Ardania – Generalità e mappa

La volta celeste ardana

Maggiori approfondimenti su cosmologia – Misteri di Ardania

Non conosciamo più molto della volta superiore, ma vi sono delle conoscenze che non sono andate perdute. Gli antichi distinguevano alla vista tre pianeti:

  • Aguardar (“pianeta del fuoco perenne”) che fornisce la luce a tutte le cose. Ad oggi il pianeta non è più visibile agli uomini, ma la sua vita è dimostrata dalla stessa luce che giunge su Ardania. Gli uomini amano chiamare questo pianeta l’osservatore, e leggende pagane raccontano, che quando l’osservatore chiude gli occhi il buio può avanzare per ghermire il mondo. Un giorno che l’osservatore si disinteresserà completamente di Ardania, il buio la inghiottirà per sempre.
  • Ettanien (“Il grande globo”), visibile specialmente di notte al riflesso delle dodici sorelle (di cui tratteremo più avanti). Il pianeta risulta essere assolutamente immobile nella volta superiore e si dice che sia un mondo abitato. Forse sono soltanto leggende, ma nell’anno dei draghi, stormi di quelle creature soprannaturali volarono da Ettanien verso Ardania portando la morte e la distruzione sulle terre conosciute. Da quel giorno molta superstizione lega quel pianeta alle sventure degli uomini, ma la storia che vi ho appena scritto non viene creduta, se non attorno ad un fuoco di fanciulli. Gli uomini sono soliti chiamare il pianeta “Sventura”, ma ancor più spesso non lo nominano affatto.
  • Derit (“anello di smeraldo”) è il terzo pianeta, ed è visibile oggi soltanto dal telescopio della splendente, anche se non più in maniera chiara. La magia del telescopio è antica e la sua lente non basta a raggiungere il pianeta. E’ un pianeta di cui non conosciamo nulla e che al momento appare oscuro e poco nitido. Viene tramandato tra i saggi che esso venne chiamato a questo modo, poiché alla vista aveva un colore verde, che sfumava al centro verso l’azzurro.

Nella volta superiore è presente anche un piccolo pianeta satellite di Ardania, chiamato “Nut” (“bocciolo”), che ora gli uomini chiamano luna. La vicinanza di questo pianeta e della corona dei re (di cui tratteremo più avanti), sembra poter agire in qualche maniera sull’irrequietezza dei mari e dei venti.

L’ultima parte della volta superiore degna di trattazione accademica è quella formata dalle Belenil (“luci nel cielo”). Durante la notte oltre alla maestosa presenza di Ettanien sono visibili alcuni insiemi di Belenill (o nell’attuale gergo umano fuochi lontani). Alcune hanno avuto dei nomi nel corso della storia, ma per i più non sono che punti di riferimento o mezzi di illuminazione notturna. Guardando la volta superiore durante la notte, si viene subito attratti dalle Dodici sorelle. Sono dodici belenil luminosissime, tanto da rischiarare la notte. Vengono nascoste di giorno dalla luce maggiore di Aguardar, ma nella notte divengono regine. Sono poste discretamente vicine l’una all’altra, separate soltanto da un vuoto centrale. Si dice che all’alba di tutto, ci fossero nel centro altre due sorella, scomparse da millenni. Nella credenza popolare ognuna delle dodici sorelle, corrisponderebbe ad un mese del calendario Imperiale. Si può individuare un’intensificazione della luminosità di queste, cadenzata con quei periodi dell’anno particolare per due delle sorelle. I popolani amano chiamare queste due stelle (in corrispondenza dei mesi in cui rifulgono maggiormente): Regina di Madrigale e Regina di Orifoglia.

Altri fuochi lontani importanti formano la Corona dei Re. Questa formazione è una fittissima serie di luci nel cielo di luminosità variabile. Sono talmente tante, che è uso degli amanti contarle insieme nelle serate romantiche. Si dice che portino fortuna all’amor nascente. Un evento popolare nelle corti in questo periodo, vuole ricordare la notte in cui il popolo di nani venne liberato dal suo millenario isolamento. I primi che guardando la volta superiore nella sua totalità piansero, osservando la Corona dei Re.

Vi è infine una Belenill chiamata Criddillé (“Signora del giusto cammino”), utilizzata dagli esploratori e dai marinai come riferimento notturno. Gli uomini usano chiamarla Speranza. Non è inusuale trovare viaggiatori che seppelliscono in terra una moneta per avere il favore di Speranza durante un lungo cammino.
Una popolare leggenda ondolindelore vuole che la vanità delle dodici sorelle brilli tanto da nascondere altre stelle. Questo per far si che l’antico popolo ammiri ed ami soltanto loro.

Il giorno e la notte

Il ciclo di giorno e notte è difficile da individuare su Ardania, per la composizione della volta superiore, mai oscurata del tutto causa la presenza delle dodici sorelle. Il ciclo giornaliero è comunque universalmente diviso nelle sedici ore di luce piena (detto dei contadini di Nosper: “finché siamo sotto lo sguardo di Aguardar, si lavora!”), e nelle otto ore delle sorelle. Le ore delle sorelle, corrispondono spesso al periodo definito notte. Questo però varia di diverse ore a seconda della parte di Ardania dove ci si trovi a vivere.

Calendari dei popoli ardani

Vari sono i calendari utilizzati dalle varie stirpi, razze e popoli nel continente e nelle isole. Fattori religiosi, razziali, culturali hanno portato la creazione di diversi modi di misurare il tempo; la crescente espansione dell’Impero ha comportato tuttavia, col passare degli anni, una omogenea distribuzione del sapere umano in ogni angolo di Ardania.

Per quanto riguarda gli umani, l’Anno Imperiale si rifà ai due passaggi consecutivi del Sole nel giorno dell’Equinozio di Primavera ed è pari a 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Il Primo Anno Imperiale (A.I.) corrisponde alla data di fondazione dell’Impero, quando cioè Ametraal Da Silva ascese al trono di Hammerheim, sconfiggendo ed esiliando le cinque famiglie aristocratiche al potere. Dopo che l’impero è stato dichiarato sciolto si è scelto di utilizzare questo calendario per continuare la tradizione. E’ composto da dodici mesi dalla durata differente, per motivi storici legati agli antichi culti,ed è diviso in 4 periodi uguali chiamate Stagioni. I nomi sono elencati di seguito:

Postapritore
Primo mese dell’anno, consta di 31 giorni. Il primo di essi è chiamato Apritore e rappresenta il primo giorno del nuovo anno. Apritore è giorno di festa in tutto il continente.

Forense
Composto da 28 giorni, di 29 ogni 4 anni per compensare lo scarto di un giorno accumulatosi considerando tutti i 365 giorni composti da 24 ore esatte. In tempi antichi, esso rappresentava il periodo di tempo in cui il Re si dedicava all’amministrazione piena della giustizia, concedendo grazie, stabilendo ammende, fissando pene in luogo alla giustizia ordinaria. E da esso deriva il nome.

Macinale
31 giorni, segna l’inizio della Primavera e il ritorno nei campi per la popolazione contadina che rappresenta buona parte della forza lavoro odierna. Molto probabilmente il nome deriva dal lavoro di macina dei cereali per la produzione del pane.

Adulain
30 giorni. Non si conosce per certa l’etimologia della parola; molto probabilmente deriva dalla lingua elfica, in onore a qualche dea della fertilità di cui abbiamo perso ogni conoscenza.

Madrigale
Il mese degli innamorati, da 31 giorni costituito. La musica, l’amore accompagnano questo periodo, in cui iniziano gli spettacoli all’aperto e le prime sagre contadine.

Granaio
30 giorni. Periodo di commercio, si lavorano i prodotti della campagna e si rivendono ai mercati cittadini. Una grande parata militare si svolge in ogni città, mercanti da ogni angolo di Ardania giungono per vendere i propri prodotti. Inizio dell’Estate.

Lithe
31 giorni, il mese mediano. A metà mese si svolge la Festa del Lithe, la festa di mezz’estate,una delle feste più importanti nel Calendario Imperiale. In ogni città vengono organizzati tornei e giostre, mentre ad Hammerheim si svolge la Grande Giostra del Lithe, in cui cavalieri, maghi e avventurieri si sfidano in diverse discipline davanti all’imperatore in persona. Anche qui l’etimologia è incerta.

Antedain
31 giorni. Mese dedicato alla Luna, il nome deriva da un’antica dea guerriera venerata assieme al suo scudo con glifo di luna, di nome Antedha.

Solfeggiante
30 giorni, il mese della Vendemmia. Inizia perciò la lavorazione dei distillati di uva e la produzione dei vini nelle campagne del sud. Fine dell’Estate, comincia l’Autunno.
L’origine del nome: si racconta, in una leggenda, di un intrepido bardo che catturò della polvere di stelle per sedurre una ninfa del mare. Gli Dei si alterarono per il furto e il sopruso, e condannarono il mago alla dannazione. Egli però, un mese all’anno, aveva la possibilità di tornare sulla terra e proprio in questo mese egli vaga, accompagnato dal suo inseparabile zufolo, per le foreste e le campagne, suonando rapsodie malinconiche.

Orifoglia
31 giorni, il paesaggio si colora di oro, rosso e bruno, le foglie cadono, i primi freddi. Il nome è presto spiegato. In questo mese ricorre l’anniversario della Battaglia dei Grandi Fiumi, i vecchi radunano i bambini davanti al fuoco e raccontano le gesta dei grandi eroi che liberarono l’Impero dalla minaccia oscura.

Nembonume
Mese di pioggia, di 30 giorni composto. Proprio in questo periodo, secondo le leggende, gli Elfi uscirono dai Laghi della Creazione e vagarono per ogni angolo di Ardania dando un nome ad ogni cosa. Altro nome di provenienza contadina, racchiude in termini ancestrali il grigiore del periodo.

Dodecabrullo
Ultimo mese dell’Anno, segna l’inizio dell’Inverno. Mese dalla doppia faccia: esso ospita la principale festa religiosa, ma il suo ricordo è legato anche alle grandi nevicate che portarono carestie nei tempi addietro. Un detto dice infatti: “Come il Dodecabrullo, crudele per il corpo, glorioso per l’anima”. Il nome, composto, descrive la particolarità di essere il dodicesimo mese e l’avarizia di provvigioni del periodo.

Ad Hammerhem, per indicare una particolare data, si segue questa sequenza: si indica, se si vuole, il nome del giorno (Lunedì, Martedì, ecc…), si enuncia il giorno, nella sequenza mensile, poi il nome del mese e in seguito l’Anno Imperiale. Per esempio: Mercoledì, Quattordicesimo Nembonume del 265esimo Anno Imperiale.

Negli ultimi anni il rapporto con la razza elfica, per lungo tempo rimasto nell’indifferenza e nel reciproco sospetto verso gli abitanti dei Regni umani, è andato via via migliorando, creando forti legami basati sul commercio, la cultura, l’amicizia ed il reciproco scambio di conoscenze.
Sono risaputi quindi, da parte dello studioso, i tempi e i modi in cui gli Elfi scandiscono il tempo, pur tenendo per sé tali usi, utilizzando per comunicare con le altre razze, l’attuale riferimento delle popolazione umane di Ardania, ovvero l’Anno Imperiale e ciò che ne consegue.

In primo luogo, non esistono nomi né modi di contare le ore nella giornata: nei tempi passati ci si riferiva, mediante termini caduti ormai in disuso, all’inclinazione dei raggi solari nei diversi periodi dell’anno, mentre i giorni non avevano alcun nome che li differenziasse. Si tenga presente comunque che gli Elfi non hanno mai avuto, prima dell’avvento dell’uomo, la necessità di suddividere la loro lunga vita in intervalli ristretti (e a loro detta “frenetici”) quali quelli adottati dall’uomo.

Si utilizza ancora, nelle comunità elfiche venute meno a contatto con la cultura umana, la vecchia nomenclatura dei mesi. Essi sono, partendo dal corrispettivo del nostro PostApritore: Narwain, Ninui, Gwaeron, Gwirith, Lothron, Nòrui, Cerveth, Ural, Ivanneth, Narbeleth, Hithui, Girithron, ognuno costituito da 30 giorni, più il mese di Arda, di 5 giorni (di 6 nei bisestili).
Non esiste, invece, una vera e propria conta degli anni: il periodo di riferimento è la fioritura dell’albero sacro denominato Tulip, il cui ciclo di evoluzione ha durata di 78 anni umani. Si hanno notizie comunque di una revisione del calendario avvenuta più di un migliaio di anni fa, dalla quale il conteggio è ripartito da zero, a causa di una malattia dell’Albero Bianco, e che durante la stesura del seguente trattato si è nel periodo della Ventunesima fioritura. Approssimativamente si utilizza quindi una datazione simile alla seguente: oggi è il Ventunesimo giorno di Cerveth, della Ventisettesima parte della Ventunesima fioritura del Tulip.

Per quanto riguarda i Nani, razza per lungo tempo nascosta nelle viscere di Ardania e di cui per lungo tempo si era perso anche il ricordo, da quanto appreso nei pochi scambi venutisi recentemente a creare, si può notare come anch’essi adottino una nomenclatura a dodici mesi, curiosamente suddivisi nello stesso numero di quelli umani, con l’ultimo atto a rendere di omaggio alla famiglia regnante.
Si parla quindi dei mesi di: Cot, Zert, Drenat, Formeghet, Puste, Hug, Wqut, Ytor, Jnust, Morgat, Archon, Gridopossente, mentre per quanto riguarda i giorni,essi vengono calcolati in base a semplici numeri,a partire da una data particolare di cui gli esponenti di tale razza non amano raccontare i dettagli. Utilizzando come esempio la data di stesura della revisione attuale, in questo momento si è nell’anno 4233, giorno 19, di Wqut.

Curiosità – il mare è salato?

Su Ardania i mari e gli oceani hanno una bassa concentrazione di sali, seppure maggiore rispetto a quella dell’acqua comunemente denominata dolce, ovvero quella di fiumi e laghi. Pertanto le acque marine possono essere bevute senza particolari problemi, anche se sono un poco più disgustose. La cosa non vale sul lungo periodo come le lunghe traversate, durante le quali si fanno delle tappe intermedie per recuperare acqua dolce, frutta e verdure fresche per smaltire l’eccesso di sali.

Mappa del Gioco

Qui di seguito la nostra mappa di gioco! Nella sezione download potete trovare anche la versione estesa, con più nomi e località.

Categories:

Geografia di Ardania