Lex amoniana

Lex Imperialis

*Pregiate pergamene con la trascrizione della Lex Imperialis vengono affisse nelle bacheche delle leggi di tutto l’Impero.
Sotto l’effige del Leone Rampante amoniano, sono elencate le 4 Lex riviste nell’anno 283, con l’approvazione dell’Imperatore Valorium Darkbane*

1. Lex Prima Imperialis – Ordinamento generale dell’Impero, valori, territori, cariche e società.

2. Lex Poenalis – Delitti, pene, provvedimenti.

3. Lex Militaris – L’Ordinamento della via dei Milites, La Legione dei Leoni imperiali.

4. Lex Templaris – L’Ordinamento della via dei Paelati, L’Ordine dei Templari d’Oriente.

Viene inoltre ricordato che

– l’elenco delle disposizioni della Charta Costituzionale Imperiale dell’Imperatore in carica sono visionabili a Castello, nella sala del Trono
– l’elenco dei bandi dall’Impero in forma aggiornata è in fondo alla Lex

***Lex Prima Imperialis***

– Titolo I – Princìpi

Art. 1 – Valori Fondamentali

1. L’Impero amoniano si fonda sulle Otto Virtù identificate durante la sua storia: Onore, Fedeltà, Onestà, Lealtà, Valore, Coraggio, Disciplina e Giustizia.

Art. 2 – Titolarità del Potere

1. L’Imperatore è la massima autorità civile e militare della Guerriera. Egli viene coadiuvato, nello svolgimento dei suoi compiti, principalmente dai Consoli, che sono i secondi in comando, e dal Senato per le rispettive competenze.

Art. 3 – La Lex e il principio di analogia

1. L’insieme dei documenti legislativi di Amon è definito Lex, e consta di due parti fondanti e distinte:
I. la Lex Prima Imperialis;
II. la Lex Poenalis;
2. A questi due elementi si aggiunge la Lex Militaris e la Lex Templaris, che pur non avendo la medesima forza, sono parte integrante del corpo legislativo amoniano.
3. Amon non ammette l’ignoranza della Lex come scusante di una trasgressione, né l’ignoranza di circostanze.
4. Qualora una fattispecie non fosse riconducibile ad una disposizione espressa della Lex, il caso verrà risolto da un Console, da un Senatore, o in sua assenza da un qualsiasi Pubblico Ufficiale, anche in materia penale, facendo ricorso all’analogia con altre disposizioni della Lex o con i principi generali che la ispirano.

Art. 4 – Limiti territoriali della sovranità

1. Il territorio di giurisdizione imperiale è delimitato dai seguenti confini naturali:
I. la catena montuosa dell’Orquirian, a nord ed est, ad esclusione della porzione di terra ove sorge la Fortezza del Sacro Verbo;
II. la costa marina a sud;
III. il fiume Anduvian sulle cui rive sorge Seliand ad ovest;
Appartengono inoltre ad Amon:
I. l’isola battezzata “Hoodimper”, sita di fronte alla costa continentale di Amon;
II. l’arcipelago battezzato “Magister”, in fronte alle coste della giungla di Qwaylar;
III. la penisola di Cheshire, come protettorato dell’Impero.
2. La sovranità dell’Impero Amoniano si estende al di là della terraferma fino a comprendere anche le Acque Territoriali. Si definiscono Acque Territoriali l’insieme delle acque costiere, delle acque interne e delle acque degli arcipelaghi. Di conseguenza rientrano nelle acque territoriali tutte le acque comprese tra Cheshire, l’isola Hoodimper e l’Orquirian a est, fino alla latitudine sud di 47 gradi, e tutte le acque comprese tra le isole dell’arcipelago Magister oltre al contorno ‘a vista della costa’ dello stesso.
3. Capitale dell’Impero, sede del Senato, del comando militare e religioso è la città di Amon. Il territorio dell’Impero è suddiviso nella coorte Occidentale, comprendente i territori di Amon, Eracles e di Seliand e nella coorte Orientale, comprendente Forte Agravain, Cheshire, i territori d’oltre mare e tutte le acque costiere.
4. Chiunque si trovi entro i confini imperiali, è soggetto alla Lex, che sia cittadino o forestiero.

– Titolo II – Simboli Amoniani

Art. 5 – Il Mantello

1. Inequivocabile segno distintivo di appartenenza all’Impero è il mantello rosso, detto “il Cremisi”, consegnato ad ogni nuovo cittadino all’atto del giuramento di fedeltà all’Impero, Lex ed ai suoi simboli.
2. Tutti i cittadini hanno obbligo di indossare il mantello quando si trovano entro il territorio dell’Impero.
3. In stato di guerra dichiarata, i civili mantengono l’obbligo di indossare il mantello solo all’interno delle città, ma sono liberi di celare la loro appartenenza alla città allorquando ne escano, allo scopo di tutelare la propria incolumità.

Art. 6 – Supra Vires

1. Il saluto tradizionale tra i cittadini dell’Impero è “Supra Vires”. Il senso di queste parole, pronunciate in antico imperiale, significa “Al di sopra delle tue forze il tuo onore ti sostenga!”, oppure “Andare sempre al di sopra delle proprie forze!” e “Non fermarsi mai”. Il saluto è un’esortazione a dare sempre il meglio di sé che si rinnova ad ogni incontro.

Art. 7 – Vale Gloria Imperis

1. Il commiato nell’Impero si celebra pronunciando “Vale Gloria Imperis”, a cui si risponde in egual modo o anche con “Semper Vale”. Il significato storico e tradizionale di queste parole è “Che sia Gloria all’Impero” o “Vada Gloria all’Impero” e dunque “Sia così sempre”.

Art. 8 – Usque ad Finem Urbi Fidelis

1. Sono le parole che la tradizione dell’Impero Amoniano assume come grido di battaglia e di unione nello spirito della guerra. Il senso di questa frase è “Fino alla fine fedeli alla città!” ed è il forte calco dello Spirito e dei Valori dei figli di Amon.

– Titolo III – Ordinamento Imperiale

Art. 9 – L’ Imperatore

1. Capo assoluto della città è l’Imperatore, guida e legislatore di ogni comparto amoniano.
2. L’ Imperatore, oltre a possedere tutti i poteri riuniti nel Senato, è insignito anche del potere esecutivo e di un potere legislativo illimitato, è infatti l’unico ad avere facoltà di:
I. emanare sentenze di bando illimitato;
II. promulgare leggi senza la procedura Senatoriale, tramite lo strumento della Charta Costituzionale Imperiale;
III. invalidare con il veto qualsiasi disposizione emanata da un’altra carica cittadina.
3. Nel momento in cui un Imperatore decide di abdicare, egli deciderà il suo successore. A tale decisione può opporsi il Senato con diritto di veto, ma solo se a voto unanime. In caso di morte prematura dell’Imperatore o suo allontanamento permanente, il Senato si riunisce per l’elezione di un nuovo candidato alla guida dell’Impero.

Art. 10 – Il Biconsolato amoniano: i Consoli

1. Il secondo potere dell’Impero è rivestito dalla carica di Console, portavoce dell’Imperatore, rappresentante delle sue volontà e capo del Senato. I Consoli sono due: il Console Militare ed il Console Templare.
2. Guide dell’Impero, per mandato dell’Imperatore, i Consoli assumono questo titolo quando assurgono alla più alta carica dei due organi militari, e paramilitari, riconosciuti dall’Impero: la Legione Amoniana e l’Ordine Templare, rispettivamente quindi il Prefetto del Pretorio e il Sommo Templare.
3. I Consoli hanno uguale potestà nell’Impero, salvo la legittima invalidazione dei provvedimenti emanati dall’altro Console mediante veto dello “ius intercedendi”. Ogni Console è il legittimo capo dell’organo di cui è la massima carica e per esso prende ogni decisione in autonomia, dopo consultazione consolare con l’altro console.
I Consoli insieme sono l’organo esecutivo dell’Impero di Amon, nominati dall’Imperatore stesso, detengono il potere civile, militare e religioso. Nello specifico i Consoli esercitano i seguenti poteri:

– comando degli eserciti, sia militari che templari;
– facoltà di riunire il popolo amoniano per discutere di questioni riguardanti l’Impero;
– facoltà di convocare il Senato per far approvare leggi e provvedimenti;
– sottoporre all’Imperatore, e firmare per suo mandato, Editti, Decreti, Mandati, Epistole della Charta Costituzionale Imperiale;
– amministrare la giustizia civile, militare, ecclesiastica;
– promuovere censimenti della popolazione;
– promuovere e far realizzare opere pubbliche, festività, ricorrenze, cerimonie;
– disporre incarichi e promozioni;
– disporre della diplomazia con incarichi e accordi da sottoporre all’Imperatore.

4. Nel momento in cui uno dei Consoli lascia l’incarico, al fine di assicurare continuità di governo, ha facoltà di proporre il proprio successore, ma questi verrà investito della Stola Consolare solo con l’approvazione dell’altro Console e con l’imprescindibile approvazione finale dell’Imperatore. In assenza di una proposta da parte del Console che lascia, la proposta per il successore viene fatta dall’altro Console o dal Senato, il quale può opporsi alla scelta del successore con diritto di veto, ma solo se a voto unanime. In caso di morte prematura di uno dei Consoli, o di un suo allontanamento permanente, il Console in carica riunisce il Senato per l’elezione della nuova figura. In ogni caso, finché il Biconsolato non torna al completo, il Console superstite riunisce in sé entrambi i poteri consolari.
5. A rivestire la carica di Console può essere designato solo un cittadino di Amon, solamente se graduato all’interno della Legione o dell’Ordine.

Art. 11 – Il Senato e i Senatori[INDENT]1. Organo supremo legislativo ed esecutivo dell’Impero è il Senato.
2. Sono di diritto facenti parte del Senato le più alte cariche della città, ovvero l’Imperatore ed i Consoli. Ad essi si affiancano i Senatori:

– il Tribuno Militare;
– il Primo Templare;
– il Senatore Pro Tempore, se è presente.
Le alte cariche di Senato e i Senatori indossano di diritto la Stola Senatoriale Rossa dopo opportuno giuramento.
3. Il Senato delibera in merito a qualsiasi materia che venga sottoposta alla sua attenzione dall’Imperatore, sia in tempo di pace che in tempo di guerra.
4. Le decisioni del Senato vengono emanate come editti o decreti ed hanno forza di legge al pari della Lex, andando a costituire parte della Charta dell’Imperatore in carica.
5. Il Senato si riunisce a porte chiuse, ed ogni qual volta sia necessario in udienze pubbliche. In casi eccezionali, possono essere invitati ad assistere alle riunioni a porte chiuse civis o forestieri, con diritto di parola solo dopo l’approvazione del Senato.
6. Su proposta dei Consoli, con approvazione dell’Imperatore e con voto a maggioranza del Senato, è possibile conferire il titolo di Senatore ad un Civis che si sia distinto nello svolgimento dei suoi incarichi per fedeltà e dedizione ed il cui giudizio sia utile all’Impero. Tale Senatore prende il titolo di Senatore Pro Tempore ed acquisisce i medesimi diritti e poteri di un Senatore Ordinario, per tutta la durata dell’incarico.
7. Per volontà dei Consoli, con approvazione dell’Imperatore o delibera del consesso dei Senatori, è possibile conferire il titolo di Senatore Pro Tempore ad una persona che abbia ricoperto in precedenza il ruolo di Senatore allorquando si ritenga il suo consiglio degno di considerazione per il bene dell’Impero. Tale onore può essere concesso soltanto a chi abbia abbandonato la propria carica per ragioni onorevoli e valide.
8. Un Senatore perde la propria qualifica allorquando egli perda o rinunci alla propria carica, e non venga insignito del titolo onorario. Un Senatore Pro Tempore perde la propria qualifica per conclusione dell’incarico o per rinuncia volontaria.
9. E’ diritto di ogni Senatore che indossi la stola o le insegne rappresentanti il proprio grado, essere esonerato dagli obblighi di saluto militare in presenza di superiori gerarchici.
10. Il Senato ha il diritto di emanare, con voto unanime, una sentenza di veto nei confronti di qualsiasi decisione presa dai Consoli.
11.Sono facoltà di qualsiasi Senatore e di nessun altro:
I. Partecipare con diritto di voto alle riunioni pubbliche o a porte chiuse del Senato;
II. Arbitrare dispute e dispensare Giustizia;
III. Chiedere udienza privata all’Imperatore anche senza passare per i Consoli.

Art. 12 – La Legione Amoniana

1. La Legione Amoniana, guidata dal Prefetto del Pretorio, è l’unico legittimo corpo militare dell’Impero, come al tempo della sua storica istituzione, i suoi componenti vengono chiamati Leoni Imperiali per onorare il Leone Rampante, simbolo di Amon fin dalla sua fondazione, gli appartenenti alla Legione vengono definiti milites.
La Legione è il corpo armato che riunisce in sé tutti i civis che scelgono di prestare servizio all’Impero con le armi ed i talenti arcani utili alla difesa della città ed alla guerra. Non v’è disparità tra i sessi, uomini e donne godono degli stessi diritti e doveri, così come qualsiasi combattente, sia esso abile nell’uso di armi pesanti, sia nell’uso di poteri arcani o tattiche di ingaggio a distanza.
2. La Legione è regolata nell’Impero dalla Lex Militaris e internamente dal Protocollo, insieme di norme comportamentali e di doveri di ogni milites.

Art. 13 – L’ Ordine dei Templari d’Oriente

1. L’Ordine dei Templari, guidato dal Sommo Templare, consigliere spirituale dell’Imperatore, è l’unico organo religioso riconosciuto dall’Impero. E’ costituito dai civis che scelgono di servire l’Impero tramite la fedeltà ai principi di Fede e Fermezza, in senso al Tempio, attorno al quale operano sacerdoti, paladini con evidenti doni divini, guerrieri, cantori o chiunque altro difenda e promuova la fede degli Dei Giusti umani, la ferrea etica della Giustizia e l’Ordine tramite il sacrificio della propria esistenza in nome dei precetti teologici, morali e spirituali. Essi vengono chiamati in generale prelati.
2. I Templari sono un ordine spirituale, ma anche culturale ed inquisitorio, regolato nell’Impero dalla Lex Templaris, mentre internamente dalla Regola Templare, mansionario di compiti e ritualità, regole comportamentali e doveri propri dell’Ordine stesso e da esso nutrito e mantenuto. Le decisioni prese dall’Ordine, in merito alle condanne di eresiae blasfemia, vengono assunte dal Senato come legge inderogabile.

Art. 14 – Le istituzioni civili e culturali

1. La Magistratura, che ha sede nel palazzo del Governatorato, è l’organo che amministra l’economia, i possedimenti, gli apparati culturali, gli accessi alla cittadinanza dell’Impero. Ad essa appartengono tutti i civis, sia senza altre mansioni che con altri incarichi, ai quali vengono dati compiti e titoli di Magistrato.
2. La Magistratura è guidata dai Consoli ed ha le proprie regole nell’istituzione della Magistratura stessa, secondo Charta Imperiale, ed è soggetta a cambiamenti tramite il medesimo organo legislativo, dopo approvazione senatoriale.
3. Il Circolo dell’Alta Torre è costituita da studiosi dediti all’approfondimento delle arti arcane e delle teorie magiche imperiali, nonché importante circolo di formazione degli strateghi arcani che prestano servizio in Legione.
4. Il Circolo dell’Alta Torre è guidato dall’Alto Arcanista ed è dotato di un proprio statuto, reso esecutivo dalla Charta e soggetto alle variazioni dal medesimo ordine legislativo, dopo approvazione senatoriale.

Art. 15 – Il Prefetto del Pretorio

1. Comandante in capo delle forze armate imperiali è il Prefetto, Console Militare in seno al Senato. Sua è la responsabilità di gestire ed organizzare la Legione.
2. In qualità di comandante della Legione, il Prefetto costituisce il portavoce della Legione nei riguardi dell’Imperatore.
3. Il Prefetto autorizza chi ne faccia richiesta ad entrare in Legione, osservando un periodo di prova col nome di Velite, e ne decide la promozione al grado di Legionario.
4. Il Prefetto è colui che coordinerà tutte le operazioni militari e di ordine pubblico, salvo diversa indicazione dell’Imperatore.

Art. 16 – Il Sommo Templare

1. Guida spirituale dell’Impero e guida dei Templari è il Sommo Templare, console Templare in seno Senato. Sua è la responsabilità di gestire ed organizzare i culti, proteggere l’etica dell’Impero, la cultura religiosa, occuparsi dell’aspetto rituale e processuale contro l’Eresia e la blasfemia in tutto l’Impero.
2. In qualità di comandante dell’Ordine, il Sommo Templare costituisce il portavoce dei religiosi nei riguardi dell’Imperatore.
3. Il Sommo Templare autorizza l’ingresso nell’Ordine, le dispense per poter ritualizzare nell’Impero e decide le mansioni di ogni Templare, dopo averne studiato le virtù e caratteristiche.
4. Il Sommo Templare è colui che coordinerà tutti i processi per eresia e blasfemia nonché gli accordi religiosi con altre chiese o religiosi forestieri, salvo diversa indicazione dell’Imperatore.

Art. 17 – I Delegati di Senato: Veterani e Alto Arcanista

1. I Delegati di Senato non sono Senatori, ma guide civili, o Veterani di Legione e Ordine Templare, invitati di diritto ad ogni riunione di Senato. Non hanno poteri ulteriori rispetto a quelli del proprio incarico, indossano la Stola Senatoriale Bianca e hanno diritto di parola in Senato, se e solo dopo l’approvazione di uno dei Senatori.
2. Il Veterano è un Delegato di Senato e gode della stima riservata a chi ha servito con onore Amon come milites o prelato con incarico di Alto Ufficiale.
5. L’Alto Arcanista è un Delegato di Senato ed è la guida degli Studiosi del Circolo dell’Alta Torre, responsabile dello studio e diffusione della teoria arcana di Amon, nonché incaricato di formare all’uso del flux civis e milites.
6. Chi assume la carica di Alto Arcanista non perde il proprio grado di Legione ed è subordinato ai superiori come chiunque altro, essendo la via dello studio un comparto indipendente ed estraneo alle gerarchie militari. Egli però ha potere in senso di progetti di studio e di ricerca del Circolo, in termini di decisioni ed incarichi, nonché pieno comando sui civis del Circolo.
7. L’Alto Arcanista per la sua conoscenza e capacità decisionale in ambito di strategie magiche, non solo è preposto a coadiuvare gli allenamenti di Legione e dell’Ordine, ma è anche spesso assunto come Centurione Arcano, se egli è un milites.

Art. 18 – Gli Incaricati speciali del Senato: Legato e Questore

1. Il Legato Imperiale è un incarico che viene affidato ad un civis, oppure a un milites o prelato, dai Consoli o dal Senato, ai quali solo risponde, anche occasionalmente, e si rende rappresentante dell’Impero nelle relazioni internazionali finché l’incarico ha valenza, senza nessun cambiamento di stato civile, militare o religioso dell’incaricato.
2. Il Legato mantiene i rapporti con le altre nazioni, riceve i loro ambasciatori e compie i viaggi diplomatici, è autorizzato a concedere permessi di accesso alle terre dell’Impero come Imperatore, Consoli e Senatori.
3. Il legato Imperiale, essendo portavoce di Amon, dovrà mantenere una condotta integerrima ponendosi come rappresentante perfetto dei valori amoniani presso tutti i popoli.
4. Il Legato Imperiale gode dell’Immunità Diplomatica durante l’adempimento delle sue mansioni. Inoltre qualsiasi attacco rivolto al Legato Imperiale in missione diplomatica, verrà considerato da Amon come un crimine contro l’Impero e come tale condurrà alla condanna a morte dell’aggressore anche in contumacia. Salvo fondate discriminanti, l’attentatore verrà punito con la pena del bando.
5. Il Questore è un incarico che viene affidato a un civis, oppure un milites o un prelato, dai Consoli o dal Senato, ai quali solo risponde, qualora ve ne fosse bisogno e anche temporalmente, per redigere il testo delle leggi imperiali e come massimo esperto del corpo della Lex.
6. Il Questore ha mandato di tenere in ordine la bacheca legifera, le librerie della Charta, nonché la stesura dei testi di questa.
7. Il Questore può venire convocato in riunioni senatoriali o non, per esporre gli articoli della Lex utili a risolvere controversie, votazioni, punizioni, nonché ad esprimere la propria opinione in campo penale.
8. Il Questore non ha alcun diritto in più rispetto alle proprie mansioni in altri ambiti, salvo quello di pubblicare sulle bacheche ufficiali Editti o altri documenti legiferi o assistere a riunioni Senatorie per redigere verbali.

Art. 19 – Nozione di Pubblico Ufficiale

1. Si considerano Pubblici Ufficiali: i Legionari, i Centurioni, i Tribuni, i Flamini e Feziali, i Templari e tutti i Senatori e Consoli. Dalla carica di pubblico ufficiale discendono gli oneri, gli onori e le prerogative previste dalla Lex e da tutte le fonti riconosciute della legislazione amoniana.
2. Dovere di ogni Pubblico Ufficiale è vegliare sull’applicazione ed il rispetto della Lex, sull’ordine pubblico all’interno dei confini imperiali e partecipare senza remore alla difesa dell’Impero in caso di aggressione. Ogni Pubblico Ufficiale è vincolato al rispetto dei Valori e della Lex amoniana.

– Titolo IV – Politica Razziale

Art. 20 – Condizioni per la concessione di un permesso di soggiorno agli Elfi

1. Gli Elfi potranno accedere alla città di Amon e in generale ai territori imperiali solo dopo essersi annunciati tramite missiva ed aver ricevuto un permesso firmato dall’Imperatore, da un Console, dall’ufficio del Legato o da un Senatore.
2. Non è pertanto consentito agli Elfi di fare ingresso nei possedimenti Imperiali senza avere previamente ottenuto l’autorizzazione; la violazione di tale precetto, anche se motivata dall’intento di procurarsi in città tale autorizzazione, configura il reato e determina l’immediato allontanamento.
3. Un singolo membro di ogni città elfica, che venga da questa qualificato come Ambasciatore o carica equivalente, verrà riconosciuto tale da Amon e godrà di libero accesso perpetuo nei territori imperiali, limitatamente allo stato di pace. In stato di guerra le frontiere verranno chiuse.
5. Tali disposizioni non sono applicate nei confronti di Elfi che fanno parte di particolari gruppi, i quali hanno perenne accesso all’Impero, senza preavviso e solo se possono dimostrare lo stato di appartenenza. Essi sono:
– Cavalieri dell’Alba
– Ordine della Quercia
– Ramjalar

Art. 23 – I Mezz’elfi

1. I Mezz’elfi saranno tollerati alla stregua degli umani, ma subiranno limitazioni nella possibilità di ricoprire cariche di vertice nella gerarchia militare e religiosa amoniana ed il loro decorso per ottenere il Cremisi, potrà essere più lungo.

– Titolo V – Politica Religiosa e Rapporti con Organizzazioni Esterne

Art. 24 – Libertà di culto e limiti

1. La religione ufficiale è quella degli Dei Giusti, dal Padre Crom – prima divinità di Amon e a cui è dedicata la Cattedrale – alla Madre e consorte Althea, fino ai figli Aengus, Danu, Oghmar e Awen.
Sono tollerati tutti i culti diversi da quelli ufficiali, tranne il culto Eretico, purché non se ne faccia proselitismo e non si officino rituali, salvo diverse autorizzazioni da parte dell’Ordine.
2. In forza di ciò è vietato professare e praticare il culto di Vashnaar, ma anche qualsiasi manifestazione di culto che possa essere ricondotto all’adorazione di demoni e non morti, che Amon non tollererà e punirà, per mezzo dell’Ordine, con la massima severità.
3. In ragione di quanto detto Amon non riconosce l’autorità religiosa nei territori imperiali a nessuno che non sia civis e parte dell’Ordine, o da esso designato, e ciò vale sia per i sacerdoti dei culti riconosciuti da Amon, sia per quelli di religioni esterne.

Art. 25 – Incompatibilità funzionali

1. Un Civis di Amon che appartenga attivamente ad una Organizzazione non cittadina, e che ivi ricopra una posizione gerarchica di rilievo, non potrà far parte della Legione o dell’Ordine, né potrà acquisire alcuna carica di Pubblico Ufficiale o Senatore, a meno di rinunciare alla propria posizione nella Organizzazione esterna.
2. Nel caso in cui detta Organizzazione sia riconosciuta da Amon come criminale, ai suoi membri, anche quando non avessero effettivamente recato danno alla città, non sarà consentito ottenere la cittadinanza Amoniana.
3. Un Civis appartenente ad una Organizzazione riconosciuta come criminale, che abbia celato la propria appartenenza ad essa per ottenere la cittadinanza, non appena smascherato perderà automaticamente la cittadinanza, sarà condannato a morte e bandito per sempre dai territori dell’Impero.

– Titolo VI – Politica Economica

Art. 26 – Regolamenti Economici

1. La Legislazione Edile e Commerciale si intende integrata dai regolamenti nelle rispettive materie emanati dal Senato e resi pubblici tramite affissioni nelle bacheche e presso i mercati dell’Impero tramite Editti e Decreti della Charta Imperiale.
2. Tali integrazioni regolamentano il prezzo dei permessi e le modalità di vendita, acquisto, affitto delle risorse mobili od immobili appartenenti ad Amon.

Art. 27 – Norme generali ed utilizzo delle Risorse naturali

1. Le risorse naturali dell’Impero sono a usufrutto prioritario e gratuito dei cittadini salvo diverse espresse disposizioni.
2. I forestieri che intendessero scavare minerali, raccogliere legna, cacciare, pescare, cercare erba selvatica o coltivare nei territori imperiali dovranno chiederne apposito permesso. Tale permesso viene concesso da Pubblici Ufficiali o presso l’Esattore del Mercato amoniano.
3. Tra le risorse sono altresì inclusi eventuali tesori nascosti in terra Amoniana. Su di essi la Città non impone alcuna tassazione ma pone tuttavia l’obbligo ai cercatori di tesori di richiedere il permesso prima di riportare alla luce un reperto, al puro fine di garantire la sicurezza degli amoniani.

Art. 28 – Norme marittime e sull’attracco

1. Il Porto di Amon e le banchine di Forte Agravain, sono riservate esclusivamente all’attracco delle navi della flotta Imperiale.
2. Le imbarcazioni di proprietà dei Civis possono attraccare gratuitamente presso tutte le coste dell’Impero previa tempestiva dichiarazione dell’imbarcazione all’autorità Portuale e/o in bacheca.
3. I forestieri che intendessero attraccare presso le coste amoniane dovranno pagare un permesso all’Autorità Portuale, o in sua assenza ad un Pubblico Ufficiale o Senatore.

Art. 29 – Alloggi e Recinti

1. Amon è proprietaria di tutte le locande e le abitazioni cittadine, sia quelle in cui sorgono esercizi pubblici, sia quelle adibite ad alloggio privato.
2. L’alloggio privato è prioritariamente riservato ai cittadini, i quali possono richiedere al Senato una casa in locazione vitalizia, che può venire concessa dai Consoli, e che può in qualunque momento essere espropriata per giuste motivazioni. Tra i giusti motivi di esproprio a favore dell’Impero, vi è la mancata custodia dei suoi beni o la custodia incurante del buono stato degli immobili concessi in locazione vitalizia o mensile.
3. I prezzi per la locazione sono adeguati alle dimensioni strutturali dell’edificio, e i prezzi si regolano per mandato Governatoriale, tramite gli Editti economici presenti nell’Impero ed emanati tramite Charta Imperiale.
4. Un’abitazione può venir concessa ai forestieri solo nei pressi di Eracles o Seliand, previa accettazione del regolamento edile. La casa non potrà essere sub-affittata né rivenduta. Quando il proprietario deciderà di andarsene la casa tornerà libera da vincoli nella proprietà di Amon.
5. Una costruzione imperiale, diversa da una abitazione, non può essere venduta o concessa in affitto, salvo le locande.
6. I forestieri che intendono accamparsi con la propria tenda sul suolo Amoniano, devono far richiesta di un permesso ai Consoli, o ad un Pubblico Ufficiale o Senatore. Se trovati privi di tale permesso verrà sequestrato l’accampamento con tutti i beni che contiene e verrà comminata al proprietario una multa di 5000 monete.

Art. 30 – Licenze commerciali e agricole

1. Il Magistrato Economico, i Consoli o in assenza di questi i Senatori, possono concedere licenze di commercio e negozi, sia ai cittadini che agli stranieri.
2. I regolamenti economici sono espressi sotto forma di Editti e Decreti interni all’Impero come parte della Charta Imperiale.
3. E’ tassativamente vietato coltivare sul territorio imperiale, al di fuori dei campi adibiti all’agricoltura, senza un’espressa autorizzazione del Magistrato o dei Consoli, che indicheranno anche la zona prescelta per tale coltivazione.

Art. 31 – Valutazione ufficiale delle materie prime

1. Allo scopo di effettuare qualsiasi pagamento all’amministrazione, sia esso una multa oppure una quota per permessi o affitto o altre similari pendenze verso la città, si consente la possibilità di pagare in natura, fornendo materie prime di comune utilità che verranno valutate secondo i valori stabiliti dagli emendamenti economici pubblicati dal Senato.

– Titolo VII – Charta Costituzionale Imperiale

Art. 32 – Definizione della Charta

1. La Charta Costituzionale Imperiale (CCI) costituisce il documento con cui l’Imperatore esercita il suo potere legislativo ed esecutivo e che racchiude le norme che si integrano o, in caso di contrasto, si sovrappongono alle previsioni della Lex. Tali provvedimenti sono adottati tramite Decreto, Editto, Mandato e in rari casi sotto forma di Epistola.
2. Ogni Console ottiene mandato, alla sua nomina, di emanare per conto dell’Imperatore parti della Charta, dopo approvazione esplicita, al fine di rendere immediatamente esecutivo il potere consolare in caso di necessità o normale amministrazione.
3. Può essere aggiornata in qualsiasi momento con dichiarazione pubblica sulle bacheche imperiali e senza necessità di approvazione Senatoriale.
4. Il Senato, costituito dall’Imperatore in carica, ha l’obbligo di far rispettare la CCI all’interno dell’Impero e può chiederne discussione all’intero delle assemblee senatoriali.
5. La CCI ha valore solo durante il mandato dell’Imperatore che la emette, alla sua morte, successione, deposizione, il successore decide se abolire, integrare, modificare o riscrivere la Charta precedente.

Art. 33 – Decreti, Editti, Epistole, Mandati

1. I Decreti sono provvedimenti di tipo giuridico, amministrativo, civile, militare, emanati dall’Imperatore, facenti parte della CCI.
2. Gli Editti sono leggi vere e proprie con decorrenza immediata alla loro pubblicazione. Possono riguardare anche la modifica o la sospensione di un articolo della Lex e sono il corpo principale della CCI.
3. I Mandati sono compiti, mansioni o incarichi di cui l’Imperatore investe un appartenente all’impero, o ad un suo gruppo, con decorrenza immediata ed obbligo di assolverlo. I Mandati hanno una scadenza definita nell’atto stesso, qualora fosse mancante è da considerare scadenza la cessione della Charta che lo contiene.
4. Le Epistole sono lettere formali che l’Imperatore rivolge pubblicamente agli organi imperiali o a tutti i civis. Lo strumento serve per far pervenire notizie, auguri o notifiche in forma ufficiale e vanno a costituire la CCI come testi da mettere agli atti.

Art. 34 – Pubblicazione e Affissione della CCI

1. Ogni qualvolta che la Charta viene aggiornata l’Imperatore emetterà notifica pubblica presso le bacheche imperiali e ordinerà il deposito del testo originale affinché sia visibile a tutti nell’archivio preposto nella stanza della Charta al Castello di Amon, o in altra locazione resa pubblica.

– Titolo VIII – Inviolabilità della Lex

Art. 34 – Sigillo di inviolabilità

1. Con questo articolo si dispone, in data XXI di Macinale dell’Anno Imperiale 283, per volontà del Senato Imperiale, su benestare dell’Imperatore Valorium Darkbane, la chiusura del procedimento di revisione della Lex.
2. La Lex viene così chiusa e dichiarata non più modificabile, rimanendo la base alla quale Amon torna dopo ogni mandato imperiale. La Charta redatta come nuovo documento per l’esercizio del potere imperiale, costituisce l’unico mezzo per apportare modifiche o nuovi articoli alla presente Lex.
3. La Lex potrà essere modificata nuovamente solo per volere dell’Imperatore in carica, con l’approvazione unanime da parte del Senato e tramite la solenne procedura che investe di questo alto compito gli Estensori.


Gli Estensori, per mandato imperiale
Consoli Sten e Victoria Ek
Anno 283, 176° di Amon


***Lex Poenalis***

– Titolo I – Disposizioni generali di Diritto e Procedura Penale

Art. 1 – Principio di legalità

1. I reati sanzionati dall’Impero sono specificati nella presente Lex Poenalis.
2. I reati vengono suddivisi in tre categorie: Contravvenzioni, Delitti, Crimini contro l’Impero.

Art. 2 – Obbligatorietà dell’azione penale

1. Qualsiasi Pubblico Ufficiale ha il potere e il dovere di sanzionare un reo e qualunque violazione della Lex.
2. Sono Pubblici Ufficiali a questo fine i Legionari, i Centurioni, i Tribuni, i Flamini e Feziali, i Templari, i Consoli e tutti i Senatori nonché l’Imperatore.

Art. 3 – Tentativo

1. Chiunque compia atti diretti in modo non equivoco a commettere un reato, è punito con la stessa sanzione prevista per il reato che intendeva realizzare.

Art. 4 – Elemento soggettivo nel reato

1. Gli elementi del reato sono suddivisi esclusivamente in dolo e colpa.
2. Un reato si intende commesso con dolo quando è presente l’intenzionalità, con colpa quando esso non è dovuto a premeditazione o volontà.
3. Le sanzioni specificate nella Lex per i vari reati, si intendono specificate per i reati dolosi. Nel caso in cui il reato sia colposo, il reo può essere punito con una sanzione diminuita da un terzo alla metà di quanto espresso nel relativo articolo.
4. Chi giustifica un reato commesso (sia esso contravvenzione o delitto) con la mancata presa visione della Lex verrà punito a titolo di reato colposo soltanto la prima volta. In tal caso, il Pubblico Ufficiale che irroga la sanzione ammonirà il reo, invitandolo a leggere il presente documento. Se la stessa persona commette un secondo reato della medesima natura, il reato sarà considerato doloso.

Art. 5 – Concorso di persone

1. Chiunque volontariamente concorra, moralmente o materialmente, con altri alla realizzazione di un reato, risponde del reato commesso col suo contributo, seppure tale contributo non risulti indispensabile alla commissione del reato.

Art. 6 – Obbligo di denuncia

1. Un Civis non ha facoltà di imporre sanzioni, egli è tuttavia tenuto a denunciare un reato a cui abbia assistito, presso un Pubblico Ufficiale che possa intervenire. Relativamente ai reati vale per il Velite o Discepolo lo stesso obbligo del Civis, ma qualsiasi abuso di potere e atti non autorizzati, verranno puniti severamente.
2. Un Civis, un Velite o un Discepolo, che non sono Pubblici Ufficiali ma che siano stati testimoni di un crimine e lo abbiano taciuto, saranno sanzionati a titolo del reato di falsa testimonianza.

Art. 7 – Indagini e sanzioni

1. Ai fini dell’accertamento del reato e dell’irrogazione della sanzione, i Pubblici Ufficiali hanno il diritto di compiere le seguenti azioni nei confronti di chiunque si trovi entro la giurisdizione cittadina:
I. interrogare;
II. perquisire;
III. multare;
IV. arrestare, anche a titolo preventivo per accertamenti;
V. intimare l’ordine di ALT;
VI. intimare un ordine di qualsiasi genere finalizzato all’indagine o alla sicurezza dell’Impero;
2. Chi si rifiuti di collaborare assecondando il Pubblico Ufficiale nell’espletamento di una delle suddette funzioni, incorre nel reato di Resistenza e pertanto riceve la sanzione relativa, che eventualmente si aggiunge agli altri capi d’accusa accertati sulla sua persona.
3. Chi non si ferma all’ALT di un Pubblico Ufficiale in città, verrà segnalato alle autorità supreme le quali provvederanno all’adeguata punizione.
4. Fuori dai centri abitati, chi non si fermi all’ALT tentando la fuga, sarà inseguito, attaccato ed il suo atto denunciato. Il reo verrà punito per il reato di Resistenza.

Art. 8 – Procedimento straordinario di accertamento

1. Nel caso di questioni controverse e dietro autorizzazione di un Console, potrà essere celebrato un processo, presieduto dal Console medesimo, che valuterà le eventuali testimonianze ed emetterà una sentenza.
2. Il processo è unico e la sentenza definitiva. Non esiste la possibilità di presentare ricorsi.

Art. 9 – Limiti alla potestà punitiva

1. Quando la sanzione consiste nella detenzione, l’esecutore della stessa deve annotare i dati personali del detenuto, e i limiti temporali della reclusione, nella apposito registro all’interno del palazzo delle prigioni.
2. Una sentenza di bando potrà essere emessa solo dall’Imperatore, e a nessuna carica è consentito disporre tale sanzione.
3. Un Pubblico Ufficiale che fosse accusato di abuso di potere nell’esplicazione della propria potestà punitiva, potrà essere sospeso immediatamente dall’incarico, qualora risultassero gravi indizi di colpevolezza. Il Console Militare o Templare deciderà della sua definitiva destituzione o, al contrario, del suo reintegro effettivo, sulla base delle testimonianze e delle altre prove raccolte.

Art. 10 – Limiti di movimento e d’indagine

1. Nessun esponente di ordini religiosi o cavallereschi ha, per la sua appartenenza all’ordine, libertà di movimento entro i territori amoniani, e chiunque si rechi entro i confini dell’Impero per azioni armate o di indagine, lo può fare solo dopo avere informato il Senato e (se la cosa riguarda la religione) l’Ordine, in modo palese o segreto, secondo il caso.
2. Inoltre, qualsiasi indagine, tocchi i territori imperiali o i cittadini amoniani, diventa di esclusiva ed assoluta giurisdizione dell’Impero.
3. Chi venga sorpreso a compiere indagini, raccogliere prove, e quant’altro, senza che ne siano stati informati i suddetti organismi, dovrà pagare una penale di 5000 monete e gli verrà negato l’accesso ai territori amoniani per tre giorni.

Art. 11 – Immunità diplomatica

1. Il Senato ha facoltà di conferire e revocare l’immunità diplomatica entro i confini imperiali a qualsiasi cittadino o forestiero.
2. Chiunque goda dell’immunità non potrà essere in alcun modo perseguito legalmente all’interno dell’impero. Le cariche dell’Imperatore e del Legato, e degli ambasciatori stranieri, durante lo svolgimento delle proprie funzioni godono de iure dell’immunità.

Art. 12 – Recidiva e Diffida

1. Quando la sanzione è costituita da una multa in denaro, essa è aumentata della metà in caso di recidiva.
2. La recidiva è dichiarata quando il reo abbia commesso in precedenza un reato della stessa indole.
3. La pena pecuniaria è altresì raddoppiata se il reo ha la qualifica di Pubblico Ufficiale.
4. A propria discrezione, un reo ha facoltà di pagare la multa irrogata in denaro contante, oppure in materie prime comuni. In tal caso, ogni unità di materiale equivarrà ad una quantità di denaro fissata, secondo la valutazione sancita nella sezione Economica della Lex Prima Imperialis. Tali valutazioni ufficiali non sono in alcun modo rapportate con le valutazioni commerciali comuni, e non sono passibili di trattazione.
5. Qualora il reo non possa o non voglia pagare la pena pecuniaria comminatagli, tale pena è automaticamente convertita in detenzione. È fatta altresì salva la possibilità di punirlo anche a titolo di resistenza, qualora ne ricorrano gli estremi.
6. La Diffida è un ammonimento, previsto tassativamente dalla Lex, da parte di un pubblico ufficiale che si concreta in un ordine di allontanarsi dalla città o centro abitato in cui ci si trova al momento della diffida per il tempo di un giorno. Qualora questo ordine non venga eseguito si incorre nel reato di Resistenza.

Art. 13 – Dichiarazione di Fellonia

1. Una persona non cittadina viene dichiarata “Fellone” quando i suoi atti vengono riconosciuti come oltraggiosi nei riguardi dell’Impero di Amon e dei suoi princìpi, seppur non diretti a danneggiarne la sovranità.
2. Un amoniano che abbandoni la Legione, l’Ordine e/o la città senza fornire ragioni ritenute valide dal Console e dall’Imperatore, verrà dichiarato Fellone.
3. Le persone sulle quali venga imposto questo titolo sono a tutti gli effetti dichiaratamente sgradite entro i confini imperiali. Tuttavia, non avendo commesso atti criminali verso l’Impero, non grava su di loro un bando. Essi sono dunque autorizzati a recarsi nei territori imperiali, a usufruire di tutti i servizi normalmente concessi ai forestieri con le eccezioni del comma seguente.
4. Un Fellone, essendo una persona che ha tradito gli ideali di Amon, non riceve tuttavia da Amon alcuna apertura collaborativa egli non potrà richiedere permessi di sfruttamento per qualsivoglia risorsa, nonché per esercizi commerciali e case. Il Fellone riceverà un trattamento consono al suo stato e non avrà alcun diritto a sporgere ricorso per il disprezzo con cui sarà trattato.
5. Non è comunque consentito ad alcun Civis o Pubblico Ufficiale esercitare abusi di potere su un Fellone, né passare a vie di fatto o scacciarlo dalla città, fin quando il Fellone sia rispettoso della Lex.

Art. 14 – Detenzione

1. La detenzione si sconta nelle carceri imperiali o in quelle Templari, a seconda del reato se di tipo penale o religioso. Alla detenzione si accompagna sempre la confisca, a favore dell’Impero, di tutti i beni di valore in possesso del reso, esclusi i beni di assoluta necessità come vesti comuni e cibo. Unica eccezione a questa previsione è la detenzione cautelare prevista dall’Art. 28.

Art. 15 – Bando

1. Il bando dall’Impero comporta l’allontanamento di una persona da tutto il territorio imperiale. Viene emesso ai danni di un criminale pericoloso, riconosciuto tale in conseguenza di atti estremamente gravi contro l’Impero.
2. All’interno dei villaggi e delle città Imperiali (Amon, Eracles, Seliand e Forte Agravain), il bandito verrà arrestato e condannato a morte con esecuzione immediata, i suoi beni verranno confiscati e gli sarà negata l’assistenza dei curatori cittadini. Tale trattamento verrà ripetuto ogni qual volta il reo sia ritrovato nei centri abitati, senza alcun limite.
3. In tutto il territorio imperiale, ogni Ufficiale ha il dovere di affrontare un bandito e ucciderlo o morire nel tentativo. La fuga senza combattimento, da parte di un Legionario, dinanzi ad un bandito verrà trattata alla stregua del reato di cospirazione.
4. Qualunque Civis ha la facoltà ma non l’obbligo di attaccare a vista un bandito.
5. Il bando può essere revocato allorché il criminale bandito si costituisca e riconosca i propri crimini, accettando di scontare una pena adeguata alla ragione del bando.

Art. 16 – Procedura di ricorso ufficiale

1. Un indagato che reputi di avere subìto un trattamento inadeguato e ordini degradanti e inutili, o che ritiene di aver subito una sanzione ingiusta ha facoltà di fare ricorso presso il Senato.
2. Il ricorso può essere presentato entro sette giorni dalla vicenda per cui viene effettuato
3. Il Senato deciderà insindacabilmente sul reclamo provvedendo ad un risarcimento qualora questo sia fondato o diversamente ad un inasprimento della sanzione qualora si convinca della sua pretestuosità.

– Titolo II – I Reati

Art. 17 – Le Contravvenzioni

1. Le Contravvenzioni comprendono i reati meno gravi che sono puniti con una pena pecuniaria.

Art. 18 – Evasione Fiscale

1. Chiunque non ottemperi, nonostante il richiamo di un Pubblico Ufficiale, al pagamento di un’ammenda o contravvenzione, è punito con una pena pecuniaria pari al doppio dell’imposta dovuta. Chiunque non ottemperi al pagamento di un’imposta o una tassa, risponderà dell’ammenda prevista dai rispettivi regolamenti edili o commerciali.

Art. 19 – Mancata esibizione del Mantello

1. Il cittadino che, anche se appartenente ad enti esterni alla città di Amon, fosse trovato a non indossare il Mantello cittadino entro il territorio imperiale, è punito con la pena pecuniaria di 2.000 monete.

Art. 20 – Maschere

1. Chiunque indossi in città, comprendente anche la zona residenziale fuori le mura, indumenti o elmi che impediscano il riconoscimento del volto è punito con la pena pecuniaria di 2.000 monete.
2. Chi si rifiutasse di togliere tale copertura nonostante l’ordine di un Pubblico Ufficiale, risponderà del delitto di oltraggio e sarà soggetto alla relativa sanzione, unitamente a quella di cui al presente articolo.

Art. 21 – Comportamento indecente in luogo pubblico

1. Chiunque si mostri in città con abbigliamento osceno, o si comporti in modo tale da suscitare sdegno, è punito con la pena pecuniaria di 2.000 monete.

Art. 22 – Deturpazione

1. Chiunque deturpi Amon, le strade o gli edifici siti nei possedimenti imperiali sarà punito con un’ammenda di 5.000 monete.
2. E’ intesa deturpazione anche la violenza inutile contro animali in città o azioni che ledono la serietà e il rigore della città e saranno puniti con 5.000.

Art. 23 – Accensione di fuochi

1. E’ vietato accendere più di un fuoco nei boschi ed è obbligatorio controllare che questo non si propaghi. Chi venga sorpreso a lasciar accessi falò è tenuto al pagamento della somma di 2.000 monete. E’ previsto il cumulo della pena, a discrezione del pubblico ufficiale, in relazione alla molteplicità eventuale delle infrazioni.

Art. 24 – Conduzione di cavalcature ed animali esotici in città

1. E’ vietato a chiunque lasciare cavalcature incustodite fuori dai recinti custoditi dagli stallieri, tranne che per brevi periodi, per animali utili al trasporto di materiali per motivi lavorativi.
2. Qualunque cavalcatura lasciata incustodita nelle piazze, nei crocevia, e lungo le strade cittadine, può essere allontanata o abbattuta a discrezione del Pubblico Ufficiale.
3. Tutti gli animali esotici, che siano aggressivi in natura, vanno obbligatoriamente affidati agli stallieri, lasciati nei recinti chiusi da cancelli presso gli stessi, o al limite fuori dai centri abitati, lontano dalle strade. Gli animali potenzialmente aggressivi che siano trovati incustoditi, saranno abbattuti sul posto.
4. Le cavalcature da soma possono essere lasciate nella piazza, al fine e per il tempo necessario alle operazioni di carico e di scarico di merci e sempre sotto la custodia del proprio padrone.
5. Qualunque violazione a queste prescrizioni sarà sanzionata con un’ammenda di 3.000 monete.

Art. 25 – Sfruttamento di frodo di risorse

1. Un forestiero che venga colto a raccogliere risorse, quali: legname, metalli, cacciagione, pelli, pesce o vegetali senza permesso è punito con il sequestro di tutte le risorse naturali in suo possesso ed una pena pecuniaria pari a 3.000 monete.
2. Rientrano nella categoria delle risorse anche i tesori sepolti in territori Imperiali, per i quali la Lex prevede che sia dato avviso preventivo alle autorità prima della ricerca. Qualora la ricerca fosse iniziata senza preavviso il cercatore di frodo sarà punito col sequestro di ciò che è stato rinvenuto.

Art. 26 – Coltivazioni abusive

1. I campi in cui è concesso coltivare son indicati da un cartello ben visibile recante il nome del loro affittuario. Non è consentito seminare su terreni non idonei o affittati ad altri. La pena prevista in questo caso è la raccolta del seminato e la sua consegna alla città, ed il pagamento di un’ammenda di 3.000 monete.

Art. 27 – Pesca con reti

1. La pesca con reti è vietata in tutte le Acque Territoriali. La pena prevista è una multa di 3.000 monete e la confisca del pescato.

Art. 28 – Uso di droghe e commercio di sostanze pericolose

1. Sono considerate droghe tutte quelle sostanze che portino ad una percezione della realtà differente da quale questa è normalmente percepita.
2. L’uso di droghe è vietato nei luoghi pubblici, le infrazioni sono punite con un’ammenda di 3.000 monete e la detenzione in cella fino al momento della cessazione dell’effetto.
3. Nell’Impero è vietato il commercio delle foglie di erba rossa e dei suoi derivati, la pena per chi infrange questo divieto è di 5.000 monete a cui si aggiunge il sequestro di tutta la merce.

Art. 29 – Detenzione abusiva d’armi

1. Chiunque sia colto in città con armi in pugno è punito con la pena pecuniaria di 3.000 monete. Il divieto non vale per i Pubblici Ufficiali di Amon. I bastoni di legno e gli attrezzi da lavoro non costituiscono arma vietata.

Art. 30 – Uso non autorizzato della magia e dei poteri arcani

1. In questa sede viene considerata “magia” qualsiasi potere proveniente da forze sovrannaturali: quindi, senza differenza, i poteri magici, clericali e druidici.
2. Ai Sacerdoti dell’Ordine viene concesso l’uso dei doni divini in tutto l’Impero, salvo i casi in cui questi arrechino danno o pericolo alla cittadinanza. Ai sacerdoti amoniani, non appartenenti all’Ordine, viene precluso l’evocazione di Guardiani sacri dentro le mura di Amon, salvo per i casi di incolumità fisica o della città. Viene loro consentito l’uso degli altri poteri clericali ma non lo svolgimento di rituali, senza autorizzazione da parte dell’Ordine. La trasgressione al seguente articolo verrà decisa dal Console Templare o da un Alto Ufficiale dell’Ordine, in base alla gravità della colpa.
3. I sacerdoti di divinità dichiaratamente votate al male e al danneggiamento altrui, non appena colti nell’esercizio dei loro riti, verranno arrestati e consegnati ai Templari.
4. I maghi forestieri sono autorizzati ad eseguire soltanto gli incantesimi elencati: Crea cibo, Visione notturna, Illuminare, Benedizione, Creare il fuoco, Famiglio della terra, Destriero illusorio, Evoca animali. Le cavalcature evocate tramite le magie Evoca Animali e Destriero Illusorio vanno disperse prima di entrare in piazza o lasciate fuori.
5. In casi di emergenza, di attacchi esterni, o di allenamenti in arena, decadono le limitazioni suddette, anche per i maghi forestieri e per tutti i druidi, anche non ancora conosciuti. In tal caso, chi approfittasse dello stato di emergenza per danneggiare intenzionalmente un cittadino di Amon, verrà arrestato e punito per aggressione od omicidio, e gli sarà vietato qualsiasi incantesimo, a prescindere dalla sua natura, a tempo indefinito.
6. Il Circolo degli Studiosi dell’Alta Torre, secondo le normative presenti nella Lex Prima Imperialis, potrà disciplinare l’utilizzo del Flux secondo regolamenti ulteriori che saranno resi pubblici ed avranno forza di legge una volta approvati dal Senato.
7. L’utilizzo di poteri arcani senza autorizzazione viene punito con la pena pecuniaria di 3.000 monete.

Art. 31 – Movimenti nell’ombra

1. Qualsiasi straniero colto in fragranza ad adoperare artifici alchemici e magici per sottrarsi alla vista, verrà fermato, interrogato e sottoposto agli accertamenti necessari per verificarne le intenzioni. Qualora le spiegazioni non fossero ritenute sufficienti egli verrà punito con una multa di 3.000 monete e sarà ammonito con la Diffida.

Art. 32 – Attracco abusivo alle coste Imperiali

1. Le banchine del porto di Amon e di Forte Agravain, sono riservate esclusivamente alle navi della flotta amoniana. Qualunque altra imbarcazione privata sia attraccata alle banchine sopracitate sarà sequestrata ed al proprietario verrà comminata una multa di 3000 monete, salvo ulteriori violazioni.
2. L’attracco di imbarcazioni forestiere presso le coste Imperiali viene consentito dietro pagamento di un permesso. Il regolamento completo è emesso per mezzo di Editto tramite la Charta e visibile nei porti imperiali.

Art. 33 – Falsa testimonianza

1. È considerato falsa testimonianza il fornire intenzionalmente informazioni false o volutamente incomplete in seguito ad interrogazione da parte di un Pubblico Ufficiale. A titolo esemplificativo, commette reato di falsa testimonianza:
I. chi fornisca generalità false;
II. chi taccia informazioni importanti che gli siano state richieste;
III. chi denunci un innocente con lo scopo di danneggiarlo.
2. Non commette reato di falsa testimonianza chi denuncia un innocente per disguido e che, appurata la verità presenti le sue scuse formali, dimostrando la propria buona fede.
3. Il reo di falsa testimonianza è punito con una sanzione di 5.000 monete.
4. Incorrono in questo reato Civis, Milites membri dell’Ordine che omettano di denunciare un reato di cui sono testimoni. Un Amoniano che si macchi di tale reato potrà essere sanzionato ulteriormente a discrezione del Senato.

Art. 34 – I Delitti

1. I Delitti sono i reati comuni più gravi.
2. Essi sono puniti con la detenzione nelle carceri imperiali o con pena pecuniaria consistente, sola o congiunta con la pena detentiva.

Art. 35 – Oltraggio a Pubblico Ufficiale

1. Qualsiasi Pubblico Ufficiale, all’interno dell’Impero e nell’esercizio delle proprie funzioni rappresenta Amon, per questi motivi a lui si deve la massima obbedienza e rispetto.
2. Formulare minacce o ingiurie; deridere l’autorità costituita, anche non presente, sono comportamenti che integrano il reato di Oltraggio.
3. L’oltraggio è punito con una pena pecuniaria pari a 5.000 monete, a cui può essere aggiunta la detenzione.

Art. 36 – Resistenza a Pubblico Ufficiale

1. Chiunque si rifiuti di eseguire un ordine, di pagare un’ammenda o si sottragga all’ordine di fermarsi di un Pubblico Ufficiale o all’arresto, incorre nel reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.
2. La Resistenza è punita con una pena pecuniaria pari a 5.000 monete a cui è aggiunta la detenzione con tutto ciò che essa comporta.

Art. 37 – Furto

1. Chiunque con abilità, astuzia o frode sottragga ad altri i suoi beni, è punito con la restituzione del maltolto, o dell’ammontare del suo valore ed un’ammenda pari alla metà dello stesso. Egli sarà altresì condotto in cella per una durata proporzionale alla gravità del furto. Dopo la scarcerazione in caso di recidiva è prevista la Diffida.

Art. 38 – Aggressione

1. Chiunque, entro i territori imperiali, aggredisca una persona senza alcun titolo e non in virtù di difesa legittima e giusta, verrà condannato alla detenzione e sanzionato con 5.000 monete di ammenda.
2. Nel caso in cui l’aggressione, sia rivolta verso un cittadino amoniano alla detenzione è aggiunta la pena pecuniaria di 10.000 monete d’oro.
3. In caso di recidiva nel reato, il reo verrà punito con il bando.

Art. 39 – Omicidio

1. Chiunque, entro i territori imperiali, uccida una persona senza alcun titolo e non in virtù di difesa legittima e giusta, verrà condannato alla detenzione e sanzionato con 10.000 monete di ammenda.
2. In caso di recidiva nel reato, il reo verrà punito con la pena capitale e con il bando.

Art. 40 – Omissione in atti d’ufficio penale

1. Qualsiasi Pubblico Ufficiale ometta di punire o denunciare un reato di cui sia a conoscenza, è punito con la medesima pena del reato che avrebbe dovuto perseguire.

Art. 41 – Crimini contro l’Impero

1. I Crimini contro l’Impero sono quelli che possono mettere a repentaglio l’integrità e la stabilità di Amon e dei suoi possedimenti.
2. Essi vengono puniti, anche cumulativamente, con pesanti sanzioni pecuniarie, detenzione, pena capitale e bando dall’Impero.

Art. 42 – Lesa Maestà

1. Chiunque con frasi o azioni leda la rispettabilità o l’onore della Città o dei suoi Simboli, della Legione, dell’Ordine, dell’Imperatore o del Governo verrà punito con un mese di Bando da tutti i Territori Imperiali e con una multa di 5.000 monete. In caso di recidività la pena può essere raddoppiata e la parte pecuniaria triplicata.

Art. 43 – Sospetta Cospirazione

1. Chiunque, anche fuori dei confini imperiali, intrattenga rapporti non episodici con individui riconosciuti come banditi per crimini contro l’Impero, riceverà un avvertimento dalle autorità e verrà considerato individuo sospetto.
2. Se il sospetto è un forestiero, non appena entrato nei territori imperiali verrà interrogato, e punito, nel caso in cui le sue spiegazioni non eliminino ogni sospetto, con la pena pecuniaria di 10.000 monete o la detenzione e infine verrà allontanato dai confini imperiali.
3. Se il sospetto è un Civis e viene ritenuto colpevole sarà punito con una pena triplicata, a discrezione del Senato potrà inoltre essere punito con la dichiarazione di Fellonia.

Art. 44 – Cospirazione e Tradimento

1. Chiunque venga riconosciuto attentare alla integrità dell’Impero, con atti di spionaggio, intesa con Stati stranieri, omicidio di pubblici ufficiali allo scopo di diffondere il terrore, tradimento, illecita acquisizione di potere politico, è punito con la pena capitale e bando perenne dall’Impero.

***Lex Militaris***

Il corpo di articoli che compongono la Lex Militaris comprende le disposizioni alle quali ogni appartenente alla Legione amoniana, dei Leoni Imperiali, deve attenersi.

Titolo I – Statuto

Art. 1 – Definizione e Composizione

1. La Legione Amoniana è l’unico legittimo corpo militare dell’Impero, come al tempo della sua storica istituzione, i suoi componenti vengono chiamati Leoni Imperiali per onorare il Leone Rampante, simbolo di Amon fin dalla sua fondazione, gli appartenenti alla Legione vengono definiti milites.
2. La Legione è il corpo armato che riunisce in sé tutti i civis che scelgono di prestare servizio all’Impero con le armi di ogni genere, comprese le arti arcane, utili alla difesa della città ed alla guerra.
3. Amon, dittatura militare indiscussa, è messa in sicurezza e presidiata dalla Legione, pertanto farne parte significa non solo difendere Amon ma avere accesso alla gerarchia che, sotto l’egida dell’Imperatore, guida la Guerriera nei comparti militari fino al Senato.

Art. 2 – Filosofia di esistenza

1. La Legione è fondata storicamente su due princìpi, Spirito e Disciplina, così come un tempo lo era la Legione di Frontiera, primo organo militare di Amon; attorno a questi due princìpi ruotano l’addestramento e la formazione di ogni milites.
2. Lo Spirito, per un milties, esprime l’insieme delle qualità caratteriali necessarie ad affrontare le difficoltà che le responsabilità di cui si fa carico comportano, la Disciplina rappresenta invece il modo in cui queste difficoltà sono affrontate, la fermezza, l’ordine insito nello stesso modo di pensare a cui è addestrato un Leone.
3. Spirito e Disciplina costituiscono valori interdipendenti che indirizzano ogni appartenente al corpo, verso orgoglio, animo combattivo e coraggio, attraverso un costante rispetto per i superiori ed i simboli dell’Impero. L’agire di ogni soldato viene giudicato secondo questi due princìpi, poiché è solo attraverso la comprensione di Spirito e Disciplina che si possono accrescere forza ed abilità combattive nel modo più corretto e consono per servire Amon. I milites che non sapranno seguire tali valori verranno ritenuti non idonei a far parte della Legione e pertanto spogliati delle sue insegne e delle prerogative conseguenti.
4. Fare richiesta di ingresso nei Leoni Imperiali presuppone l’accettazione di questi due princìpi, nonché di tutti i vincoli morali e comportamentali che l’appartenenza richiede. I legionari sono chiamati quotidianamente a difesa dell’Impero e al controllo della città e dei suoi avamposti, al servizio del Senato e del suo Imperatore, perciò ad essi viene richiesta la massima serietà e costanza nell’impegno preso, nonché un alto valore morale e combattivo.
5. Chi viene ritenuto idoneo all’ingresso in Legione è un eletto, un combattente che dopo attento esame dei superiori e dei maestri d’armi viene accettato e viene sostenuto nell’accrescimento delle sue abilità combattive, strategiche, intellettive e spirituali, nell’impegnativo percorso che porta alla nomina di Legionario dell’Impero, unità fondante della Legione.

Art. 3 – Rispetto dei Valori

1. I Leoni Imperiali sono il più alto simbolo dell’Impero, come tali è richiesto loro di vivere divenendo esempio e fonte di ispirazione per i più giovani e punta adamantina di Amon stessa.
2. I Leoni Imperiali agiscono con forte Spirito combattivo facendo proprie le otto virtù amoniane: Onore, Lealtà, Onestà, Valore, Fedeltà, Disciplina, Giustizia e Coraggio. Tradire questi valori, o compiere atti irrispettosi verso essi, rappresenta la colpa più grave di cui un milites possa macchiarsi, per questo motivo le pene per tali infrazioni sono estremamente severe e non conoscono possibilità di revisione.

Art. 4 – I Simboli

1. Dal mese di Dodecabrullo del 272 il simbolo ufficiale di Leoni Imperiali, già Centuria Gladiatori, divenne il Leone Rampante che impugna una spada, ora simbolo della Legione unificata e riprodotto sui foderi, le faretre e le cotte, nonché le armature dei Centurioni. Il Leone, nobile e possente animale, rappresenta bene lo spirito fiero e combattivo, il carattere impavido, l’atteggiamento severo ed il portamento inappuntabile del milite amoniano.

Art. 5 – I Compiti, la Sede e le strutture

1. Il compito primario della Legione è duplice: da un lato la difesa dell’Impero e dei suoi confini, dall’altro il mantenimento dell’ordine all’interno di esso, attraverso l’esercizio del potere militare per far osservare e rispettare la Lex Amoniana.
2. Ogni Ufficiale di Legione è deputato al controllo del territorio, al rilascio dei permessi che la Lex gli consente ed è depositario di tutte le prerogative discendenti direttamente dalla sua carica.
3. I Milites inoltre sono chiamati ad un continuo addestramento militare, nell’attesa di prestare servizio al fronte, nella difesa contro gli Orchi o nelle guerre che il Senato ritiene di intraprendere.

La Sede della Legione, edificata all’interno della cinta muraria di Amon si presta ad essere punto di rappresentanza formale del corpo dei Leoni Imperiali, così come gli uffici di tutte le alte cariche. Sono altresì sedi della Legione tutti gli edifici dedicati all’allenamento, alla cura ed alla preparazione teorica dei milites ed inoltre la storica Fortezza dei Leoni di Eracles, situata a ovest del villaggio, ove un tempo venivano difesi i confini dell’Impero e sorgeva la Centuria Gladiatori.

Titolo II – Gerarchia e titoli

Art. 6 – Il Prefetto del Pretorio

1. Il comandante in capo della Legione è il Prefetto del Pretorio, Generale delle Forze Armate dell’Impero e Signore della Guerra di Amon. Egli coordina e gestisce il corpo dei Leoni Imperiali, come Primo Leone e guida dell’ambito militare. Promuove esercitazioni e stabilisce le strategie militari unitamente all’Imperatore, addestrando gli Alti Ufficiali alla tattica e alla massima disciplina.
2. Il Prefetto è colui che fa rispettare la Lex più di chiunque altro, massimo esempio di Spirito e Disciplina. Ha l’ultima parola sulle promozioni proposte dai Centurioni e dal Tribuno, e deve presenziare alle cerimonia di Giuramento rappresentando con la sua partecipazione l’impegno di Amon verso il milites e l’accettazione da parte della Legione dei giuramenti di questo.
3. Il Prefetto del Pretorio diviene Console Militare, in seno al Senato, e perciò ne è a capo insieme al Console Templare. Egli riceve ordini solo dall’Imperatore e discute le proprie decisioni, in consultazione consolare, solo col Console Templare.

Art. 7 – Il Tribuno

1. Scelto e nominato dal Prefetto, rappresenta il suo diretto sottoposto ed aiutante, nonché Alto Ufficiale della Legione, scelto tra i Milites più anziani ed esperti, per comprovato merito ed attitudine. Il Tribuno è Senatore di diritto e fa le veci del Prefetto in Senato, in assenza di esso.
2. Esso risponde dei meriti e delle responsabilità dei Centurioni, dei Legionari e dei Veliti di fronte al Senato riguardo tutti gli eventi rilevanti che coinvolgano i Milites. È responsabile della preparazione fisica, mentale, morale e caratteriale di ogni loro sottoposto. Ha libertà di comando in ordine a qualunque azione dei sottoposti con l’unico vincolo del ragionevole rispetto della loro fisica incolumità. Esegue i colloqui propedeutici all’ingresso nella Legione, si occupa di esaminare i soldati per i passaggi di grado, in accordo con il Prefetto, si accerta che vengano conosciuti e rispettati gli Statuti, i Protocolli e la Lex stessa.

Art. 8 – I Centurioni

1. I Centurioni sono Legionari che dimostrano particolari attitudini o doti, che si sono guadagnati la fiducia del Senato e del Prefetto del Pretorio. Essi sono milites dalle indubbie capacità che vengono selezionati personalmente dallo stesso Prefetto del Pretorio per salire un grado sopra il Legionario. I Centurioni sono gli eletti della Legione, tra i migliori uomini e donne di Amon, i soli che potranno fregiarsi dell’armatura coi simboli dell’Impero, a testimonianza del loro indiscusso valore.
2. Ad essi viene chiesto di disporre dei controlli dei territori delle Coorti, coordinando le attività di Veliti e Legionari, ed essere i primi promotori della formazione dei sottoposti.
3. In virtù della valorizzazione delle attitudini di ogni Centurione, il Prefetto affiderà loro specifici compiti, e dunque titoli, che li renda responsabili di determinati comparti o scopi della Legione stessa.
Essi sono:

– Centurione Arcano, combatte con le armi del flux, conosce i punti deboli di ogni nemico che si protegge o usa rune e magia, è uno stratega delle forze e spesso questo incarico viene dato all’Alto Arcanista, del Circolo degli studiosi dell’Alta Torre, se esso è un militare.

– Sagittario o Vessillifero, è il Centurione letale con archi e balestre, conosce perfettamente i territori imperiali e i tragitti per i luoghi di Ardania. Può essere incaricato di portare in battaglia i simboli di Amon nei canti di battaglia, il Canto agli Elisi e con il ritmo della marcia. Entrambe le specialità prevedono il compito di diffondere ordini militari o decisioni di Legione.

– Pretoriano Consolare, è la guardia scelta del Console, alla stregua dei Pretoriani dell’Imperatore con sede a Castello, questi seguono il Console in ogni missione, anche nelle riunioni politiche, con particolari doveri e un giuramento solenne di fedeltà e legame.

– Centurione Scelto, è il più misterioso di tutti, fedele braccio strategico dei Leoni Imperiali, riceve missioni e incarichi che solo il Prefetto ed il Console conoscono.

Art. 9 – I Legionari

1. I Legionari sono la forza principale della Legione, veliti che si sono distinti per meriti e competenze e come tali hanno ricevuto la tunica bianca della milizia insieme al titolo ed alle chiavi di accesso nelle principali sedi e strutture. Ad ogni Legionario può essere assegnato uno o più Veliti di cui essere responsabile per la sua formazione come tutore e maestro, a discrezione del Prefetto. Sono rappresentanti di Amon fuori dai territori imperiali e quindi devono mostrarsi rispettosi delle leggi e delle abitudini del luogo in cui si trovano, nei limiti del buonsenso, degli ordini ricevuti e del rispetto per i Valori che sorreggono la Guerriera.
2. I Legionari hanno la possibilità di impartire ordini alle sentinelle imperiali sparse per la città, nonché di usare le celle di detenzione per punire i crimini commessi all’interno dei territori amoniani.
3. Possono concedere permessi di sfruttamento delle risorse, comminano multe e controllano gli stranieri che accedono alla città, qualora fosse necessario possono fornire permessi di attracco al posto degli Ufficiali Portuali.
4. I Legionari divengono tali dopo aver prestato solenne Giuramento dinanzi ai Simboli di Amon e alle Guide militari.
5. Un Legionario può essere degradato o espulso dalla Legione solo dal Prefetto e dall’Imperatore, anche dopo richiesta formale di uno dei Centurioni, per atti indegni o di grave negligenza o per comprovata inadempienza ai doveri che il grado richiede.

Art. 10 – I Veliti

1. I Veliti sono cittadini che hanno fatto richiesta di entrare nella Legione e che devono passare un periodo di osservazione e formazione prima di essere ammessi ufficialmente in essa, dopo aver effettuato l’addestramento di base. Non sono Pubblici Ufficiali ma Civis con le prerogative che questo comporta, devono tuttavia rispondere agli ordini dei superiori e seguire il Protocollo Militare come qualsiasi altro milite effettivo.
2. Un Velite che dopo un certo periodo e il dovuto addestramento non vien ritenuto adatto alla vita militare, viene spogliato dei suoi obblighi di Legione e riportato alla semplice cittadinanza, senza che questo comporti disonore o colpa agli occhi della Guerriera.

Art. 11 – Incarichi di Legione

1. Gladiatore: è il signore dell’Arena di Amon, capace e forte colui che per comprovate doti fisiche e fermezza caratteriale è incaricato di formare tutti i soldati, o anche i civis, al combattimento con le armi, insegnando loro tecniche, peculiarità degli armamenti e delle protezioni; promuove esercitazioni in arena con la Legione o gli alleati stessi. Può essere scelto solo tra i Centurioni e risponde esclusivamente al Prefetto sulle scelte e metodologie di addestramento.
2. Leone di Mare: nomina assegnata all’Ufficiale impegnato nello sviluppo e nella salvaguardia della Flotta, del Porto e la sorveglianza dei confini costieri e marittimi.

Art. 12 – I Veterani

1. Gli Alti Ufficiali che hanno prestato servizio alla Legione, con onore e comprovati meriti, possono far richiesta di congedo permanente dalla vita militare, senza che ciò comporti alcun disonore o biasimo.
2. La richiesta va fatta al Prefetto ed approvata dal Console che verificherà i reali motivi che impediscono al milite di continuare a servire la Guerriera, senza perdere però il lustro e gli onori di quanto ha compiuto durante la sua carriera. Il milites degno di tali onori viene insignito col titolo di Veterano che comporta l’esenzione da obblighi militari e di protocollo eccettuati quelli formali del saluto e l’obbedienza che compete ad ogni Legionario verso le Alte Cariche della Guerriera. Il Veterano costituisce un luminoso esempio per i giovani amoniani, solo tramite una vita dedicata profondamente al servizio e al lustro dell’Impero infatti si può ambire a tale onorificenza che porta con sé ammirazione e rispetto. Prefetti ed Imperatori che si ritirano a vita privata hanno diritto a ricevere tale onore dai loro successori.
3. I Veterani possono essere reintegrati nel pieno dei loro incarichi su richiesta delle Alte cariche amoniane in stato di necessità, o dopo loro approvazione in caso la richiesta sia avanzata dal milites stesso.

Titolo III – Ammissioni e prove

Art. 13 – L’ingresso in Legione: i Veliti

1. I cittadini amoniani che ne sentano il desiderio potranno far richiesta per essere essere accettati come Veliti della Storica Legione Amoniana previo superamento di un colloquio di ammissione con il Prefetto o, in caso di prolunganta assenza, con il Tribuno.

Art. 14 – Prova per divenire un Legionario

1. Durante il periodo di formazione come Velite verranno fornite le nozioni principali riguardo Spirito e Disciplina, Lex e Statuto della Centuria, Protocollo Militare, doveri e diritti di un Milite e verrà vagliata la preparazione fisica, l’audacia in battaglia, l’abilità con le armi od i poteri ed in generale tutte le attitudini del candidato.
2. Il Velite è tenuto a partecipare alle attività promosse dalla Legione sia di tipo teorico che pratico.
3. Alla fine di un periodo di addestramento, quando il Tutore e il Tribuno lo riterranno opportuno, verrà sottoposto a diverse prove di molteplice natura, tra cui un approfondito colloquio sulla conoscenza della Lex, con particolare attenzione alle norme penali. Riceverà quindi la fascia blu del Legionario e presterà giuramento.

Titolo IV – Rapporti con le altre Organizzazioni Imperiali

Art. 15 – I Templari d’Oriente

1. L’antico Ordine dei Templari d’Oriente è costituito da civis che hanno intrapreso un profondo cammino di Fede e che vengono istruiti secondo i dettami degli Dèi Giusti al servizio sacerdotale e armato come paladini del proprio dio, guerrieri di fede e curatori.
3. L’Ordine agisce in perfetto accordo con la Legione, imparando da essa le arti belliche prettamente militare, e supportandola in ogni operazione militare, organi che agiscono in equilibrio come una perfetta bilancia.
D’altro canto l’Ordine è il primo organo amoniano ad agire in materia di eresia e blasfemia, conservazione e diffusione dei culti, nella tutela di moralità e rettitudine.

Art. 16 – Le istituzioni civili: Magistratura e Circolo dell’Alta Torre

1. I Magistrati possono essere civis o milites che prestano servizio alla città anche in altri campi, non solo bellici, perciò un milites che riceve un incarico come Magistrato, continua ad operare in Legione col suo solito grado, senza dunque acquisire differenti diritti o esenzioni per i compiti di sua competenza.
2. Il Circolo dell’Alta Torre è formato da civis e milites dediti allo studio della magia e teoria arcana. I suoi membri collaborano con la Legione e viene tenuta in alta considerazione l’opinione strategica militare dei suoi membri, siano essi civis o milites. L’Alto Arcanista è protetto e rispettato alla stregua di un Delegato di Senato ma non avrà alcun potere di comando sulla Legione, tranne nel caso in cui, essendo un milites, non meriti il grado di centurione arcano.

Titolo V – Disposizioni finali

Art. 17 – Integrazione, Interpretazione ed Applicazione

1. Documentazioni integrative e Appendici alla Lex Militaris, se approvate con il voto del Senato, possono modificare tale Legge secondo le esigenze eccezionali che si dovessero presentare all’attenzione degli organi politici e militari dell’Impero, tramite Editti o Decreti della Carta Costituzionale Imperiale.
2. Quanto non riceve specifica normazione in questa Legge viene rimandato all’interpretazione degli Alti Ufficiali che applicheranno i principi ispiratori della Lex Militaris e della Prima Imperialis.

***Lex Templaris***

Il corpo di articoli che compongono la Lex Templaris comprende le disposizioni alle quali ogni appartenente all’Ordine Templare deve attenersi.

– Titolo I – La Via Templare

Art. 1 – Premessa

1. La Lex Templaris regola il corpo di sacerdoti, paladini e guerrieri di fede che scelgono di servire Amon attraverso il Tempio, organo paramilitare che forma donne e uomini alla battaglia per la difesa della spiritualità, moralità e principi del culto degli Dei Giusti umani.
Il corpo è detto dei Templari d’Oriente e, parimenti alla Legione di Amon, ha il compito di difendere la popolazione ed i territori della Guerriera, con le virtù individuali, armati o in preghiera; altresì sono i custodi dei culti e protettori della condotta in tutto l’Impero.
2. Qualsiasi cittadino può far parte dell’Ordine, a patto di aver ricevuto l’assenso dalla guida, il Sommo Templare, o da un suo sostituto nominato dal Senato stesso.
3. L’Appartenenza all’Ordine permette l’accesso alle carriere di comando dell’Impero, sotto l’egida dell’Imperatore, essendo, insieme alla Legione, una delle vie che governa Amon.

Art. 2 – La Filosofia dell’Ordine

1. Le donne e gli uomini che scelgono la via Templare sono ferventi sacerdoti, paladini o combattenti con uno spiccato senso spirituale e battagliero nella difesa dei precetti degli dei, dal Pater Crom, alla Madre Althea fino ai figli Aengus, Danu, Awen e Oghmar.
2. Scegliere di percorrere la via del Templarato significa prima di tutto onorare la storia dell’Ordine che vede i suoi natali ufficiali nella fondazione ad opera di Frederich de Valeas, primo Sommo Templare di Amon, nell’Anno Imperiale 268, allo scioglimento della Chiesa d’Ardania che riuniva i religiosi dei culti umani dei Regni sotto la guida di Padre Aral Caladan.
3. Il Templare deve essere l’esempio più evidente di amoniano che dedica la sua vita all’ordine delle cose, al culto, alla serietà dei principi ispiratori nelle Virtù stesse, e ne rende testimonianza con le azioni sempre austere, virtuose, ammirevoli e di esempio.
4. I Templari difendono Fede e promuovono Giustizia, legata sempre alla Lex amoniana, riconoscendo in essa l’esempio massimo di virtù umana, e ritenendo solo negli amoniani la massima espressione di “Giusto figlio di Crom”, ovvero colui che incarna i princìpi storici riconosciuti a Crom di onorevolezza e forza.

Art. 3 – Le sedi

1. La sede dell’Ordine è sulla collina di Crom dove sorge la Cattedrale a lui dedicata, come prima divinità, Primo Guerriero e Padre di Amon. Edificata accanto, la sede dei Templari sorge intorno al Chiostro e si compone di sale studio, il tribunale e luoghi importanti per le mansioni e gli incarichi.
2. La biblioteca Templare, o denominata “Proibita”, è di libero accesso solo ai membri dell’Ordine ed è da essi curata.
3. Ogni sacerdote dal grado di Flamine e Feziale, riceve l’accesso alle stanze dei sacerdoti potendo stabilire lì dimora.

Art. 4 – I Compiti

1. Chiamati per combattere le eresie, le blasfemie e i luoghi del culto oscuri, i Templari sono guida ed esempio morale e spirituale ufficiale dell’Impero e l’unico organo religioso riconosciuto dalla Lex di Amon. L’Ordine ha la duplice missione di fornire il proprio supporto nelle azioni militari e di protezione di Amon e dei suoi confini, nonché di guidare l’Impero verso la Fede e i culti spirituali combattendo eresie e corruzioni. Forma i ministri del culto, li educa alla storia religiosa, alla teologia, ai rituali, alla giusta fede, seguendoli anche nella crescita del corpo che temprato dalla battaglia diviene il sublime tempio dello Spirito Forte e Orgoglioso di ogni amoniano.
2. Le questioni legate alla religione, siano esse rituali o controverse, sono materia dell’Ordine e se ad esso celate l’azione sarà considerata come oltraggio all’Ordine stesso.
3. E’ compito dell’Ordine prendersi cura degli orfani di guerra, degli abbandonati e dei poveri, custodendo l’Orfanotrofio e educando i più piccoli agli studi e alla Fede nei Giusti.

Art. 5 – Il codice comportamentale e la Regola

1. L’Ordine è caratterizzato da due Virtù fondamentali: Fede e Fermezza.
2. Tutti gli appartenenti vengono guidati dai più anziani verso la crescita spirituale e l’esercizio dei doni divini per supportare le operazioni militari della Legione e diffondere i culti.
3. I membri dell’Ordine, fin dal primo grado, devono essere esempio di fedeltà al culto, a seconda le sfaccettature del dio che viene seguito, con azioni sempre virtuose ed esemplari.
4. I membri dell’Ordine promuovono la Giustizia come espressione dei dogmi di Crom, riconoscendo nella Lex l’esempio massimo, ed il mezzo, per raggiungere le virtù.
5. Il codice dei comportamenti, i rituali di passaggio, le prove d’esame, così come le tradizioni o le celebrazioni, sono racchiuse nel documento custodito nella sede che ha il nome di Regola Templare.
Essa è il documento principe al quale questa Lex fa riferimento quando parla di definizione dell’Ordine.
6. La Regola è soggetta a cambiamenti ed ampliamenti ad opera dell’Ordine stesso, e sempre promulgato attraverso decreti Templari, dopo l’approvazione in Senato.

Art. 6 – I Campi Elisi e l’Eresia

1. Compito essenziale dell’Ordine è quello di lodare, ringraziare ed invocare la protezione delle anime degli amoniani ascesi ai Campi Elisi per volere di Crom, con l’aiuto degli dei giusti, attraverso la ritualistica della Regola Templare.
2. I Campi Elisi evocano i campi di grano e la gloria delle azioni compiute in vita, trapasso al quale tutti gli amoniani ambiscono e che l’Ordine templare si adopera per celebrare con il Canto Funebre e le ricorrenze legate agli eroi di guerra.
3. Fondamentale è l’Opera Templare contro l’Eresia, i culti ritenuti dannosi per l’Impero e le blasfemie, per mezzo di opere e rituali adatti, come da Regola, e provvedimenti anche estremi quali la lapidazione.
4. L’Ordine riconosce nella figura dell’Imperatore la guida politica di Amon, che beneficia dei favori di Crom, i cui princìpi e virtù egli stesso protegge e promuove.
5. I membri dell’Ordine eseguono l’attenti solo all’Imperatore, come forma di rispetto e rigore, insito nell’Ordine stesso, verso la carica più alta dell’Impero.

– Titolo II – Denominazione e Simboli

Art. 6 – Origine della denominazione

1. I membri dell’Ordine vengono definiti Praelati.
2. Coloro i quali arrivano al gradino più alto e completo della formazione in seno all’Ordine vengono definiti Templari d’Oriente. La denominazione ha i suoi natali nella formazione dell’Ordine stesso che si propose come custode del tempio cromita di Amon, l’ultimo tempio orientale delle terre umane.
3. L’aggettivo “antico”, spesso associato all’Ordine, risiede nell’orgoglio di conservare ancora intatto il primo ordine sacerdotale di Amon, rimasto fedele alla propria terminologia e sede da sempre.

Art. 7 – I simboli dell’Ordine

1. Il simbolo storico dell’Ordine è uno scudo con capo a punta su quale è inciso il simbolo religioso dell’anhk.
2. La Veste Templare azzurra, nella forma lunga o copricotta, è il simbolo del grado più alto.
3. Il bastone, con gli emblemi amoniani e del Dio, è il simbolo di coloro i quali hanno pronunciato il Primo Giuramento.
4. Il rituale del Taglio rimane il simbolo di passaggio più solenne e importante nella scalata di un membro dell’Ordine.
5. Solo a chi ha raggiunto il grado di Templare è concesso indossare l’armatura con l’emblema dell’Impero del Leone Rampante.

Art. 8 – I Custodi del Tempio

1. I Templari più anziani, quelli che scelgono di ritirarsi a vita contemplativa o i più meritevoli per volere del Sommo Templare, ricevono la dispensa da ogni attività se non quella di custodi e oratori relegati al Tempio e all’Orfanotrofio.
2. Essi vengono interpellati solo in assenza di alti graduati del Tempio o per cerimonie laddove sia fondamentale la loro opera.
3. I Custodi Templari sono anche coloro che conservano la Regola in assenza di membri attivi dell’Ordine.

– Titolo III – I titoli e le cariche

Art. 9 – Sommo Templare

1. Il Sommo Templare è la guida massima dell’Ordine, Signore della Fede e del Tempio di Amon, è il consigliere spirituale dell’Imperatore e di tutti gli amoniani, per i quali si spende in ascolto ed aiuto cercando di diffondere i precetti delle Virtù amoniane e l’altezza di Spirito.
2. Ha autorità assoluta verso i suoi sottoposti, nei limiti del rispetto della loro ragionevole incolumità fisica.
3. Esegue i colloqui di richiesta di ingresso nell’Ordine, si occupa di esaminare i sacerdoti per i passaggi di grado, è garante del rispetto della Regola, è il primo ufficiale di fronte ai processi religiosi, nonché garante della Giustizia nei processi ordinari, ed è promotore di rituali e cerimonie atte a rafforzare la fede, il credo e compiacere gli dei giusti.
4. Il Sommo Templare, o chi ne fa le veci, si assicura che i membri dell’Ordine con doti belliche e capacità combattive, siano seguiti nell’addestramento delle tecniche militari, dalla Legione ed imparino a cooperare con essa, pur non eseguendo i saluti militari né gli attenti.
5. Il Sommo Templare riceve il titolo di Console Templare, in seno al seno al Senato, e ha obbligo di obbedienza solo nei confronti dell’Imperatore, così come di consultazione consolare solo con il Console Militare, per le decisioni più importanti.

Art. 10 – Primo Templare

1. In caso di prolungata assenza o per poter svolgere azioni di coordinamento, il Sommo Templare può nominare un suo vice, prediletto allievo e incaricato di portare la parola dell’Ordine in Senato al suo posto, il Primo Templare.

Art. 11 – I Templari

1. Il titolo di Templare rappresenta il coronamento del cammino di crescita, spirituale, rituale, culturale e anche militare di ogni membro.
2. I Templari sono sacerdoti, cantori o combattenti, nonché studiosi della teologia, che hanno compiuto il giusto cammino di Fede e si sono dimostrati Fermi abbastanza da poter indossare la Veste templare.
3. Sono guide spirituali complete dell’Impero, vanno considerati autorevoli al pari di un Centurione di Legione, per ciò che riguarda richiami al rispetto della Lex, sanzioni o permessi, ma non nel comando delle operazioni militari.
4. Sono rappresentanti di Amon fuori dai territori imperiali e quindi devono mostrarsi rispettosi delle leggi e delle abitudini del luogo in cui si trovano, nei limiti del buonsenso, e degli ordini ricevuti.
5. Il Sommo Templare, o chi ne fa le veci, deve tener conto dell’inclinazione di ogni membro, ogni segno che il divino invia tramite visioni o situazioni che la saggezza della guida saprà interpretare. Altresì deve essere necessariamente esaltata e messa al servizio degli dei e dell’Impero ogni capacità e riconosciuta tramite incarichi. Perciò i Templari riceveranno un titolo nominale personale che richiamerà il proprio compito in seno all’Ordine.
6.Tra i più autorevoli, previsti dalla Regola, questa Lex elenca i seguenti:

Scudo Templare, indomito paladino del proprio dio, guerriero di fede;
Templare dell’Oracolo, mistico delle visioni divine, interprete degli auspici;
Templare Medico, esperto curatore dell’ospedale da campo;
Maestro Templare, studioso e custode della Biblioteca Proibita;
Templare Inquisitore, prima lama e primo giudice dei processi e nelle esecuzioni;
Voce Templare, cantore rituale, narratore e messaggero dell’Ordine tutto.

Art. 12 – I Flamini e i Feziali

1. Il grado di Flamine o Feziale è destinato a coloro che, compiuto il Primo Giuramento, sono a tutti gli effetti Sacerdoti dell’Ordine e svolgono le mansioni, e hanno i doveri, previsti dalla Regola, custodita in seno all’Ordine.
2. I Flamini sono maestri della ritualistica, della cura, veri e propri portatori degli evidenti doni divini. I Feziali sono armati o paladini.
3. Vanno considerati autorevoli al pari di un Legionario di Legione, per ciò che riguarda richiami al rispetto della Lex, sanzioni o permessi, ma non nel comando delle operazioni militari.

Art. 13 – I Discepoli

1. Coloro i quali, da Civis, chiedono di entrare nell’Ordine, ottenuto il consenso, prenderanno il titolo di Discepolo e saranno affidati ad un superiore.
2. I Discepoli sono in prova nell’Ordine stesso e seguiranno obblighi e compiti secondo quanto previsto nella Regola.

Art. 14 – Incarichi presso il Tempio

1. Cerimoniere: è un Flamine/Feziale o un Templare, di indubbia capcità organizzativa e carisma, che affianca il Sommo Templare nell’adempiere agli obblighi organizzativi riguardo il calendario delle festività, celebrazioni o tornei legati alla divinazione e alle ricorrenze sacre. Si occupa di allestire, proporre, o celebrare a seconda degli incarichi che gli vengono conferiti.
Prima Lancia: è il più disciplinato, dotato o indomito combattente dell’Ordine. A lui vengono affidati gli incarichi più rischiosi al punto di vista combattivo, di seguire l’addestramento di tutti i membri insieme alla Legione o di prendere accordi coi Milites per tutto ciò che riguarda allenamenti e ronde.

Art. 15 – La cacciata dall’Ordine e i Veterani Templari

1. I Templari, Flamini e Feziali, possono essere degradati, espulsi o puniti dal Sommo Templare, o da chi ne fa le veci, per atti indegni o di grave negligenza o per comprovata inadempienza ai doveri appartenenti al grado che ricopre, dopo opportuna comunicazione in Senato.
2. I membri dell’Ordine non godono di alcuna immunità nei processi per atti di eresia o blasfemia e possono quindi ricevere le pene o i bandi secondo la Lex amoniana.
3. I Templari che hanno ricoperto il grado di Sommo o Primo Templare, vengono nominati Veterani Templari, qualora per motivi ritenuti validi dall’Imperatore, scelgono di lasciare l’incarico ad altro membro dell’Ordine. Essi sono considerati autorità rispettabilissima in seno all’Ordine e Delegati di Senato in seno al Senato Magister.

– Titolo IV – Rapporti con le altre Organizzazioni Imperiali

Art. 16 – La Legione dei Leoni Imperiali

1. La Legione è costituita da civis che hanno intrapreso l’addestramento puro, con armi e invocazioni arcane, alla guerra votando la propria esistenza alla difesa di Amon, dei suoi confini e del continente umano dagli orchi e dalle minacce oscure.
2. L’Ordine agisce in perfetto accordo con la Legione, imparando da essa il comportamento militare, e supportando in ogni operazione bellica, come una perfetta bilancia in equilibrio.
D’altro canto, l’Ordine è il primo organo amoniano ad agire in materia di eresia e blasfemia, nonché etica e morale.

Art. 17 – Le istituzioni civili: Magistratura e Circolo dell’Alta Torre

1. Laddove un Magistrato dovesse essere un membro dell’Ordine, egli non si spoglierà di qualsiasi grado e diritto, durante il periodo di esercizio di quel compito, e continuerà il suo naturale servizio presso l’Ordine con partecipazione attiva ai rituali e riunioni religiose.
2. Il Circolo dell’Alta Torre è formato da civis e milites dediti allo studio della magia e teoria arcana. L’Ordine collabora attivamente con gli studiosi seppur ne monitora con severità gli studi della magia demoniaca ed oscura, intervenendo duramente in caso di eccessi considerati dannosi per Amon stessa.

– Titolo V – Conclusioni

Art. 18 – Il Pantheon divino e i Templari d’Oriente

1. Crom viene visto e denominato nell’Impero amoniano come Primo Guerriero e Giusto Padre. Ad egli è rivolta ogni preghiera prima della battaglia e ad egli stesso vengono attribuite le sette Virtù amoniane.
2. Crom guida i guerrieri verso guerre che sono sempre giuste e volute per donare potenza ai suoi figli prediletti. I Templari ricordano questo e lo difendono e diffondono alla Legione ed all’Impero.
3. Il culto cromita, e i dogmi che gli si attribuiscono, sono diffusi solo dai Templari e tramandati dai più anziani ai giovani con testi e percorsi spirituali, attraverso la Regola e il racconto orale.
4. A nessuno è concesso attribuirsi il titolo di Padre in quanto sacerdote, poiché titolo proprio del Dio Crom nell’Impero.
5. Le altre divinità del Pantheon umano sono venerate e rispettate in egual misura dall’Ordine ed i loro sacerdoti hanno i medesimi diritti e doveri.
6. Althea la Madre, Aengus, Danu, Oghmar e Awen, i diletti figli, sono rispettati e venerati mentre il Fratello Oscuro viene rigettato, combattuto ed il suo Clero guardato sempre con diffidenza così come i suoi ministri, con severità e rigore.
7. La Madre druidica viene rispettata ed accettata come entità astratta ed ancestrale che tutto plasma e che dona vita. Non vi è un vero e proprio culto di questa divinità che però rispecchia l’ordine naturale delle cose, vita e morte, dominio e perdita, equilibrio ed alternanza, consona alla visione amoniana.
8. Le divinità degli altri popoli, quelle tremecciane, djaredin, elfiche, non sono contemplate dall’Ordine che ritiene i loro seguaci infedeli, seppure ne tollera il culto se divinità legate ad azioni giuste e non in contrasto con l’ordine morale di Amon.
9. Tuttavia non è concesso a nessun sacerdote che non professi il culto di Crom, Althea, Aengus, Danu, Oghmar, Awen professare, diffondere o creare proselitismo, né tantomeno chiedere di entrare nell’Ordine.

Art. 19 – I rapporti con le altre Chiese ed i loro ministri

1. I membri dell’Ordine sono i soli Ministri del culto divino in tutto l’Impero ed i soli a cui è concesso effettuare rituali e professare fede, salvo particolari concessioni del Sommo Templare, di chi ne fa le veci o del Senato.
2. Le decisioni, i dogmi, le dottrine delle altre chiese e delle altre organizzazioni religiose, se pur venerando gli stessi Dei e Crom stesso, sono estranee ai Templari.
3. I ministri delle altre chiese sono trattati alla stregua di stranieri comuni salvo il rispetto o la stima che singoli ministri possono conquistarsi in seno all’Ordine.
4. Qualora fosse necessario, per comuni intenti, i Templari possono cooperare con altre chiese.
5. I bandi per eresia, e accuse formulate dalla altre chiese, non sono assunti dai Templari come leggi, ma solo come avvertimenti da vagliare eventualmente.

– Titolo – VI – La Prima Lex Templaris

Art. 20 – La nascita

1. Nel Mese dedicato al Dio Crom, Postapritore del 283, sotto la benedizione del Primo Guerriero, la Lex Templaris vede la luce per la prima volta nella storia di Amon sancendo così l’Equilibrio tra Spirito e Disciplina, Tempio e Legione, e completando l’istituzione dell’Ordine Templare del proprio legittimo legifero.
2. Pone la propria firma a completamento dell’Opera Victoria Ek, Sacerdotessa della Dea Danu, Magistrato della Cultura, che per mandato Senatoriale e poi dell’Imperatore Valorium Darkbane, con questo atto depone al Tempio la Prima Lex Templaris a conclusione del proprio incarico di stesura della suddetta Lex.

Decreti, Editti, Mandati, Epistole della CCI

La Charta Darkbane, che aggiorna tutte le decisioni legiferate dall’Imperatore e dal Senato Imperiale

–> http://forum.igz.it/showthread.php?t=498074

 

** Viene affissa nella bacheca dei BANDI dell’Impero di Amon una pergamena riportante una lista aggiornata di banditi, di felloni e di persone sgradite **

.:: Banditi ::.

—Eresia—

Owain Van Hurius
Iberash – documento
Marek De Ros
Alauniira

—Motivi vari—

An’Leen Setari
Satras en’Zatyriel
Finam Arnor – documento
Acherius Bejural (temporale)
Tristan Vaughan (temporale)
Jacob Holster (temporale)

.:: Persone NON Gradite ::.

.:: Felloni ::.

Willem Atreides
Claus Varca – documento
Mikael – documento
Tempesta *ritratto di Vanyria Dagdardottir*

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