec.

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GUIDA AL TREMECCIANO

Questo e' un prontuario per chi si avvicina per la prima volta all'affasciante e sfacettato Background Tremecciano.
Questo tipo di BG racchiude un sé un'infinita' di opportunità ruolistiche che richiamano, in maniera talvolta più o meno marcata, molte peculiarità del mondo arabo ed orientale, ridisegnandole sull'impronta gdristica offerta dal Background di The Miracle Shard.
Ciò ha reso di fatto il gioco tremecciano una scelta interpretativa del tutto singolare e unica rispetto a quanto proposto generalmente dal panorama fantasy del gioco di ruolo, una scelta di gioco non scontata e per alcuni versi non semplice da affrontare, se intrapresa sprovvisti delle giuste informazioni ed accorgimenti.
Questa sezione vuole essere di aiuto sia per chi sta ancora decidendo quale strada percorrere, sia per chi sta già buttando giù le prime righe di BG, sia per chi ha appena ottenuto l'approvazione dei vagliatori e sta per loggare per la prima volta a Tremec 🙂
A seconda della vostra esigenza troverete in questa sezione il paragrafo adatto a voi, per ulteriori chiarimenti non esitate a contattare i regnanti!

PREMESSA
Per prima cosa deve essere chiaro il seguente concetto:

IL TREMECCIANO PUO' VIVERE SOLO A TREMEC E NEL DESERTO

Esiste un vincolo razziale che impone al tremecciano come unico regno Tremec: (regola 22)→ link

Dovete sempre tenere ben presente che il pg tremecciano in gdr è fortemente legato al deserto Sahra e non accetterebbe MAI di viverne al di fuori.
Il deserto è considerato dai cittadini di Tremec territorio del Sultano, quindi qualsiasi accampamento/tenda trovino nel deserto che non sia stata voluta dal Sultano verrà considerata una Harais nemica.

Caso 1: stesura del bg

1 - Tremecciano o Assid?

La prima scelta da fare quando si decide di giocare il personaggio Tremecciano è se farlo originario dell'Oasi di Tremec o cresciuto di una tribù (chiamata anche "Harais") Assid, ossia i tremecciani che continuano a vivere come nomadi all'interno del deserto. Tra gli Assid ci sono quelli che riconoscono l’autorità del Sultano e quelli che non la riconoscono e sono fedeli ad Usul, se da BG appartieni alla seconda delle due potrai interpretare solo il personaggio che ha abbandonato la sua tribù per riconoscere l’autorità del Sultano e vivere all’Oasi. Il consiglio che diamo a chi si avvicina per la prima volta al gioco di Tremec e' quello di farsi originario dell'Oasi, in quanto il personaggio Assid ha convinzioni, atteggiamenti e restrizioni ruolistiche molto più marcate del comune Tremecciano nato e cresciuto dentro Tremec.

2 - Tenda Originaria

Questa scelta e' tanto semplice quanto insidiosa e spessissimo porta molti BG sommariamente validi a finire bocciati: MAI scrivere di appartenere a tende giocate e conosciute (a meno di aver ottenuto l'ok da parte dei regnanti).
Il consiglio che diamo e' il seguente: inventatevi un bel nome mezzo arabeggiante (Al Fatih, Al Muahd, Ibn Lafat, ecc) e giocatevi da BG che appartenete ad una Tenda o Harais SCONOSCIUTA...penserete col tempo in game ad entrare in una tenda RICONOSCIUTA 😉 (Vedi pagina delle tende su questo minisito)

3 - Età del personaggio e Battesimo

Il consiglio che diamo è quello di giocarsi personaggi non troppo giovani, diciamo dai 16 anni in su: scegliere personaggi troppo giovani può comportare compromessi e restrizioni di gioco non preventivate. Non ci sono limiti di vecchiaia, ma considerate che un pg di 80 anni ha ovvie limitazioni gdr
In ogni caso, specificate SEMPRE NEL BG l'età o la data di nascita. Tenete bene a mente che l'individuo tremecciano riceve intorno al decimo anno di età il Battesimo da parte di un membro del Tempio : questo è un passaggio cruciale della vita del vostro personaggio in quanto e' il momento in cui si passa dall'infanzia all'età adulta!
Essere battezzati da bg significa conoscere (in OFF e in ON!!!) i dogmi e dettami BASILARI della religione, come i pilastri, e l'organizzazione del Tempio. Il Battezzato è visto e accettato da tutti come individuo adulto ed in grado di prendere decisioni in maniera consapevole.
Nel caso scegliate di giocarvi il personaggio non battezzato da BG:
- Dovrete specificare perché il vostro personaggio non ha ricevuto Battesimo
- Sappiate che per potersi iscrivere ai registri cittadini di Tremec bisogna aver ricevuto il battesimo!

4 - Aspetto fisico

I Tremecciani sono di razza NERA, evitate assurdità come capelli biondi e occhi azzurri e altre idiozie come il mago muto, sordo o mutilato, perchè i bambini menomati vengono abbandonati nel deserto:  in un contesto di vita come quello Tremecciano chi è inutile per la società potrebbe essere un peso fatale per una tenda.

5 - Classe del personaggio

Solitamente chi sceglie di farsi un personaggio nuovo da interpretare può avere o meno chiara la classe che vorrà giocare. A scanso di equivoci chiariamo due cose:
A Tremec le classi giocabili sono: Mago, Guerriero, Berserk, Rogue, Chierico (paladino), Ranger, Bardo

Se avete però come obiettivo quello di giocare un personaggio che apparterrà ad una determinata casta tenete presente che:
- per giocare il Derviscio e' obbligatorio esser BERSERK
- Per giocare la Vestale: bisogna essere donna, chierico, e da bg il personaggio deve essere stato istruito al Giardino di Lostris.
- per divenire Feddhayn e' prerequisito in game il saper maneggiare una scimitarra ed e' consigliabile essere abili nel corpo a corpo: quest'ultima abilità non e' obbligatoria ma viene richiesta una volta all'anno in occasione del caratteristico Torneo dello Jan (link pagina delle tradizioni)
-Per tutte le altre caste non esistono limitazioni di classe.
N.B. Se decidete di giocare il SACERDOTE dovrete sia a livello di BG che a livello di gioco in game dare particolare risalto alla fede del proprio personaggio in Akkron (punto 6)

6 - Religione

Il punto dolentissimo di ogni BG!
Chiariamo bene a scanso di equivoci: da meccanica potrete scegliere tra DUE divinità: Akkron e Lostris. In game esiste UN UNICO DIO, Akkron! Lostris è protettrice dell’Oasi:
"Si narra sia stata una donna realmente esistita, talmente bella e perfetta che perfino Akkron se ne compiacque ed alla sua morte, avvenuta circa a trent'anni, decise di farla ASCENDERE fino a sé come sua ancella"

Il pg Tremecciano e' fottutamente devoto ad Akkron!
Akkron e' il classico dio biblico, capace di enorme magnanimità come di terribili punizioni: non per nulla il Deserto Tremecciano secondo la tradizione e' il "gentile" dono lasciato da Akkron ai suoi figli dopo che questi si mostrarono ingrati per i doni ricevuti... Spendete SEI righe dico SEI del vostro BG e spiegate in maniera non troppo approssimativa come il vostro pg HA VISSUTO ED INTENDE VIVERE per compiacere Akkron. E' un buon modo per evitare di farsi bocciare il BG per scarsità di contenuti religiosi.
Quindi il vostro personaggio avrà un rapporto con questa divinità che rasenterà il timore reverenziale: farà il possibile in vita per compiacere il proprio dio e rendersi meritevole, una volta morto, di accedere al Grande Banchetto.
Ricapitolando, quando scriverete il BG:

SE GIOCATE UN PERSONAGGIO ORIGINARIO DI TREMEC:

1) Leggete bene questa sezione del sito che vi da le info necessarie su Akkron e Lostris: (link pagina di akkron)

2) Leggete questa sezione del MINISITO (link pagina pilastri)

IN PARTICOLARE:

se scegliete di ruolare un pg non chierico basta che leggiate i seguenti paragrafi:
- i 4 Pilastri, Cosmogonia
se scegliete di ruolarvi un pg chierico che e' stato istruito in game per intraprendere il cammino del tempio (e diventare Ancella di Lostris, Allievo Derviscio, Novizio del Tempio) VI CONVIENE (fidatevi!!) leggervi tutta la sezione.

7 - Cenni storici

Un BG bocciato spesso e' carente di cenni storici. Diversamente dai personaggi di razza umana comune, per la stesura di un BG Tremecciano e' sufficiente andare in questa sezione, paragrafo ULTIMI ANNI (link pagina storia antica)

Inoltre, se intendete giocare un pg vissuto a Tremec non potete non conoscere la storia della fondazione dell'Oasi (sezione Storia e Annali, paragrafo STORIA ANTICA) (link)

Caso 2: Primi passi in Game

1) Appena creato il pg e loggato in game

La vostra condizione iniziale qualsiasi sia l’origine del vostro personaggio (originario di Tremec o Assid) sarà quella di BEDUINO NON ISCRITTO AI REGISTRI CITTADINI.
In parole povere, vi trovate esattamente al gradino più basso della gerarchia sociale, al di fuori di qualsiasi casta e agli occhi del tremecciano siete un signor nessuno. In questa condizione, è fondamentale agire con estrema cautela EVITANDO DI:
- Offendere cittadini ed ospiti -> SALUTATE SEMPRE E SIATE RISPETTOSI VERSO GLI ALTRI TREMECCIANI, onde evitare spiacevolissime conseguenze
- Ignorare gli altri attorno a voi -> potrete anche avere un pg schivo, ma se un tremecciano vi rivolge parola ignorarlo o rispondergli sgarbatamente lo offenderà sicuramente.
- Scambiare la gentilezza, premura e ospitalità di un tremecciano più in alto di voi nella gerarchia sociale come un permesso a comportarvi come suo pari o, peggio ancora, considerarvi suo pari.
- Rivelare di essere un Assid o di avere una qualsiasi parentela/rapporto con Assid (gli Assid sono acerrimi nemici del Sultanato, evitate di farvi odiare da mezza tremec dopo neanche una settimana..)
- Fare i saccenti/miracolati in ambito religioso: nel caso vi ritroviate a discutere di teologia con un membro del Tempio di Akkon o Lostris (sacerdote, ancella, vestale) evitate di spacciarvi per il pupillo di Akkron (averlo visto, parlarci, andarci in tandem..) e soprattutto nel caso vi ritroviate contraddetti da un membro del Tempio ci sarà un perché e voi lo state ignorando, quindi fermatevi, scusatevi ed evitate di trovarvi accusati di blasfemia dopo pochi giorni di gioco

2) Divenire cittadino

Ci sono due modi per divenire cittadino:
- Convincendo un membro di una Tenda riconosciuta a farvi da GARANTE
- Tramite interrogazione da parte della Cerchia dei Visir

*** Garante ***

Tradizionalmente per diventare un cittadino dell’Oasi è necessario presentarsi al cospetto della Cerchia dei Visir accompagnato da un membro di una Tenda riconosciuta che garantisca per voi, assicurando sulla vostra validità e sull’aver verificato lui stesso la vostra preparazione.
NOTA BENE: Un membro di una Tenda riconosciuta accetterebbe di fare da garante solamente ad un aspirante membro della propria Tenda e questo comporta il valutare lui stesso (interrogando a sua volta o dando prove di vario genere da sostenere) se l’aspirante cittadino ha la stoffa o meno per divenire un futuro cotendato…

*** Interrogazione ***

Nel caso si voglia venire iscritti ai registri senza cercare un garante, si può sostenere da soli l’interrogazione da parte dei Visir: si lascia un messaggio sulle bacheche cittadine (non quella verde!) affisse in piazza dove si richiede di poter sostenere la prova per essere iscritti ai registri cittadini; la richiesta deve essere inoltrata alla Cerchia dei Visir.
L’interrogazione mirerà a valutare la conoscenza di tutti i principi FONDAMENTALI per poter essere un cittadino dell’Oasi:
- Sunnah e dei Taslim attualmente in vigore -> Bacheca Leggi
- gerarchia sociale tremecciana -> Gerarchia sociale
- Quattro Pilastri e dei principali dettami Akkroniti -> Religione
- Genesi di Tremec -> Storia e Annali

3) Scegliere una Tenda

Dopo l'iscrizione ai registri cittadini bisogna trovarsi obbligatoriamente una Tenda riconosciuta nella quale venire accettati.
Nel caso si sia richiesto ad un cittadino tendato di farvi da garante, è praticamente scontato che vogliate entrare nella sua Tenda.. Nel caso invece non abbiate optato per un garante, dopo essere stati iscritti ai registri cittadini dovrete decidere in che Tenda entrare.
In questo caso il consiglio è:

In OFF -> Consultate la sezione del minisito sulle Tende giocate e scegliete quella più adatta per il vostro tipo di gioco (ma ricordate che Tende come Udeen e Kamal sono molto esigenti!)
In ON - Agite con discrezione, contattando uno dei membri della Tenda scelta possibilmente lontano da occhi indiscreti (via missiva, in privata sede, ecc.): questo perchè nel caso la Tenda da voi scelta non vi accetti, è nel vostro interesse evitare che le altre Tende sappiano di esser state considerate una seconda scelta...

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LE LEGGI

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Categories:

Regni e Gilde, Tremec