Leggi del Nord

TRADIZIONI E LEGGI DI HELCARAXE
1. Il regno di Helcaraxe è fondato dall’unione di molti Clan, governati dall’autorità di un Konungur. Ogni Clan del regno è legato ad un territorio per storia e tradizione e non rivendica possesso su quello di altri.
2. A capo del Regno siede il Konungur che guida tutto il Regno, mantiene la pace, preserva le antiche e sacre tradizioni ed a cui gli Jarl devono prestare col sangue giuramento di fedeltà. Il Konungur governa dal trono di ghiaccio, rinunciando ai suoi diritti di nascita per proteggere l’equilibrio e la pace tra i diversi Clan, fin quando gli Dèi non lo chiameranno a sé. Se uno Jarl spezza il suo giuramento, infanga le tradizioni o non rispetta le leggi, sarà la parola del Konungur a sollevarlo dalla guida del suo Clan.
3. I territori di Helcaraxe si estendono in tutta la bianca isola, nell’isola di Grand’inverno, conosciuta come isola dei cittadini e nei territori del nord del continente. A sud di questi fino al margine esterno del passo dell’Orus Maer, a Nord fin dove le montagne non impediscono il passaggio, ad est fino al margine con i territori degli orchi e fino ad Ultimo Approdo. Zalhomen, Roccaforte del Clan Bergtatt non appartiene al regno. Picco dell’aquila è protetto e difeso dalle asce di Helcaraxe ma impone le sue leggi e mantiene la sua libertà.
4. Ogni abitante di Helcaraxe deve vivere secondo lo spirito dei ghiacci; chiunque si comporti in modo disonorevole o scappi da una coraggiosa morte in battaglia per la difesa delle terre verrà immediatamente allontanato dall’isola, imprigionato o giustiziato a seconda del volere del Konungur. Se non giungerà la voce del Konungur saranno gli Jarl a giudicare nel suo nome.
5. Le molte leggi del continente e delle terre più a sud e le consuetudini che accompagnano i loro popoli non trovano fondamento né sono riconosciute nei territori di Helcaraxe.
6. La pratica di piegare il flux con la magia, alla volontà dell’uomo, è bandita in tutti i possedimenti del Regno, sopra e sotto la neve.

I CLAN
7. Un Clan non è un popolo separato o indipendente dalle isole, ma parte integrante di esse. Gli Jarl sono la massima autorità all’interno dei Clan, la loro parola è legge per ogni suo membro.
8. Ogni decisione presa da uno Jarl, senza sentire la voce degli altri Jarl o del Konungur, che porti disonore e danno al suo Clan o agli altri, conduce al giudizio del Konungur che può sollevare lo Jarl ed invitare il Clan a nominarne uno più saggio. Questi sono gli unici limiti sul cammino di libertà e indipendenza dei Clan, per preservarne le differenze e le tradizioni.
9. Se per troppi mesi uno Jarl manca dal suo Clan, il Konungur può invitare il Clan a nominarne uno nuovo che guidi i suoi fratelli con più dedizione.
10. I Clan devono sempre seguire il cammino dell’interesse e della prosperità delle isole, qualunque azione contraria a questi o che comprometta la pace tra i Clan e l’equilibrio dei figli delle nevi, comporta il giudizio dell’Allthing.
11. Ogni Clan sceglie nel rispetto delle proprie usanze il proprio kilt e i propri figli, solo i Vargos e le Valchirie, uomini e donne maturi e di valore, possono farne parte. Ogni Clan sceglie liberamente i propri membri e può decidere se affidarli ad un altro Clan o allontanarli dal proprio.
12. I Clan mantengono tutte le proprie tradizioni i propri usi e costumi finché non vanno in contrasto con le leggi del Regno, in questo caso sarà la legge del Regno a prevalere.
13. Ogni Clan esercita il proprio dominio su una porzione di territorio del Regno di Helcaraxe, spetta al Clan salvaguardare e proteggere il territorio legato alla storia della propria famiglia. I Valdar possiedono il villaggio di Kaek Valdar considerata loro roccaforte, mentre i Kessel dominano su Hulborg.
14. Ciascuno Jarl di ogni Clan ha diritto e dovere di amministrare la legge all’interno dei territori del suo Clan e sugli uomini e le donne che ne fanno parte.
15. Ogni membro di un Clan ha il sacro diritto di essere giudicato dal proprio Jarl, se lo Jarl chiamato a pronunciarsi si rifiuta farlo, sarà il giudizio del Konungur a stabilire la verità e la ragione.
16. Ciascun Clan è libero di convocare il proprio Thing, secondo le regole decise dal proprio Jarl.
17. Nessuno dei Clan del Regno può vantare diritti e possesso sulla città di Helcaraxe e sulla Roccaforte dei Ghiacci perché esse sono protette dal Konungur a cui appartengono.
18. I Clan sono chiamati a rispondere alla chiamata alle armi in caso di guerra e mandare in guerra i propri vargos e fornire i drakkar dei clan così da costituire l’Esercito del Regno di Helcaraxe.

ALLTHING o CONCILIO DEI GHIACCI
19. L’Allthing è il Concilio dei Ghiacci, formato dal Konungur, dagli Jarl, dal Godar, dal Rumenal, dal Kunnigr e dagli Yggdrasil e, se necessario ad ottenere un giudizio dispari, da un Vargos scelto dal Konungur.
20. L’Allthing ha il diritto di giudicare gli abitanti delle isole che compiono azioni contro la loro sicurezza, le guide del popolo che tradiscano le leggi e le tradizioni di Helcaraxe. Quando il Konungur lo richiede il consiglio dell’Allthing può indicare guerra o scegliere la pace e mostrare quali alleati saranno fedeli al Regno, ma sarà sempre la parola del Konungur l’ultima ad essere pronunciata.
21. La Roccaforte dei Ghiacci è l’unico luogo dove l’Allthing può essere riunito, perché sotto la protezione del Konungur e lontano dalle rivendicazioni dei Clan.

LA SCHIAVITÚ
22. La libertà è la condizione naturale di ogni figlio delle nevi, ma chi non ha la forza o l’onore per difendere questo stato può perderlo. Il Regno di Helcaraxe riconosce il diritto ad essere schiavi per i suoi cittadini se questa condizione viene scelta volontariamente per onorare un debito e non macchiare il nome del proprio Clan.
23. Nessun Turas può possedere schiavi, un orso giovane deve badare a sé stesso.
24. I Forestieri possono essere ridotti in schiavitù a seguito di una razzia o di un saccheggio e manterranno questa condizione fin quando chi li possiede non li libererà per propria volontà o per il pagamento di un guidrigildo.
25. Solo l’Allthing può decidere di ridurre in schiavitù un cittadino del Regno o un forestiero ospitato sul suo territorio che abbia violato le più importanti leggi delle nevi.
26. Colui che ha perso la sua libertà, per scelta, colpa o debolezza, dovrà mostrarlo a tutti mantenendo la testa ed il volto sempre rasati.
27. La proprietà di uno schiavo può essere rivendicata tramite Holmganga anche quando questa è legittima, poiché chi non ha la forza di difendere una proprietà così preziosa come la vita che ha conquistato o gli è stata affidata volontariamente, non ha diritto a mantenerla.
28. Possedere la libertà di un altro uomo è una grande responsabilità ed è segno di ricchezza e prestigio, chiunque possieda uno schiavo deve versare una tassa mensile alla Rocca di 2000 pezzi d’oro per condividere tale ricchezza con il Regno.

IL GUIDRIGILDO
29. Nel rispetto delle tradizioni e per mantenere la pace tra i diversi Clan il Regno di Helcaraxe riconosce il Guidrigildo come cammino verso la riparazione di un torto o un’offesa.
30. Secondo il Guidrigildo un’offesa che comporta la morte di un membro di una famiglia, di un Clan o di un forestiero può essere compensata se non si sceglie la via del sangue. Questo cammino porta più facilmente alla pace. Seguendo il Guidrigildo al capo di un Clan o al consanguineo più prossimo spetta il risarcimento secondo questi valori: uno schiavo vale 10.000 pezzi d’oro, un Uomo vale 20.000 pezzi d’oro, una Donna vale 25.000 pezzi d’oro. Se l’individuo è giovane l’oro aumenta due volte, se l’individuo è di mezza età l’oro aumenta di una volta e mezza, se l’individuo è anziano l’oro si conta una sola volta. Se l’individuo è abile nel combattimento l’oro aumenta di due volte. Per un Turas o un alleato di Helcaraxe l’oro aumenta di una volta e mezza, per un Vargos, Valchiria e Gael l’oro aumenta di due volte, per un Yggdrasil o un membro dell’Hugr Rath l’oro aumenta di tre volte, per uno Jarl l’oro aumenta di quattro volte. Se l’individuo ha una menomazione lieve si sottrae un quarto dell’oro dal valore iniziale, se l’individuo ha una menomazione grave si sottrae la metà dell’oro dal valore iniziale.

HOLMGANGA, DUELLO RITUALE
31. L’Holmganga è il sacro duello rituale figlio del tempo e della tradizione e può essere invocato solo da colui che ha subito un grave torto. Come l’animale che impone le ragioni e il suo controllo sociale con lo scontro così il nordico si fonde in un’usanza che lo guida ad una fusione con la grande madre.
32. Secondo gli usi degli antichi padri dei Clan si può invocare l’Holmganga solo per risolvere dispute che riguardino le offese all’onore di un uomo o una donna, la spartizione schiavi frutto di un bottino di guerra e razzie, l’offesa alle tradizioni antiche del nord.
33. Solo un Vargos, una Valchiria o un Yggdrasil ha il diritto a invocare l’Holmganga ed ugualmente a riceverla. Una volta invocata, l’Holmganga non può essere interrotta da nessun altro a parte chi ha lanciato la sfida. Konungur, Jarl, Rumenal, Godar e Konungur non possono Essere chiamati in Holmganga in virtù della loro autorità tranne eccezioni. 34. L’Holmganga può coinvolgere gli Jarl solo se è stata infranta una tradizione del Nord e per la spartizione di schiavi.
35. Chi viene chiamato in Holmganga ha la possibilità di accettare o rifiutare l’Holmganga entro sette cicli di luce e oscurità. Se l’Holmganga viene rifiutata, chi si è sottratto alla tradizione viene dichiarato Nidhing, perché senza onore.
36. Il combattimento deve essere a piedi nudi ed è permesso indossare solo i colori del proprio Clan e brandire un’arma che non impedisca l’uso dello scudo. Il duello dura finché i tre scudi di legno di uno dei contendenti non sono stati spezzati. Colui che spezza in battaglia tutti e tre gli scudi dell’avversario vince secondo la tradizione.
37. L’Holmganga stabilisce la verità e la ragione. Se vince chi ha invocato l’Holmganga (l’offeso), l’offesa deve essere ritirata ed il torto riparato, chi ha preso schiavi deve restituirlo, chi ha infranto le tradizioni deve onorarle con un sacrificio agli dei e agli antichi padri. Se vince chi è stato chiamato in Holmganga (chi ha offeso), il suo insulto vale il doppio, conferma la sua proprietà sullo schiavo, non potrà essere obbligato dal suo avversario ad osservare la tradizione in questione.
38. Una volta conclusa l’Holmganga quanto stabilito in battaglia non può essere più messo in discussione, portare rancore dopo di un Holmganga viene considerato un atto di grande oltraggio. Coloro che non riconoscono il valore dell’Holmganga verranno puniti con l’allontanamento dalla comunità per un periodo giudicato dagli Jarl o per sempre. L’esito dell’Holmganga non incide mai sullo status e sulla posizione sociale di un cittadino.
39. Per il suo valore il duello dell’Holmganga può essere compiuto solo in presenza di almeno 3 Vargos o Valchirie. I testimoni sono vincolati al rispetto dell’esito del duello.

L’OMICIDIO ed il FURTO
40. Spezzare la vita di un uomo, al di fuori di un duello rituale o concordato tra le parti, viene considerato omicidio e viene punito dalle leggi del Regno di Helcaraxe. Dare la morta attraverso veleni, inganni, colpi a tradimento è considerato motivo di maggiore colpa.
41. La pena per l’omicidio può essere affrontata a seconda dei casi e dei motivi col pagamento del guidrigildo della vittima, o l’allontanamento dal regno, che sia temporaneo o fino alla morte, se l’omicida appartiene al Regno. Se l’omicida è un forestiero, potrà essere imprigionato, reso schiavo, bandito o condannato alla decapitazione secondo la gravità ed il motivo della sua colpa.
42. Colui che è accusato non sarà giudicato per i suoi meriti o colpe al di fuori dell’isola ma solo per le azioni ed i motivi che lo hanno portato ad infrangere le leggi di Helcaraxe.
43. Il furto è considerato una colpa. Chiunque si appropri con inganno o abilità di mano di beni che appartengono ad un altro viene marchiato come ladro.
44. Se il Ladro è un cittadino del Regno la pena per questa colpa può portare all’obbligo di portare il Kilt della vergogna e subire gli insulti dei cittadini di Helcaraxe fino alla privazione del manto di Kurdan. Se il laro è uno straniero la pena sarà l’incarcerazione e la pubblica umiliazione fino al bando da tutti i possedimenti del Nord secondo il giudizio degli Jarl.

IL MATRIMONIO ed il RIPUDIO
45. Il legame matrimoniale riconosciuto dal Regno di Helcaraxe è quello officiato secondo i riti della Hugr Rath, la Chiesa del Nord. Nessun altro legame matrimoniale sarà riconosciuto e protetto dalle leggi del Regno.
46. Per preservare e tramandare la forza delle tradizioni e del sangue i cittadini di Helcaraxe potranno unirsi in un valido matrimonio solo con coloro che portano il manto di Kurdan.
47. Uomo e Donna pur essendo diversi nel corpo e negli scopi, hanno pari valore all’interno del vincolo matrimoniale. È diritto del marito ripudiare la moglie se ella si macchia di disonore ed è diritto della moglie abbandonare la casa del marito se egli non la rispetta.
48. L’uomo che ripudia la moglie dovrà pronunciare la formula rituale in presenza di un sacerdote della Chiesa e due testimoni, marchiare la porta della propria dimora e portare al fianco, per un ciclo di Nut, la spada dei suoi antenati che aveva donato alla moglie il giorno del matrimonio, così mostrerà a tutti di non riconoscere più quel legame.
49. La Donna che lascia il marito invece dovrà pubblicamente pronunciare la formula rituale davanti ad un sacerdote della Chiesa ed un proprio consanguineo maschio e per un intero ciclo di Nut porterà i propri capelli sciolti, come le giovani prive di marito, dimostrando di non rispettare più il vincolo matrimoniale. Non può contrarre nuove nozze prima di tre cicli di Nut così che non vi sia dubbio sulla paternità dei suoi figli.
50. Il matrimonio è considerato sciolto dalle leggi di Helcaraxe quando uno dei due coniugi muore, uno dei due coniugi viene dichiarato Nidhing, la coppia è impossibilitata ad avere prole secondo la voce del Kunnigr.
51. Il matrimonio è un vincolo fondamentale per la prosperità del Regno, per questo venire meno al proprio giuramento senza motivo porta pena e disonore ed il coniuge fedele avrà diritto a soddisfare il proprio onore. Se la moglie viene colta a giacere con altro uomo, il marito ha diritto a prendere in duello lo scalpo di colui che non ha rispettato il loro vincolo e ripudiare la moglie. Se il marito viene colto a giacere con altra donna, la moglie ha diritto a ricevere una somma di danaro pari al doppio del suo guidrigildo.
52. Affinché i Clan possano sempre tramandare le loro tradizioni ed il sangue dei figli del Nord non sia mai perso per sempre, il Regno riconosce agli uomini che portano il manto di Kurdan di poter prendere, con il libero consenso della moglie legittima, fino a tre concubine, cittadine o straniere. Le concubine potranno essere ospitate sotto il tetto matrimoniale ed i figli partoriti dai loro fianchi saranno considerati legittimi, prenderanno il nome del padre ma non potranno rivendicare l’eredità paterna se non sono gli unici figli dell’uomo.

LE RISORSE DEL REGNO
53. Ogni tronco, pianta, roccia o capo di bestiame è protetto dalle leggi del Regno. Ogni rifugio, caverna, tenda o casa all’interno dei territori di Helcaraxe appartiene solamente al Regno e solo il Regno può deciderne la sorte, disporne ed assegnarle.
54. Nessuna arma di straniero o alleato dovrà levarsi né per la caccia né per il gioco contro l’Orso, il Lupo e gli altri animali delle isole che non si dimostrino naturalmente aggressivi o pericolosi.
55. Lo sfruttamento delle risorse naturali che gli Dèi hanno assegnato al Regno è consentito gratuitamente agli alleati. Gli stranieri che avranno acquisito un permesso da chi di dovere, potranno usarne solo per un tempo limitato. Coloro che possono rilasciare permessi di sfruttamento delle risorse devono almeno essere Vargos o Valchirie.
56. Chiunque usi le risorse del regno senza un permesso verrà privato di tutti i suoi averi e delle risorse trafugate. Sarà poi lasciato nudo per le vie del Regno così che tutti possano vedere il suo disonore.

LEGGI PORTUALI
57. Tutte le coste ed i moli (Helcaraxe, Grandeinverno, Hergerfjorden, Ultimo Approdo) dei possedimenti di Helcaraxe sono vincolati a queste leggi.
58. Nessun Drakkar può attraccare al molo militare, solo i legni dei Clan, hanno questo diritto. I Drakkar privati saranno sequestrate.
59. Gli stranieri che attraccano ai moli o lungo le coste dell’isola di Helcaraxe e Grandinverno, devono comunicarlo affiggendo delle pelli nella bacheca della Rocca. Qualsiasi legno forestiero, ormeggiato per un periodo superiore alla durata dell’ospitalità (7 notti) sarà tassato dal Regno.
60. Tutti i Drakkar la cui proprietà è incerta, perché non dichiarata alla Rocca dai cittadini o non dichiarata all’attracco dai forestieri, saranno sequestrati e i proprietari puniti con una pena da saldare in pezzi d’oro.
61. Chi ormeggia ad Ultimo Approdo deve dare notizia del giorno di arrivo della propria imbarcazione al molo affiggendo una pelle alla bacheca del molo. E’ vietato ormeggiare al molo di Ultimo Approdo per più di un giorno, la pena è il sequestro immediato del vascello e una pena in pezzi d’oro. Chi sarà scoperto a dare falsa notizia sul proprio attracco ad Ultimo approdo sarà punito con una pena di 5.000 pezzi d’oro ed il divieto perenne di ormeggio.

HUGR RATH, la CHIESA del NORD
62. Hugr Rath è la Chiesa del Nord, il concilio che parla per bocca degli Dèi, difende la fede dei figli delle nevi e sostiene e protegge l’animo del popolo di Helcaraxe in tempo di guerra ed in tempo di pace.
63. Il Godar è la fiamma della fede a capo della Chiesa e siede nell’Allthing, i Sagarth, Sacerdoti del Tempio, devono seguire il suo consiglio e rispettare le sue decisioni. Al Godar è concesso, solo per preservare la fede, il potere di allontanare cittadini o forestieri che si macchino di gravi colpe contro gli Dèi.
64. Quando il Regno è impegnato in guerra, è compito del Godar guidare i Sagarth ed coloro che hanno doni divini, sul campo di battaglia per sostenere al meglio i propri fratelli.
65. Solo i membri della Hugr Rath possono celebrare i riti e officiare cerimonie secondo le usanze ed i costumi del Nord. La voce della Hugr Rath è l’unica che ha valore nel Regno di Helcaraxe, nessun sacerdote forestiero vedrà riconosciuto il suo giudizio senza il consenso della Chiesa.
66. Chiunque disponga dei doni divini, straniero o meno, è soggetto all’autorità del Godar fintanto che si trovi nei territori di Helcaraxe, il quale potrà porre un sigillo sul trasgressore interdicendone le preghiere e le invocazioni alle Divinità, se questi sentenzi contro la parola dell’Hugr Rath o manchi di rispetto al Godar stesso. Qualora tale sigillo venga violato il reo verrà punito con una pena che va da un ammenda pecuniaria fino al bando. Qualunque uomo di Helcaraxe che lo copra subirà la medesima punizione in quanto verrà meno il suo onore verso la popolazione tutta.

LEGGI sul CIRCOLO di YGGDRASIL
67. Il Circolo dell’Yggdrasil è considerato un concilio la cui esistenza cammina vicina ma parallela al regno di Helcaraxe, per questo il Regno gli concede piena autonomia per svolgere i suoi compiti il cui unico fine è l’armonia e l’equilibrio spirituale, dei popoli e delle terre. Le azioni ed i rapporti del Circolo fuori da Helcaraxe sono liberi e indipendenti, ma nessun danno deve essere portato da questi al Regno dei Ghiacci.
68. Il Rumenal è riconosciuto come guida del Circolo ed ogni Gael deve ascoltare la sua parola e seguire le sue decisioni. Al Rumenal è concesso il diritto a sedere nel Concilio del Ghiacci e parlare sugli argomenti che interessano il Circolo.
69. Ogni membro del Circolo di Yggdrasil dovrà rispettare e osservare le leggi e le autorità di Helcaraxe che potranno essere informate sul cammino del Rumenal e dei Gael.
70. I membri del circolo possono rivendicare tutti diritti dei Turas e sono vincolati dagli stessi obblighi.
71. Se il Regno dei Ghiacci sarà invaso dalla guerra il Circolo ha l’obbligo di scendere in battaglia e sostenere con ogni mezzo gli uomini di Helcaraxe per difendere le terre e scacciare i nemici.
72. Se l’operato del Rumenal allontana il circolo dal suo scopo per lungo tempo agli occhi della maggioranza dei Gael, questi hanno diritto a confrontarsi con la loro guida di fronte alle autorità di Helcaraxe. Se dalle parole dell’assemblea risulterà che l’armonia è irrimediabilmente spezzata il Konungur o gli Jarl possono ordinare al Rumenal di cedere il suo ruolo in favore di un altro Gael. Le autorità di Helcaraxe hanno diritto a chiedere nell’interesse del Regno l’esame dell’operato del Rumenal se il Circolo è entrato in grave contrasto con i Clan, le autorità o il popolo dei Ghiacci.

LEGGI delle RAZZE
73. Ogni elfo trovato sulle isole di Helcaraxe, Grand’inverno e Arcipelago Augak deve essere immediatamente condotto sulla terra ferma e lasciato libero, solo se si oppone con resistenza deve essere giustiziato sul posto. Eccezione fatta per prigionieri di guerra o schiavi elfici.
74. Elfi trovati nei territori baronali devono essere interrogati sugli scopi per cui calcano il suolo nordico e dopo averne preso le generalità devono essere rilasciati. Se si oppongono alla collaborazione la pena è l’esecuzione in loco.
75. Coloro che hanno sangue misto elfico,comunemente conosciuti come mezz’elfi, possono camminare sul suolo delle isole ma che siano visti con disprezzo e sospetto, pertanto a loro non sarà concesso prestare giuramento al Regno di Helcaraxe per via del loro sangue impuro.

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